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Showing posts with the label Memoria

È tempo ormai

A S. e C. Chiedo perdono a voi ultime a me. Chiedo al cielo e allo Spirito quello. Che ho fatto e dato sia reso in sé. In pace lasciato io mi appello A che dato ho fatto ho potuto Se era poco o tanto io cancello La memoria stanca che ho spremuto. E ora li lascio li mollo né voglio I ricordi i più belli anche rifiuto.

La storia (che rimane)

  In fondo al cono vedo me bambino Lontano - ma insistente alla mente. Sola unica storia di mio cammino.

L'arte della memoria in chi vive lontano dalla propria terra

  Si può dire di una città, una terra, che perde la memoria? Sì, si può. Il mondo intero può perdere la memoria. Lo abbiamo visto durante la pandemia. La gente ha dimenticato tutto. E soprattutto il rispetto di se stessi. Mi ricordo Vilnius, il giorno prima era piena e viva di vita, il giorno dopo era vuota, Non vi era più il suono della sua vita. Dei caffè, delle macchine. Era il silenzio. Il vuoto assordante di chi dimentica tutto e fugge stordito il vuoto. Cancella la vita di una città e cancelli la memoria di quella città. Una città senza rumori colori odori sapori, una terra senza rumori colori odori sapori, come puoi immaginarla? Immagini, ma è qualcosa che non è quello che cerchi di ricordare. Così l'Italia, ora che vi sono ritornato: come è diversa dalla memoria di quello che cercavo di ricordare. E' come vivere in un multiverso passare da Vilnius aalla Toscana dove mi trovo. E quando passi da un universo all'altro cessa la realtà dell'uno vivendo nell'altro...

Un uomo senza memoria

  Quando se n’era andato, era fuggito. Non si può dire che se ne fosse andato. In realtà era fuggito. Aveva preso poche cose. Il minimo. Quelle a cui era più attaccato, ed era fuggito. Era fuggito da quel paese che oramai lo disperava, era fuggito verso un altro paese, in cui nemmeno sapeva che vi avrebbe fatto. Aveva una sola certezza in quel paese. L’amore. Ma si sa, gli amori nascono ma anche muoiono.  E invece era sempre lì quell’amore. Dopo nove anni era sempre lui. Forte come il primo giorno. Ma i segni erano molteplici. Non era solo l’amore. Era una mano dietro che lo aveva spinto e lo aveva, non senza sofferenza, spinto verso dove ora si trovava. Ma in quella casa da dove era fuggito aveva lasciato cose che allora gli parevano insignificanti e che ora invece capiva erano fondamentali. Le foto. Le foto della sua vita. Quelle foto che anno dopo anno erano rimaste, rispetto a quelle che erano scomparse. Forse perché erano irrilevanti, erano scomparse. E giustamente erano ...

Piccolo saggio di vita quotidiana - perdere la memoria

In questo testo, che fa parte di "Essere mio padre" che si trova in making già in https://www.academia.edu/ , Silvia, il personaggio principale, rimane terrorizzata dalla paura di aver perso la memoria del padre morto, all'alba del giorno che deve lasciare Vilnius, dove si era recata per visitare la tomba del padre morto, e prendere un volo per l'Italia. Era la notte prima del volo. E Silvia si svegliò. Ed era la prima volta che a Vilnius si svegliava la notte. Tutte le notti precedenti aveva dormito senza mai interrompere il sonno. Ma non questa notte. Si svegliò con l’assillo che non ricordava suo padre. E i pensieri erano cupi e l’incubo di partire ingrossava il male. Dopo la sua sua morte aveva inseguito solo un’ ombra, uno spirito, che quasi non aveva faccia. Dio mio, disse, non ricordo il tuo volto babbo... Esisti nei miei pensieri, esisti nel mio corpo ma solo esisti, esisti senza un’immagine. Perdere la memoria, capì, è un grande nemico del cuore. Come può am...