Skip to main content

Posts

Showing posts with the label San Paolo

Piccolo saggio di esistenza quotidiana - la logica opposta

Un giorno strano. Un giorno in cui la mente muore. Vive lontana. in cui provo ma è solo fatica. E tanta. Io ho un centro: lo stomaco. Un orrore. Qualcosa volta penso che vi sia un mostro che abita lì dentro, perché lì è tutto il mio tormento, il mio male, tutti i miei mali partono da quel punto. E' incurabile. Per quanto lo curi faccio due passi avanti e tre indietro. E allora penso. E forse il mio male è anche il mio bene. Perché penso e capisco, e alla fine la croce ha questo, che ti fa pensare. E per esso pochi accettano la croce. Ma la croce migliora e perfeziona l'uomo e lo fa attraverso l'inquietudine, il dolore, la sofferenza. Per questo si dice che bisogna accettare la croce. La croce è in ultimo il simbolo dell'uomo che cerca la verità. Cercare la verità è ricerca, sofferenza e dolore, olreché inquietudine. Chi cerca la verità è uno che non accetta il mondo come gli viene proposto, ma lo scandaglia, lo seleziona, lo analizza a prezzo del dolore. Lo rivolta sott...

La poesia abita in prossimità della luce divina

Il paragone fra la poesia e la luce divina che abbiamo QUI inaugurato trova una sua esemplificazione in San Paolo, lettere ai Romani I,19: τὸ γνωστὸν τοῦ θεοῦ φανερόν ἐστιν ἐν αὐτοῖς, ὁ ⸂θεὸς γὰρ αὐτοῖς ἐφανέρωσεν, ciò che si può conoscere di Dio è stato manifestato a loro (negli uomini), Dio infatti ha manifestato a loro. La poesia manifesta negli uomini il bisogno di essere umano, il bisogno cioè della bellezza, del sentimento del bello in sé e con sé, ed è supportata dalla luce divina, ma la poesia appartiene al saeculum e dunque si arresta sulla soglia di quella luce [I] senza oltrepassarla, ma presentisce la luce oltre la soglia. Fino a quella soglia ci conduce l'umano in noi: fino a quella porta che non è possibile varcare nel nostro essere umani ma che tuttavia il dimorare in quella soglia illumina nominando i nomi delle cose che la poesia chiede al poeta di manifestare [II] , e il poeta cerca il modo e le parole per manifestarle, per nominare qualcosa che non si può nomina...

Math Cassidy °Gli ultimi incredibili anni prima di morire"

  Sono gli anni orribili della pandemia. Un uomo tenta di sfuggire i controlli e mantenersi lucido in un mondo grottesco dominato dalla follia e dalla bruttura. In cui le masse tutto accettano e pochi sanno resistere. Scopre il potere di un arma antica. Da quel giorno la sua vita cambia. Riuscirà attraverso i poteri di quell'arma a mantenersi in equilibrio e a vivere in due universi nello stesso tempo. Quello inferiore e quello superiore. E sono i tempi più incredibili della sua vita, i tempi che hanno cambiato la storia dell'umanità, la civiltà del mondo. Pandemia, marchio della Bestia, guerra. Tutto fuorché la morte è illusione e falsità. Forse nemmeno la caduta dell'impero romano è paragonabile a ciò che questo uomo vive nell'arco di tre anni Leggi in Academia:  https://www.academia.edu/96968345/Math_Cassidy_Gli_ultimi_incredibili_anni_prima_di_morire

La differenza fra fede e speranza

E tuttavia la fede sposta le montagne... La speranza...è il passatempo della vita. Passi tutta la vita a sperare. Sperare che? E tuttavia speri? Perché... C‘è una ragione nello sperare? Se uno spera ci deve essere. Ma è una ragione molto nascosta. Forse il deisderio di stare un giorno meglio e di essere felice? Può essere. Può essere questo il motivo. Deve essere questo il motivo. La preghiera è la comunione fra te e la speranza. Un viaggio in comune con la speranza. E‘ l'insieme delle cose che uno porta seco mettendosi in viaggio per un’altra città, che non è qui anche se qui ne vedi i segni, ma li vedi solo se vuoi. Fin dall’inizio della vita è data la vista e non solo fisica, ma anche morale, spirituale. E tutto il vedere consiste nel riuscire a distinguere ciò che la volontà e lo spirito decide di vedere. Ma la speranza talora viene meno, e allora solo la fede ti fa andare avanti.  E questa è la fede: credere anche quando ogni speranza cade. La fede, per sua natura, non ha fond...