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Showing posts with the label Sessantotto

Italia un povero paese morente e inetto

Questo articolo nasce da un riflessione di Massimo Fini sopra il vino che non sarebbe un fatto economico ma soprattutto un fatto culturale, in COME DON CHISCIOTTE . Potremmo anche in linea di principio essere d'accordo con Massimo Fini. Soprattutto vivendo all'estero ti rendi conto di come attorno ad ogni atto di aprire e gustare una bottiglia di vino in Italia vi siano tanti universi culturali. Come aprire in modo corretto una bottiglia. Quanto tempo prima aprire una bottiglia, in riferimento all'annata. Temperatura giusta a cui bere un rosso o un bianco. Combinazione vino cibo... Ma nell'articolo di Fini vedo anche tanta arroganza italica, come in "che cosa vogliono sapere di vino quegli zotici degli americani". Fini come quasi tanti italiani (tutti o quasi tutti) crede, e pretende, che quello che è Vangelo in Italia sia anche Vangelo negli altri paesi del mondo. In tanti paesi il cibo e il vino italiano sono solo una sovrastruttura rispetto alle loro strutt...

La swerve comincia da lontano - I Vitelloni di Federico Fellini (1953)

Il modo di essere del nuovo intellettuale non può più consistere nell’eloquenza, motrice esteriore e momentanea degli affetti e delle passioni, ma nel mescolarsi attivamente alla vita pratica, come costruttore, organizzatore, “persuasore permanentemente” perché non puro oratore – e tuttavia superiore allo spirito astratto matematico; dalla tecnica-lavoro giunge alla tecnica-scienza e alla concezione umanistica storica, senza la quale si rimane “specialista” e non si diventa “dirigente” (specialista + politico) - Antonio Gramsci In un pomeriggio grigio e pieno di pioggia e uggioso di metà settembre, nel paese dove vivo, che potrebbe essere paragonato a uno dei peggiori novembre in Italia mi è capitato di rivedere il film di Fellini "I Vitelloni". E' un film del 1953. Un'altra Italia. Dal mio punto di vista la vera Italia, quella che mi ricordo, ancora immersa nella tradizione contadina e cattolica di Papa Pio XII, ante Concilio Vaticano Secondo che ha travolto poi l...

La Gladio Rossa - fu attiva fino al sequestro Moro

Figli del Sessantotto

Fabrizio aveva cominciato a giocare al calcio a causa di un altro rifiuto di suo padre. Non gli piaceva il calcio. Fu solo un ripiego, un surrogato di una delusione. La delusione della sua vita. Fin da piccolo amava la bicicletta. Alla Graziani avevano costituito un gruppo di ragazzini ciclisti e gareggiavano fra di loro. Avevano le biciclette più disparate. Tutti comunque avevano biciclette con cambio. Solo due di loro possedevano la bicicletta da corsa. Fabrizio aveva invece la bicicletta da donna di sua madre. Gareggiava con quella, e nessuno riusciva a batterlo. Teneva il passo in pianura e come la strada cominciava a salire si metteva davanti e non ce n’era per nessuno. In quei momenti si sentiva un campione, il suo campione: Franco Bitossi. Bitossi, il famoso “cuore matto” non abitava lontano da Montelupo. E a Fabrizio qualche volta capitava di vederlo dal vivo, anche se per lo più lo seguiva in TV. In quei momenti che si alzava sui pedali e spingeva come un forsen...

Origini della violenza verbale negli schieramenti politicamente contrapposti in Italia

“In Italia si è avuta la resistenza. Che è un caso piuttosto unico. La resistenza italiana è stata molto diversa dalla resistenza francese, jugoslava, ecc...ecc...La resistenza italiana ha suscitato non soltanto la lotta contro lo straniero o contro il fascista ma ha significato la revisione e la rivolta, il rivoluzionamento di tutte le idee che gli italiani avevano su se stessi, sulla propria storia, almeno sulla storia moderna. E allora in fondo la resistenza è stata una sorta di grande rabbia organizzata e impiantata soprattutto sull'ideologia marxista. E quando un giovane italiano ha delle critiche da fare alla borghesia, anche se borghese naturalmente, si rivolta contro la borghesia e trova già, in un certo senso una strada aperta: la strada aperta dalla resistenza.” (Pier Paolo Pasolini, Pasolini l'enragé, intervista di di Jean-André Fieschi). Nel suo linguaggio peculiare Pasolini coglie il tema centrale dell’Italia unificata: il linguaggio (arrabbiato) e i suoi sc...