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Il ricordo dell'olio (da "Il giorno che l'italia morì")

Il 1993, già l’abbiamo detto fu un anno orribile. Non solo per la politica. Vi furono attentati da parte della Falange Armata (mafia arruolata?). E fu l’ anno del “Io non ci sto!” di Scalfaro. Fu l’anno in cui la politica italiana, i politici italiani, impararono a capire che il potere che viene concesso loro è l’orticello di casa, il campetto dell’oratorio. Che le decisioni non le avrebbero mai più prese loro, se mai le avevano prese, ma sarebbero state prese altrove. In centri di potere cammuffati da Istituti di ricerca, con sedi in paesi anglosassoni, da cui si sarebbero emanate direttive che sarebbero state applicate via Bruxelles. Fu l’anno in cui Jean Claude Trichet divenne presidente della BCE, amico e frequentatore di François Mitterand che, secondo l’economista Alain Parguez, fu il promotore dell’idea dell’Europa unita dall’euro, che la impose prima di tutto alla Germania, con cui poi avrebbero costruito l’Europa a loro misura, devastandola.Fu l’anno in cui comi...

Operazione BLUE MOON (2)

Operazione BLUE MOON (1)

È difficile se non impossibile inventare un complotto a tavolino dal nulla. È impossibile farlo se non si ha l'intelligenza ...e questi grandi strateghi hanno spesso questa intelligenza di cogliere quello che si sta muovendo nella società, di aggrapparsi ad un fermento, di ingigantirlo di piegarlo e di indirizzarlo in una certa direzione... (Giancarlo De Cataldo)

Millenovecentosessantotto - pubblico e privato

Voi credete nella possibilità di una cultura rivoluzionaria?  Noi crediamo nell’uso rivoluzionario della cultura. Durante tutto il 1967 in molti cominciano a scendere in piazza per il Vietnam. Il lontano paese asiatico venne visto come un banco di prova per battere l’imperialismo americano e il capitalismo occidentale. Ma c'era ancora l’altra Italia che l'11 giugno si esaltò per la vittoria di Felice Gimondi al grande Giro d'Italia del cinquantenario. Era l’Italia del boom, ben contenta di vivere nella società dei consumi e che di lì a poco, il 3 dicembre, avrebbe visto nel primo trapianto di cuore del chirurgo divo Christian Barnard la dimostrazione che il mondo si avviava verso il suo massimo splendore tecnologico. Un'Italia la cui società era ancora fondata sull'autoritarismo e in cui i figli si vestivano come i padri e le figlie come le madri e osservava stupita e preoccupata il dissenso dei giovani. In autunno il movimento studentesco si manifes...