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E' la felicita umanista o dataista? (non certo aristotelica). Un tentativo di delineare la felicità nel mio nuovo libro "Isole di felicità - Laimes salos")

Foto Živile Abrutytė Essere felici non è  qualcosa che pertiene al caso. Il caso non esiste. Lo hanno inventato i greci. Essere felici non viene dall'esterno nella stessa misura in cui nasce dall'interno. Essere felici è un adattamento dell'interiorità all'esteriorità. Dei dati elaborati internamente a quelli imposti dall' esterno. I dati esterni dettano l'ambito a cui si devono adattare i dati delle emozioni interne. Si può giocare bene al calcio solo accettando le regole del calcio. Si puo' essere felici solo nell'ambito che ci viene offerto per essere felici. Nella vita quotidiana la connessione con le persone positive e' importante per lo stimolo alla felicita'. Le persone negative sottraggono l'impulso alla felicta'. Piu' persone positive dispongono a uno stato connettivo di felicita'. La felicita' dunque avviene per connessione e sottrazione. Connessione agli stati positivi e sottrazione da quelli negativi. ...

La visione transumanista delle mie storie

Come scrivo le mie storie? Le sento innanzitutto. Non riesco a scrivere una storia se non la sento. Quando dico che la "sento" dico che la sento prima di tutto negli intestini. Nella parte bassa del ventre. Mi prende in quel punto e mi spinge a scrivere. Non posso cominciare scrivere storie con la testa. Nemmeno con il cuore. Esagerando direi che comincio a scrivere di culo, con la merda degli intestini, dove risiede la rabbia, la violenza della scarica intestinale, il "Wille" di schopenhaueriana memoria. Che poi le storie si nobilitino per lo stile e il contenuto è un fatto a posteriori. Un elemento culturale. Un processo narrativo che procede a strati. È quasi un cambio transumano il passaggio dalla parte piú buia, profonda, batterica e violenta e meno comprensibile del corpo alla luce della mente organizzatrice e alla passione del cuore. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fé Glauco nel gustar de l’erba che ’l fé consorto in mar de li a...