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Esplosioni selvagge di sesso

- Luca Mattei? - Lei chi è? - Non importa... - Non importa? - Sì. Voglio solo sapere se Lei è Luca Mattei. - Se lei mi dice chi è, io le dico se io sono io, Luca Mattei. Che Le pare? - Lei ha scritto "Sesso, porche e quantum mechanics"? - Sì, forse l'ho scritto io. - Allora Lei è Luca Mattei. - Va bene sono io. E allora? Lei chi è? Che vuole? - Conosce mia moglie? - Ma lei è pazzo o cosa? Come posso conoscere sua moglie se nemmeno so chi sia Lei? - Beh io sono geloso di Lei... - Di me? E perché? Che Le ho fatto perché Lei sia geloso di me? - Mia moglie è impazzita... - Oh...mi dispiace...ma io che c'entro? - Lei c'entra, eccome. - Io? Senta, questo dialogo mi sembra un pezzo degno del teatro dell'assurdo...anche Lei mi sembra assurdo. Io non La seguo...mi dispiace... - Mia moiglie è impazzita dopo che ha letto il suo libro... - Quale? "Sesso, porche e quantum mechanics"? - Si. - Com'è possibile?  - E' possibile... Luca guardò meglio l'uom...

La Fotografa

  Da "Il Sorriso Della Meretrice" in  Academia L'aperitivo con Astrid era diventato un momento metafisico. Era qualcosa che trascese poi i nostri intenti. L'aspettavo il mercoledì al Caffè Strozzi. Verso le 18,30 arrivava dal lavoro. Si andava ogni volta in un bar diverso.   «Cambiare fa bene» mi diceva.   Astrid era fotografa. Veniva dal Messico. Da Città Del Messico. Non la conoscevo molto in verità. Ma ogni volta mi scopriva un po' del suo mondo. Era divorziata. Una vita matrimoniale normale fino al momento in cui aveva scoperto che suo marito era gay e aveva un amante ermafrodito. Mi aveva detto che in Messico c'è la più alta percentuale al mondo di ermafroditi. A quel punto era rimasta sconvolta. Era entrata in depressione. Ed era ingrassata dodici chili.   «Mi capita qualche volta di rivedere le foto di allora... e mi ero invecchiata, sai... sembravo una donna di quarant'anni e ne avevo solo venticinque.» «Mi pare che ti sia ripresa bene ora. Stai be...

Qualcuno sta alla porta e già bussa

Una volta era tutto meglio, nel senso che era meglio perché era diverso. Ma forse non era neppure meglio. Sembrava meglio. Forse. Eppure non mi manca quel meglio. Era come vivere orizzontale. Oggi vivo verticale, al centro della croce dove l'alto e il basso si incrociano. Ma questo è per pochi. I più ancora ancora credono e non vedono, e vedono senza credere e non vogliono né vedere né credere. E non amano il centro della croce dove conosci la verità. Ero nato tanti anni fa, che nemmeno ricordo, e mi sembra che ho fatto tante cose, che dovevano essere belle. Eppure non mi mancano. E molte di quelle cose che allora si potevano fare e che non mi mancano e che mi ricordo che dovevano tuttavia sembrarmi belle, oggi sono proibite o non più esistono. Qualche volta neanche le puoi nominare. Ricordo che giocavo all'aperto, correvo, correvo nei campi, mangiavo sano più sano che ora, ero un bel bambino e poi un bell'uomo. Ed ero pure narciso e vanesio. Eppure non mi manca. Andavo in ...

"Rugíle" fra transumanesimo e fisica quantistica. Testo che uscirà da Armando nel 2019 in un libro collettivo di transumanisti.

Nel panorama anodino e di pensiero debole rappresentato dalla letteratura contemporanea che gode dei favori delle case editrici che approvano e pubblicano questa linea editoriale sono stato più volte chiesto, durante le presentazioni del mio ultimo Romanzo - "Rugìle" (l'erudita, Roma, 2017), perché avessi alla fine di ogni capitolo di "Rugìle" messo dei sunti per spiegare in termini di fisica quantistica ciò che si vedeva accadere in ciascun capitolo. Questa è stata una delle parti più controverse del mio romanzo. Ma controversa da parte di chi? Non certo da parte dei liceali, parrucchieri, carpentieri, insegnanti, adolescenti, portieri di condomini, millennials, infermieri...gente semplice...che mai hanno questionato sulla fisica quantistica contenuta nei sunti ma hanno letto il romanzo godendo della continuità del ritmo del libro. Controversa invece per chi aderiva e aderisce a quella visione anodina e di pensiero debole di cui parlavo sopra. Per...

Dopo "Rugìle" non scriverò mai più di sesso

Rugìle è un libro di rottura, dopo Rugìle non scriverò più di sesso. Mi ha dato troppa sofferenza. Sofferenza che non avrei mai creduto. Ho capito che il sesso disturba in questo paese. Il sesso è rottura di ogni ipocrisia e in questo paese vi è troppa ipocrisia. Parlare apertamente di sesso è come dire a chiare lettere che i negri puzzano e disturbano anche visivamente. Lo puoi pensare ma non lo puoi dire. Il sesso è scandalo, è gettare in faccia la verità quando la verità è meglio non dirla. "Scandalo" significa, etimologicamente, "scendere, cadere in una trappola". E in quale trappola sono caduto? In quella di aver pensato che in un paese dove parole come "cazzo", "non mi rompere i coglioni", "vaffanculo"...che sono sulla bocca di tutti fossero segno di libertà. E invece no. Sono parole di conformismo assiomatico. Puoi andare in TV e dire "cazzo"ma non che le donne italiane non le vuole più nessuno perché ha...