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Showing posts with the label Italia

Italia - mia terra odiata e amata

     Jene Ehrfurcht, wie sie der Jugend eignet, jene scheu und Zartheit vor allem Altverehrten und Würdigen, jene Dankbarkeit für den Boden, aus dem sie wuchsen, für die Hand, die sie führte, für das Heiligtum, wo sie anbeten lernten, – ihre höchsten Augenblicke selbst werden sie am festesten binden, am dauerndsten verpflichten. [1]  (Friedrich Nietzsche Menschliches, Allzumenschliches, Ein Buch für freie Geister ) Io più non voglio di qua me andare Voglio rimanere - è la mia terra Al mio cielo e sole voglio stare Nel sangue che vive e mi afferra E mai mente perché il sangue parla Detta i pensieri che dentro serra Per dolce idioma sua vita intarla Profonda tace la parola al cuore Che bambino impara presto a dirla. [1] Quella venerazione che è propria della giovinezza, quella timida reverenza e delicatezza verso tutto ciò che è antico e degno di onore, quella gratitudine per la terra dalla quale sono sorti, per la mano che li ha guidati, per il santuario dove hanno i...

Grazia di Stato

  Dell'Italia non ricordo che nulla. Qui in un paese straniero vivo Sepolto e di sole e luce privo. Ma una piccola grazia di stato L'alto suo cielo ha regalato. ---------- Dio quando impone un peso, dà anche la forza per portarlo. Qui è la grazia di stato che unisce, sostiene e si fa sorgente indefettibile nella fatica quotidiana.

Com'eri bella Edy !

  Com'eri bella Edy in quei giorni! Un po' Lollobrigida un po' Hepburn Sulla Lambretta in quei primi contorni Del mio mondo mostravi a me gl'inganni. Donna libera eri e il cuore seguivi. Scandalo per la gente di quegli anni. Com'eri bella Edy in quella età! Fiorivi e ridevi a lui, Loriano, Che della tua vita l' amor sarà.

L'arte della memoria in chi vive lontano dalla propria terra

  Si può dire di una città, una terra, che perde la memoria? Sì, si può. Il mondo intero può perdere la memoria. Lo abbiamo visto durante la pandemia. La gente ha dimenticato tutto. E soprattutto il rispetto di se stessi. Mi ricordo Vilnius, il giorno prima era piena e viva di vita, il giorno dopo era vuota, Non vi era più il suono della sua vita. Dei caffè, delle macchine. Era il silenzio. Il vuoto assordante di chi dimentica tutto e fugge stordito il vuoto. Cancella la vita di una città e cancelli la memoria di quella città. Una città senza rumori colori odori sapori, una terra senza rumori colori odori sapori, come puoi immaginarla? Immagini, ma è qualcosa che non è quello che cerchi di ricordare. Così l'Italia, ora che vi sono ritornato: come è diversa dalla memoria di quello che cercavo di ricordare. E' come vivere in un multiverso passare da Vilnius aalla Toscana dove mi trovo. E quando passi da un universo all'altro cessa la realtà dell'uno vivendo nell'altro...

Nos han cambiado la realidad

  Si pienso en la realidad en 2019, veo y no puedo no veer, que a raíz de lo que sucedió después de 2020 en un santiamén todo ha ido a quedarse eliminado. Toda mi vida me atuve a lo que me enseñaron en la escuela, en la familia, en la iglesia catolica, es decir, la doctrina y cultura católica según la transmisión que de ella se hizo en el mi pais de siglo en siglo hasta la muerte de todo eso, que empezò en el 1992. A partir de este año comenzó la constante y continua demolición de la clase política italiana, de la economía italiana, de la cultura italiana y de la iglesia italiana, aunque los pródromos de todo esto ya eran evidentes años antes. Tomamos el 1992 solamente como el punto de inflexión de un cambio dramático y decisivo que se actuó en Italia. Mi aventura personal en todo lo que pasó no cesa de asombrarme: YO no he cambiado, nunca, porque sigo siendo lo que sentí ser desde el principio de mi existencia. El mismo "YO", siempre. Es la realidad que se ha metamorfosead...

