Il bisogno di poesia viene dalla vita, da ciò che ti circonda, dai volti, dai luoghi, dalle ore, dal tempo, dal sole, dalla pioggia, dalla neve, dal vento e dal ghiaccio, dalla natura... quando filosofia, finzione e pensiero si dimostrano chiaramente incapaci di rivelare ciò che nemmeno la religione può aiutarci a rivelare: la parte umana che soffre e ha irrevocabilmente bisogno di BELLEZZA, per sperimentare la bellezza che si radica in quello che sant'Agostino chiama saeculum e dove l'uomo lavora, soffre, nasce e muore, odia, uccide ma AMA anche, prima che si diparta. La poesia è quella parte umana, che è proprio l'opposto di quell'altra parte che Dostoevsky ha magistralmente rivelato: la follia. E quando quella sensazione di bellezza tutta umana, che è concessa all'uomo, come la follia, GRIDA per farsi sentire, per venir su, per sollevarsi, perché gli appartiene, è dell'uomo, e vuole vivere, venire a galla, poi, quando la BELLEZZA chiede una voce per essere de...
Laboratorio di scrittura