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Il giorno che l'Italia Morì - Romanzo Morale su uno Stato mai Sovrano

Un romanzo sull’Italia, che va dall’ 8 settembre 1943 all’agosto 2017. Un romanzo che ha la tecnica del romanzo ma mischia l’analisi del saggio. L’Italia è protagonista di questo romanzo. Sabatina, casalinga, e Silvano, politico, milita nel PSI a fianco di Bettino Craxi, accompagnano le vicende di quella Italia. Le loro vite si muovono deterministicamente inviluppate alle vicende stesse dell’Italia, sebbene ritengano che le loro vite abbiano autonomia e volontà individuale, rispetto alla storia d’Italia. Sebbene inconsciamente ritengano che la loro storia, siano essi stessi a determinarla. Un romanzo che cerca la morale, il coraggio e l'onore nella vita in modo esplicito attraverso un romanzo-saggio. Può essere letto in anteprima in modo integrale su Academia.edu:  https://www.academia.edu/42083218/Il_giorno_in_cui_lItalia_mor%C3%AD

Sinossi di "Il giorno in cui l'Italia morì" romanzo in progress

L' 8 settembre 1943 è una singolarità. Il punto culmine in cui tutti i mali dell'universo Italia dall'Unificazione fino a quell'8 settembre implodono per poi riesplodere in un nuovo universo in cui le vecchie forme dello stato unitario vengono ricomposte partendo da due strutture semplici che sono la perdita dell'onore e della sovranità , entrambi azzerati e rimasti come tali fino ai giorni presenti, caricandole poi di plustrutture che non riescono comunque a modificare quelle di partenza. Questo è il senso analitico del romanzo "Il giorno in cui l'Italia morì". Attraverso un percorso binario 1-0 (Sabatina e Silvano dal 1943 al 2018) e 0-1 (Sabatina e Silvano dal 2018 al 1943) si dipana la storia d'Italia fra pubblico e privato.

Sei comunista?

Silvano rimase sempre distante dai partigiani, che si aggiravano nei boschi e borri fra Montaione, San Gimignano e Volterra. Non capiva le loro ragioni, il loro modo di pensare. Avvertiva d’istinto che il loro odore non era il proprio odore. La loro pelle aveva ragioni diverse dalla sua. E poi quei nomi di battaglia strani, incongruenti, avulsi da ogni logica umana: Sandokan, Ursus, Falco, Caserta, Camoscino, Intrepido, Lampo, Mitra, Tigre, Leone, Condor, Cobra, Orso, Bufalo, il Vendicatore, Potente, Birba, Bistecca, Chicchirichì, Cognach, Emorroidi, Fastidi, Fifa...o forse non erano invero privi di logica, la logica vi era ed era innegabile, ma comunque facevano parte di una lingua che Silvano aveva difficoltà a imparare. Non li evitava completamente. Nei boschi della Jetta, di Casa al Rosso, delle Cetine, li aveva spesso incontrati, Aveva condiviso con loro il loro cibo, aveva fumato con loro, aveva parlato con loro ma sempre aveva accusato la distanza fra il suo e il mondo ...

8 Settembre (3)

Quando Badoglio annunciò l’armistizio, tutti credettero fosse la pace. L’impulso fu di una gioia sfrenata. Di ritornare a casa. L’Italia si dissolse, l’Italia militare soprattuto. Anche Silvano fuggí. Tutti fuggivano. Il sentiment d’ordine generale era: ritornare a casa. Che altro fare davanti a quel sentiment collettivo che anteponeva la propria pelle a ogni onore? Davanti alla sfaldamento generale di qualsiasi apparente ideologia A Bologna Silvano prese finalmente il treno. Riuscí a prendere quel treno per Firenze. Non vi erano stati controlli particolari a Bologna. Con sua grande sorpresa tutto filò abbastanza liscio. Nello scompartimento, nella panca di legno davanta lui stava un ragazzo di circa vent’anni, che mangiava avidamente pasta asciutta da una specie di gavetta. Il ragazzo si senti osservato. — Che vuoi? — gli chiese senza mezzi termini. Silvano notò il suo sguardo. Non era lo stesso sguardo di tutti i disertori che aveva finora incontrato. Non era lo s...