La mediocrità nel cinema italiano e della società italiana. Un'affermazione di Cesare Sacchetti

Riposto e faccio mio quanto afferma Cesare Sacchetti nel suo canale Telegram. Opinione che condivido al 100%. Cesare Sacchetti è un analista politico incredibile. Ha una capacità di visione globale che pochi hanno. Ha un solo difetto: crede molto in questa massa indistinta e amorfa chiamata "popolo italiano", non ha ancora ben capito con che materiale ha a che fare. Con il Nulla, praticamente. "A quanto pare, Nanni Moretti ha fatto l'ennesimo film con Silvio Orlando e l'ennesimo film dove al posto della vespa stavolta c'è il monopattino. Il mondo dello spettacolo è lo specchio del mondo della politica. Pieno di mediocri che si trovano lì solo per la loro fedeltà all'establishment." Aggiungo che Nanni Moretti se poteva avere un senso all'inizio (Bianca, La messa è finita) da allora fa sempre lo stesso film con più o meno gli stessi tempi, battute, attori e gli stessi temi. Follow me on Substack  

Italia - a land of idiots

This article stems from a reflection by Massimo Fini [1] on Italian wine. In Italy, there is a widely spread opinion that "wine" is not above all an economic fact but essentially a cultural fact. The article appeared in COME DON CHISCIOTTE  [2]. I admit that I can agree, in principle, with Massimo Fini. Especially living abroad, as I live, you realize how many cultural universes surround every act of opening and enjoying a bottle of wine in Italy. How to open a bottle correctly. How long before a bottle must be open, in reference to the year of harvest. The right temperature at which a red or a white must be drunk. Matching wine and food... But in Fini's article, I also see a lot of the typical Italian arrogance, as in "What do those loutish Americans want to know about wine?" Fini like almost many Italians (all or almost all) believes, and claims to believe, that what is Gospel in Italy is also the same Gospel in other countries of the world. In many countries,...

Italia un povero paese morente e inetto

Questo articolo nasce da un riflessione di Massimo Fini sopra il vino che non sarebbe un fatto economico ma soprattutto un fatto culturale, in COME DON CHISCIOTTE . Potremmo anche in linea di principio essere d'accordo con Massimo Fini. Soprattutto vivendo all'estero ti rendi conto di come attorno ad ogni atto di aprire e gustare una bottiglia di vino in Italia vi siano tanti universi culturali. Come aprire in modo corretto una bottiglia. Quanto tempo prima aprire una bottiglia, in riferimento all'annata. Temperatura giusta a cui bere un rosso o un bianco. Combinazione vino cibo... Ma nell'articolo di Fini vedo anche tanta arroganza italica, come in "che cosa vogliono sapere di vino quegli zotici degli americani". Fini come quasi tanti italiani (tutti o quasi tutti) crede, e pretende, che quello che è Vangelo in Italia sia anche Vangelo negli altri paesi del mondo. In tanti paesi il cibo e il vino italiano sono solo una sovrastruttura rispetto alle loro strutt...

Italia - una parola strana

Italia Una parola strana. Se la ripeto - è più strana ancora E beffarda quasi tuona. Italia Una parola che strana - tutta risuona. Eppure italiano Io sono. Lontano Io vivo Da quella terra snaturata. Italia Una parola strana In fondo alla vita Di frequente però pronunciata, Di quasi estinta razza Di un popolo morente E poco fiero della storia In essa mi vedo E conosco invero L'opaca gloria. E capisco che è ultima mia essenza, ché morirò in sua presenza. Sapendo chi ero Al freddo e gelo Di qua Darò il calore Del sole e della luce A questa terra che mi accoglie Di quel popolo che mi toglie Il morir già Prima che muoia Per infinita noia. Nell'ultima parola Mi sottrarrò - però E il suon di lei amerò Nell' eterno silenzio Verso la gioia. Italia, Una parola strana Mi accompagna E le ciglia da ultimo Bagna. Tristi tante e amare ore Di te compagno ho passato Ma infine ho capito Il bello sí, che sempre Ad amare Per te ho imparato E tu, sola, insegnato. Follow me on Substack

Mesco all’opra vostra il canto mio (i mali dell'Italia visti da Giacomo Leopardi nei suoi canti)

  Negli ultimi giorni spinto da eventi di ricerca per scrivere una nuova storia mi sono imbattuto in Giacomo Leopardi, poeta, come per molti, amato in gioventù. Ed in effetti ammetto che quando avevo diciotto anni Leopardi riempiva la mia vita. Era la mia lettura preferita. Poi ci si distacca, spesso succede, ma spesso succede che alla fine della vita si ritorni proprio a quei temi che hanno animato la gioventù e su cui ci siamo formati. E il ritorno è stato però al contrario della giovineza a quei poemi che in gioventù meno mi avevano affascinato, le cosiddette "liriche civili". Vivendo all'estero ho potuto focalizzare l'Italia dall'esterno, mentre prima vivendo al suo interno  riuscivo solo a intuire le cose che mi sembravano illogiche e soprattutto grottesche. E l'Italia è un paese illogico e grottesco fondamentalmente. Il popolo italiano vive in un torpore, "sopore" come lo chiama Leopardi che viziato dal troppo benessere  lo rende imbelle accidi...

