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"Liebe, šaltibarščiai und rote Tomaten" ein zensierter Roman

Dies ist eine Frage, die ich mir schon lange gestellt habe. Ich hatte das Gefühl, daß es existiert, aber ich konnte die indirekten Beweise einer Zensur, die auf der Grundlage von Filtern arbeiten, nur durch das Einschränken der Bereichen und Bedingungen, an die sich große Verleger halten, erfassen, indem sie Texte für die Veröffentlichung auswählen (z.B. nur Autoren, die eine bestimmte Anzahl von Verkäufen garantieren , die präsentiert werden von , die ausgewählt wurden von , die nach bestimmten Modellen und Stilen schreiben, die vermeiden Verweise auf ..., die keine ideologische redaktionelle Linie widerspiegeln, die sich von der Unterstützten unterscheidet). Ich suchte nach dem Splitter und bemerkte nicht den Balken, den ich in meinem Auge hatte. Bereits bei "Rugíle" (meinem vorherigen Roman) hatte ich eine Unannehmlichkeit festgestellt, die sich der Text für die explizit behandelten sexuellen Themen bot. Sicherlich gab es keine Zensur durch irgendeine staatliche ...

Il mondo liquido del globalismo attuale (Dialogo filosofico-politico fra due vecchi)

A novantaquattro anni Silvano cercava solo di resistere. Di forzare il fisico a fare quello che non poteva più fare e la mente di conseguenza aveva difficoltà a stare al passo della volontà. Sabatina era confinata ad una sedia a rotelle. Camminava poco e a malapena. Era troppo grassa. Tante volte glielo aveva detto che doveva dimagrire. — Io grassa? Ho solo lo stomaco gonfio — rispondeva. Lei non si vedeva grassa. Tutt’altro. In quella nebbia di vecchiaia che gli avvolgeva il cervello (pressione alta, prostata, vene varicose, medicine in quantità industriale) cercava di trovare la strada. Di riorganizzare la sua visione che sentiva spengersi. Aveva capito che se si spengeva quella visione avrebbe perso contatto con il resto del mondo. Era l’ultimo legame fra lui e il mondo fuori, quella visione. E aveva lottato negli ultimi anni per mantenerla. Fino al crollo di Craxi era stato un leone. Un cavallo da battaglia, una bestia. Uno che non mollava mai. Che tornava da Rom...

La lingua dell'onore

A novantaquattro anni Silvano cercava solo di resistere. Di forzare il fisico a fare quello che non poteva più fare e la mente di conseguenza aveva difficoltà a stare al passo della volontà. Sabatina era confinata ad una sedia a rotelle. Camminava poco e a malapena. Era troppo grassa. Tante volte glielo aveva detto che doveva dimagrire. — Io grassa? Ho solo lo stomaco gonfio — rispondeva. Lei non si vedeva grassa. Tutt’altro. In quella nebbia di vecchiaia che gli avvolgeva il cervello (pressione alta, prostata, vene varricose, medicine in quantità industriale) cercava di trovare la strada. Di riorganizzare la sua visione che sentiva spengersi. Aveva capito che se si spengeva quella visione avrebbe perso contatto con il resto del mondo. Era l’ultimo legame fra lui e il mondo fuori, quella visione. E aveva lottato negli ultimi anni per mantenerla. Fino al crollo di Craxi era stato un leone. Un cavallo da battaglia, una bestia. Uno che non mollava mai. Che tornava da Roma la notte ...