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Piccolo saggio di esistenza quotidiana - la logica opposta

Un giorno strano. Un giorno in cui la mente muore. Vive lontana. in cui provo ma è solo fatica. E tanta. Io ho un centro: lo stomaco. Un orrore. Qualcosa volta penso che vi sia un mostro che abita lì dentro, perché lì è tutto il mio tormento, il mio male, tutti i miei mali partono da quel punto. E' incurabile. Per quanto lo curi faccio due passi avanti e tre indietro. E allora penso. E forse il mio male è anche il mio bene. Perché penso e capisco, e alla fine la croce ha questo, che ti fa pensare. E per esso pochi accettano la croce. Ma la croce migliora e perfeziona l'uomo e lo fa attraverso l'inquietudine, il dolore, la sofferenza. Per questo si dice che bisogna accettare la croce. La croce è in ultimo il simbolo dell'uomo che cerca la verità. Cercare la verità è ricerca, sofferenza e dolore, olreché inquietudine. Chi cerca la verità è uno che non accetta il mondo come gli viene proposto, ma lo scandaglia, lo seleziona, lo analizza a prezzo del dolore. Lo rivolta sott...

La fatica del vivere e la sindrome del "dì di festa"

E fieramente mi si stringe il core, A pensar come tutto al mondo passa, E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito Il dì festivo, ed al festivo il giorno Volgar succede, e se ne porta il tempo Ogni umano accidente... Tutto è pace e silenzio, e tutto posa il mondo... La fatica di vivere è tutta riassunta qui, nei versi di Leopardi. Quel "male" che ci coglie soprattutto alla fine del fine settimana. Che coglie soprattutto i popoli ricchi, pingui e viziati da una vita dove si ha tempo per concedersi una pausa lunga al succedersi dei giorni volgari. Dove l'uomo ha tempo per confrontarsi con il suo pensiero; e questo spaura, perché in quella pausa l'uomo ha sé, per confrontarsi con sé, con il senso della sua vita, per cui allora profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura La domenica non è altro che quella siepe, quella barriera che separa il vero io dall'io che deve fingere di non vedere la barriera questa siepe, che da tanta parte d...

Silvia dopo anni risente la sua voce

El dolor es el altoparlante para hacernos más humanos, más tolerantes, más conscientes del milagro y del amor de la existencia. (Raúl Zurita ) Ebbe una visione Silvia. Vide mani di carne, vecchie e grinzose. Vide suo nonno e suo padre. Carne putrefatta. Vide sé in punto di morte. Pronta a morire. E dolore l'avvolse. Provò voglia di piangere, ed ebbe paura. Sentì che era entrata in un mistero troppo grande, troppo grande per la sua comprensione, per le sue capacità, per la sua natura di donna. Era oltre Silvia, oltre ciò che era lei, e che un altro uomo o un' altra donna che non fosse un santo o una santa era impossibile che potesse afferrare o sfiorare. E forse nemmeno tutti i santi hanno mai afferrato quell'attimo che va oltre l'immediato in una estensione più vasta e larga che sta oltre il passaggio obbligato. Stretto come la cruna di un ago. Per cui è difficile passare. E' difficile persino immaginare, che sia possibile un giorno passare. E tuttavia sarà varcata ...

La grande importanza del senso della malattia

  Una malattia nella vita di una persona è, per quanto non atteso e gradito, un momento apparentemente normale. Normale, nel senso che càpita o può capitare di essere malati. E' una parte integrante della vita. E qui sta l'errore. Spesso la malattia viene vissuta in modo negativo, nel senso di un' interruzione della propria quotidianità, vista come positività invece, come se la quotidianità fosse il bene più a portata di mano nella vita di una persona. Eppure, ci sono dei segni contrari. E quei segni non sono facili da interpretare. Per interpretarli bisogna innanzitutto accettare la malattia, come un bene, e nient'affatto negativa. La malattia interrompe la quotidianità che copre il senso vero della vita, lo occulta. La malattia dà l'opportunità di riscoprire il senso vero della vita. Quei segni ce li abbiamo davanti agli occhi, sono dentro di noi, nella sofferenza stessa che patiamo. Costituiscono un flusso che entra dentro e ci parla; ma solo se siamo disposti ad...