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E' l'avvento finale della coscienza

Non esiste più niente. Non vi è più stato, istituzioni, giudici, polizia, carabinieri, scuola, ospedali...nulla a cui più appellarsi, fare ricorso. Il caos domina, il caos criminale di un comunismo globale criminale (come è nella sua essenza il comunismo) i cui esponenti visibili che lo guidano sono solo marionette pagate, ricattate, soggiogate e minacciate in modo mafioso e a loro volta finalizzati al raggiungimento con qualunque mezzo dei piani loro dettati e prescritti da un potere invisibile superiore, i cui esponenti. più o meno noti, sono ugualmente soggiogati ma compartecipi, perché lo evocano nel loro assoggettarsi, all' attuazione di un piano, di un potere superiore ultimo: l'avvento del Male, Le società e gli stati del mondo sono ridotti ad unum . Ovvero all'uomo , al singolo uomo, alla singola coscienza , perché la lotta al male inizia dalla singola coscienza. Non le istituzioni lo combattono, non la magistratura, non le forze di polizia, non gli eserciti, ma la ...

Italia: il disastro di un paese bellissimo

Tra gli italiani la solidarietà non esiste. Esiste la complicità. (Indro Montanelli) Essendo io italiano, non posso non pensare al disastro di un paese bellssimo dove l'unico grande e vero disastro alla fin fine, che porta alla distruzione di tutto quello che questo paese ha saputo costruire di grande nei secoli, è la maggioranza degli italiani, ovvero il 90% degli Italiani (ma sono bugiardo perché dico il 90% ma in realtà penso almeno il 97%). Aver lasciato l'Italia non mi rende particolarmente orgoglioso, ormai viviamo in un mondo talmente interconnesso e globalizzato, che in forme più o meno attenuate si ripetono ovunque i "modelli" imposti da quelli che David Icke, che da trenta anni ricerca la verità su chi governa questo mondo, definisce "psicopati", e che io, seguendo però il mio punto di vista, definisco satanisti, perché la loro non è una follia, la follia compete all'essere umano, ma quello che questi "psicopati" vogliono imporre è ta...

Il carattere italiano e "i proto hic"

Nel porsi il problema del carattere degli italiani credo che il primo e fondamentale quesito sia: in quale mondo vivono? La storia dell’Italia moderna si caratterizza per la mancanza di un  “hic” , su cui si focalizzano le categorie del pensiero. Esistono invece tanti  “hic”  nei quali le categorie di un pensiero si focalizzano. Queste categorie o partono dall’interiorità o si costruiscono dall’esteriorità. Noi propenderemmo per la seconda prospettiva. La categoria non è all’interiorità dell’uomo italiano ma gli appartiene in quanto la individua all’esterno di uno dei tanti  “hic” L’uomo italico non è certamente un uomo kantiano e nemmeno cartesiano. E’ piuttosto un uomo fenomenologico. L’uomo italiano vive progettato verso l’esterno ed composto dagli strati dei  “hic” . Individuiamo due  “hic”  di partenza, uno dell’Italia pre-unitaria e uno dell’Italia quasi-unitaria. Machiavelli e Guicciardini – “i proto-hic” Da una parte abbiam...

Memoirs of a martial Artist - sometimes dreams seem slow

(foto Živilė Abrutytė) The Master had explained to me, without any apparent reason, that someone had funnelled thousand of euros in that coffeehouse to keep it open during the winter. And he did it unbeknownst to everyone in such a way that somebody had the suspicious that it was a money laundering operation, which was quite common in this city. It was quite manifest that one of the best known banks of Vilnius received a formal warning from the central bank of Lithuania. The Italian mafia had begun to push its tentacles towards the Baltic Republics. In Vilnius to manage any local business was really hard in that season. There was a sort of depression in winter around the center. Few passersby, no tourists, no business...given the harshness of the winter…an unfortunate situation to run a shop in winter in the city.An Italian I knew used to say that in those days  ci sono i lupi per le strade . He meant that the streets are so deserted that only wolves go around the empty...

Parassiti (settima parte) - Il boato

Da qualche tempo quando rientrava a casa avvertiva un senso di inquietudine. Paura? Non ne era sicuro. Si sentiva inquieto però e per questo aveva preso a cambiare strada ogni volta che rientrava. Evitava di fare sempre lo stesso percorso e soprattutto si controllava le spalle. Avrebbe potuto essere dovunque. Dietro un angolo, mentre camminava, mentre apriva la porta. E’ vero che aveva la pistola sempre con sé…ma prima di usarla avrebbe dovuto essere morto e poi usarla. Troppe restrizioni, troppe limitazioni. Anche un poliziotto, un carabiniere, doveva pensarci su bene prima di usare le armi. Qualche volta si chiedeva che paese fosse divenuto l’Italia. Un paese di sminchiati? Ad ogni modo teneva sempre la mano vicino alla pistola. Forse meglio sotto processo che ammazzato. Perché avesse quel timore non ne aveva idea. Non aveva ricevuto minacce, avvertimenti…nulla. Forse era la solitudine che cominciava a pesare. Troppo tempo che era solo. Di quando in quando qualche pu...

Parassiti (seconda parte) - L'iniziazione

Firenze abitazione privata ore 8 Davanti allo specchio si osserva il volto. Non notava alcunché di scomposto, di alterato o mutato. Non avrebbe dovuto preoccuparsi se non che lui non era lui. Era solo una sensazione. Nulla di più. Una sensazione leggera, impercettibile, eppure presente ma che sicuramente sarebbe presto passata dal momento che non riscontrava nulla che non fosse quello di sempre in sé stesso. Quel se stesso che l’aveva accompagnato fin da piccolo, fino all’entrata nell’arma dei carabinieri spinto da una sete di giustizia che era stata la fede di tutta la vita ma ora, come un prete che vacillasse, cominciava a sentirla venir meno e cominciava ad avere paura di perderla. Per quella fede aveva rinunciato alla famiglia, non si era mai sposato. L’Arma era stata la sua unica famiglia. Un’altra non avrebbe potuto permettersela. Quella fede gli aveva fatto fare tutto in fretta. Aveva odiato essere un bambino per diventare adulto prima del tempo. Era stata la vist...