Elio Vittorini È già la seconda volta che mi trovo a cospetto di una situazione inattesa: il linguaggio. La mancanza di un linguaggio adeguato per descrivere il passato. Una prima volta è stato quando avevo in mente di scrivere un romanzo sull'unità dell'Italia. Ora di nuovo che ho in mente di scrivere un romanzo dall'8 settembre ai nostri giorni, avverto questa difficoltà ancora una volta. È ovvio che se vuoi scrivere qualcosa sugli anni della guerra e quelli immediatamente dopo devi leggerti quegli autori che hanno (de)scritto (su) quel periodo, ma tutte le volte che provi a leggerli cade negli stereotipi linguistici e culturali che hanno formato l'Italia dal dopoguerra in poi. Avverti la distanza incolmabile fra il linguaggio odierno e quello del dopoguerra. Sfidante, aggressivo, moderno, sperimentante quello che usi per descrivere temi attuali, monotono, vecchio, ingombrante, stereotipico, noioso quello usato dagli scrittori del dopoguerra. Potrei dire l...
Laboratorio di scrittura