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La dittatura mediatica dei creatori di fake news

Memoires of a Martial Artist - How the Anunnaki influenced the Human Mankind

I met Boris. A former fighter of the UFC. A young man from Russia who lived in Vilnius. Boris's smile surprised me for his simplicity. For the the joy he had within himself. He started giving me Muay Thai lessons. I liked Tai Chi but I felt there were mistakes. It was not a combat art. The way to kick, the way to punch, I found them improper, inappropriate in case of a real fight. - It's full of fake martial artists. Be careful - he told me – it’s a cult, you know. Old martial arts schools are very culty. Have you seen Dojo martial arts in Instagram? Dojo is an awesome collection of the fakest martial arts you have ever seen in your life. They know that this shit won’t work but they pretend that will work. And you know why? Because it’s a cult. This is exactly the shit that freaks me out! You know…too many fake martial artists. Too many. He paused. He started watching outside, beyond the big windows of the gym. He saw nothing. It was 3:30pm and was dark. Th...

Elisabeth Strout "My name is Lucy Barton" ovvero l'arte incantatoria dell'ovvio

Elizabeth Strout scrive bene, Elizabeth Strout sa scrivere, ha uno stile magico, poetico, incantatorio...e...e poi basta. I contenuti? Non li vedo. Se ci sono, io non li vedo. Il suo mi sembra un pensiero addomesticato, domato a non far male a non ferire, a non andare oltre la sensazione della malinconia degli attimi. Anzi mi chiedo: in Elizabeth Strout vi è un pensiero? Onestamente non lo vedo. Vedo belle contorsioni di frasi, talora al limite della comprensibilità, e in quelle contorsioni sembra annodarsi il massimo del suo pensiero oscuro. Per esempio vorrei che qualcuno mi spiegasse che profondità di pensiero si annidi in questa contorsione: "It's not my job to make readers know what's a narrative voice and not the private view of the author". L'autore si sdoppia? Da una parte l'autore e dall'altra una voce narrativa che non appartiene all'autore. E a chi appartiene? Mi viene in mente che un giornalista diceva che si premiamo solo gli ...

Parassiti (nona parte) - Il predicatore

Foto via Secolo D'Italia Il capitano Petacchi era un assiduo ascoltatore di RT International. Gli offriva un punto di vista alternativo all’opinione mainstream, alla solita vulgata manipolata dai soliti media. Era stanco della comune ciarla messa in giro a senso univoco. La TV di Putin, per sue proprie ragioni ovviamente, gli apriva uno sguardo diverso rispetto ai media controllati dagli americani e dagli inglesi. Fu durante una pausa caffè che si sintonizzò, com’era solito fare, tramite il suo android su RT International in lingua spagnola. Per puro caso era in atto un’intervista a un responsabile della comunità musulmana della Spagna, dopo il recente attentato di Barcelona. Ascoltò l’intervista. Devo parlare con questo predicatore. Mi aiuterà a capire meglio . Pensò che la visita in Spagna non sarebbe stata molto gradita ai suoi superiori. Ormai il senso di diffidenza si era connaturato al suo operare. Avrebbe preso alcuni giorni di vacanza. Quando ancora si addest...