Noi siamo prima del "Da capo" ovvero alla barbarie

  "La storia dell'uomo non presenta altro che un passaggio continuo da un grado di civiltà ad un altro, poi all'eccesso di civiltà, e finalmente alla barbarie, e poi da capo". (Giacomo Leopardi) ------ Follow me on Substack

se decidessi di tornare...(all‘Italia terra malata di malati)

  se decidessi di tornare se decidessi di riposare in quella terra ignava e senza memoria sarei consegnato al vento alla polvere del tempo al nulla che cancella non tornerò non mi consegnerò che non avrei neanche un cuore su di me una lacrima per me versata da quella terra vessata simile ormai alle toppe di una mucca terra di bugie ormai piena e stucca non avrei amici non avrei nemici a lei io indifferente dopo anni assente vivo e muoio a ogni terra buio vago e ormai più non pago mi rimetto e aspetto in vita si decide la sorte del peregrino questo è il destino

Essere mio padre - II

Una delle prime cose che fece Silvia, fu quella di cercare le foto di lei, piccola, con il padre. Non gliene erano rimaste molte in verità. Doveva averle perse nell’ultimo trasloco, fatto tutto di fretta e nel caos totale. Avevano dovuto lasciare (fuggire - sarebbe meglio dire) quella casa il prima possibile. Quella parte della città in cui abitavano era ormai divenuto un luogo invivibile. Pareva più una città dell’Africa che italiana. La criminalità era cresciuta ed era pericoloso vivervi. Dove abitava ora, in collina, vicino Vinci, si era ancora fra italiani, ancora la vita parlava italiano. Ne trovò una in particolare di lei al mare con il padre, che se l’era messa sulle spalle e posavano davanti alla macchina fotografica. Era bello suo padre da giovane. Aveva i capelli lunghi come andavano di moda negli anni Settanta, ma quella foto era certamente degli anni Ottanta. In quella foto lei avrà avuto quattro o cinque anni. Forse sarà stato il 1986. Lo toccò con le punte delle dita. Toc...

All'Italia la crisi non farà che bene e più forte sarà più sarà benefica

Si dice che in Italia stia per arrivare una grossa crisi economica. Le previsioni sono che circa 120.000 aziende chiuderanno. Forse non saranno 120.000 ma sicuramente molte. Tuttavia, personalmente, credo che una bella crisi all'Italia e agli italiani non farà che bene. Perderanno forse un po' dell'arroganza che hanno nei confronti del mondo, riacquisteranno forse voglia di lavorare anche se 1+1 non fa più 5 ma farà 2 o forse anche meno. Soprattutto le aziende italiane forse cercheranno di avere mentalità più flessibili e avere voglia di fare, rischiare e mettersi in gioco e sperimentare vie più nuove e non quelle antiquate tracciate dai loro padri negli anni Sessanta che ostinatamente ripetono meccanicamente, senza una ragione che sia loro evidente del perché fanno cosí. Sì, perché la crisi dell'Italia non è per cause economiche, quello è solo il corollario. La crisi dell'Italia è prima di tutto individuale, dell'essere umano in sé. Morale, ma non solo. E' ...

Reflexionando sobre unas palabras de Tomás Eloy Martínez autor de Santa Evita (1)

  "Lo que ocurre es que una vez que uno aprendiò a vivir fuera de su país y aprendió el lenguaje del otro y aprendió a amar el lenguaje de ese otro, vive en un no-lugar para siempre y empieza a vivir en ninguna parte .... no es que este te desarraiga, porque sigues amando a tu tierra sigues preocupándote por tu tierra de un modo central pero la distancia con que ves tu tierra desde otra parte es algo irreemplazable." (Tomás Eloy Martínez, autor de Santa Evita).  Lo que dice Tomás Eloy Martínez, lo siento en la piel. Solo que la distancia aumenta la distancia, y en mi caso no me lleva a amar a mi país, Italia, que es un país difícil de amar, no tanto para la clase política que siempre ha sido el mal del país, y que ahora ha llegado a un nivel de bajeza, en todos los sentidos, nunca antes visto, pero y sobre todo a raíz del propio pueblo que, a excepción de una minoría, no es posible amar. Un pueblo hecho de soberbia, superficialidad, egoísmo, achatamiento cerebral, pereza,...

Gli italiani - un popolo con la pancia troppo piena

  Padre Alexis, lei ha detto una cosa capitale, l'Italia e gli italiani, in generale, hanno la pancia troppo piena e finché l'avranno piena mai si ribelleranno, e anche se si ribellano si ribellano nel modo di chi continua ad avere la pancia piena. Mi viene in mente un gruppo in Italia che si ribella alla dittatura in corso facendo le cene in giro per l'Italia.... Pochi si rendono conto, di quanto bella e comoda sia stata, e forse ancora per molti lo è, la vita in Italia. Cibo buono, sole, clima, arte, storia, bellezza dovunque, cultura...bisogna vivere in paesi freddi, non particolarmente baciati dalla fortuna come l'Italia, tartassati da anni di repressione sovietica, che ha deportato le migliori menti per lasciare solo le peggiori e infine distruggere anche quelle con l'alcol, per capire quanto siano fortunati gli italiani, che però hanno dimenticato il sacrificio e il valore di chi gli ha lasciato in eredità tutto questo.

