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Živilė

  Ti trovo semplice e meravigliosa Che nel tuo vivere stai in un mondo Che vidi mai uguale e radiosa. Vivi e non interroghi a fondo L'essere che sei - non sai e non chiedi Ma il bene di chi ami ogni secondo Vuoi. Un po' di felicità possiedi E dici che la vita non è un male. Come Dio t'amerà e già t'ama vedi? Qual nel tuo cuore e agli occhi sale Quell'angelo buono che ti ha dato Che fa di te unica e speciale. ------------ Telegram: De Unamuno Whatsapp: De Unamuno

Fra poco vedrò l'eterno

  Fra poco vedrò l'eterno e voi Volti che a me il viver ha dato Di cammino compagni e eroi. E il mistero della vita svelato Sarà dopo di voi andati prima Anche io saprò a che fui nato. Vedrò te padre infelice l'anima E tu madre che mai "bravo" dicesti Saprò il perché vivevi tu vittima. Gli uomini al mondo paiono infesti Muoiono loro ma il mondo mai. Rimane e vomita lor indigesti. Senza di me oh mondo che sarai? Chiede l'uomo al veder la sua fine. Ma fisso il mondo sta in suo viavai.

LORIS

Foto Živilė Abrutytė Loris per anni aveva tenuto il profilo basso. Il silenzio era stata la sua scelta. Difficile decifrare quel silenzio, quella scelta. Di sicuro era la scelta di uno che voleva esprimere un dissenso. Dissenso verso suo padre in primis, verso sua madre e verso suo fratello. Un dissenso dignitoso, mantenuto con contegno. Che lo teneva lontano dalla sua famiglia di origine e dalle vicende di lei. Un dissenso anticipatorio. Che pareva quasi prevedesse quello che sarebbe stato dopo la fine. Che riguarda sempre l'oblio. L‘esser dimenticato da tutti, a parte i pervicaci che si ostinano a voler ricordare. In qualche maniera presentiva quella che sarebbe stata la fine. E sapeva che l'oblio sarebbe stata la fine di tutte le vicende. L‘oblio è simile a una processo neotenico che mantiene alla fine ciò che era nell'individuo fin dal principio. Nato dall'oblio ritorna all'oblio. Loris più di altri avvertiva la forza di quel processo neotenico....