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A me verrà in dono

  Morirò qua, lontano In un giorno freddo probabilmente. È sempre freddo qua. Sepolto in un pantano All'acqua e neve e gelo inclemente. A vedermi chissà Qualcuno per amore O ricordo da me mai verrà triste Perché più io non sono? Forse uno per dolore, Che per il gelo e neve insiste Lui solo verrà in dono. ------------ Telegram: De Unamuno Whatsapp: De Unamuno

Il cuore è l'unico sole in questa terra di ghiaccio

  Tutto sa di morte qua - di non vita Il cielo è sempre grigio mai il sole Scalda il sangue e a viver invita Il cuore ha ragioni sue che vuole Al buio bianco del ghiaccio e neve Raccoglie sé e muto cresce e duole Nella mente si spande e la imbeve E nel grigio di questo mondo crea Sale e va là oltre l'odiosa neve È l'unico sole che arde mia idea La parola e il pensiero sviluppa Si fa misericordia e sua dea. ------------------- Telegram: De Unamuno Whatsapp: De Unamuno

Questo ghiaccio, bianco, soffocante

  Questo ghiaccio, bianco, soffocante una cappa sopra che vive nauseante questa notte perenne  rende incerta la vita dalla morte  e accoglie l'anima e la prepara eppure ultimo, forte, esce un grido, che sole e vita reclama e brama una spiaggia un mare il sapore di sale respirare seduto a mirare lontano lo sconforto che ora ti assale e provoca a te il male.

La voce della morte

D al mio libro in corso di scrittura "Gli Ultimi Incredibili Anni Prima di Mor ire" Poi si rese conto. Sempre certe visioni avvenivano mentre lavava le tazze del caffè. Si rese conto mentre lavava una tazza del caffè che le ultime persone in vita che amava erano come sparse. Monadi lontane che vivevano ognuna in un mondo proprio e che l‘unica cosa che le univa era il suo amore e il suo pensiero. Le aveva lasciate là, in quel paese, che quasi provava difficoltà a nominare. Quel paese che aveva scoperto quanto infame fosse, vivendo fuori di esso. Un paese di mascelle deboli, di viziati. Ignavi, era la parola che amava di più per definirli, era la parola che secondo lui meglio definiva quel paese e la sua gente che era l‘essenza di quel paese distorto dal benessere, arrogante e soffocato nel proprio benestare. Troppo si era focalizzato in se stesso, per vivere, per sopravvivere, per formare quel sentiero interiore che gli aveva permesso di resistere all‘orrore in cui era caduto ...