Che succederà se in Italia dovessero iniziare scontri etnici?

Mi chiedo, ma quando inizieranno in Italia scontri etnici, come è probabile che accada, ancora staremo a parlare di legittimità, di diritto, costituzione, di infiltrati? E' una domanda legittima da porsi. In Bosnia nell'epoca della guerra, parlavano forse di questo? Era una carneficina, diventata tale a causa di egoismi politici ed etnici. E l'Italia, bisogna ricordarlo, è ormai divenuto un crogiolo di etnie, e può veramente esserci qualcuno che può soffiare sul fuoco. Purtroppo la direzione verso cui spinge il governo italiano è un cul-de-sac che lascia sempre più impossibilitati ad una risposta democratica. Ed è questo che fa paura. Se costringi anche il più buono degli esseri a non avere altra alternativa che quella della reazione fisica anche il più buono può diventare il più cattivo. E d'altronde la stampa mainstream, RAI in testa, non concedono la minima possibilità di comunicare posizioni diverse, procede tutta compatta come una muraglia che favorisce chi parla ...

Italia: il disastro di un paese bellissimo

Tra gli italiani la solidarietà non esiste. Esiste la complicità. (Indro Montanelli) Essendo io italiano, non posso non pensare al disastro di un paese bellssimo dove l'unico grande e vero disastro alla fin fine, che porta alla distruzione di tutto quello che questo paese ha saputo costruire di grande nei secoli, è la maggioranza degli italiani, ovvero il 90% degli Italiani (ma sono bugiardo perché dico il 90% ma in realtà penso almeno il 97%). Aver lasciato l'Italia non mi rende particolarmente orgoglioso, ormai viviamo in un mondo talmente interconnesso e globalizzato, che in forme più o meno attenuate si ripetono ovunque i "modelli" imposti da quelli che David Icke, che da trenta anni ricerca la verità su chi governa questo mondo, definisce "psicopati", e che io, seguendo però il mio punto di vista, definisco satanisti, perché la loro non è una follia, la follia compete all'essere umano, ma quello che questi "psicopati" vogliono imporre è ta...

Il rapimento

A volte ritornano, senza spiegazione, i fantasmi. E quando meno te lo aspetti ecco che il passato a cui piú pensi di interessare ti cerca. E ti vuole. E magari ti rapisce. Fui rapito, infatti, non so come, ne da chi. Non saprei. Fu una forza che mi prese, come nei sogni, e in un attimo mi ritrovai migliaia di chilometri lontano. E' difficile crederci, lo so. Ma fu così. Mi ritrovai alle pendici di un monte che conoscevo, dove avevo vissuto molti anni prima. Il monte Albano. In un piccolo villaggio di nome Artimino, sulla collina che divide la provincia di Prato da quella di Firenze e da lassù si gode la vista della valle dell'Arno, che viene giù da Firenze e corre verso Pisa. Era forse settembre. A giudicare dall'odore delle piante e dal colore della luce vespertina, doveva essere settembre. Al più tardi i primi giorni di ottobre. Beh, lo confesso, la meraviglia fu tanta. E provai gioia ad essere lì. Il posto è bellissimo. Mi ricordai del ristorante, Biagio Pignatta, dove...

Questo governo piaga l'Italia, ma gli italiani accettano ancora una volta e pensano allo spaghettino e ballano sui balconi.

Filosofi da salotto, che stanno in youtube e si lamentano. "Esercito il mio pensiero critico, ma osservo la legge. Rimango a casa." E' un mantra "Contesto ma sto a casa perché lo richiede la situazione". La situazione è drammatica ma non solo per il coronavirus ma anche per la sottomissione totale, angolatura a 90 gradi, Si contesta ma si accetta. Unica voce fuori dal coro il Professor Paolo Becchi. Aziende che chiudono, persone senza lavoro, ma nessuno si arrabbia. Tutti accettano di buon grado di stare in casa. "Mi faccio un bello spaghettino e non ci penso più", altro mantra. Ma che popolo è quello italiano? Un popolo supino, senza mai un atto di rivolta. Dalla caduta dell'impero romano in poi. Come diceva uno scrittore, le rivolte in Italia si sono sempre fatte davanti a un forno. Credo che adesso sia l'ora di cominciare a pensare a non esercitare più il pensiero critico. Ora è l'ora di divenire, di cominciare a dare un ultima...