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Showing posts with the label Jurgis Kunčinas

La letteratura lituana contemporanea - La difficolta' di imporsi in altre lingue

La difficolta’ in cui si dibatte la letteratura lituana, una letteratura tutto sommato giovane – nata dopo l’indipendenza dalla Russia del 1991, sembra la scarsa presenza in altre lingue dei suoi autori. Si e’ scritto qualcosa sul soggetto, ma onestamente sembrano piu’ osservazioni che cercano di giustificare qualcosa che cerca di giustificare l’incapacita’ degli autori lituani di interessare all’estero. Gli autori lituani piu’ noti e basilari, i classici, sono Ričardas Gavelis con il suo “Vilniuas pokeris” e Jurgis Kunčinas con il romanzo “Tula”, entrambi deceduti e che pubblicarono i loro libri simbolo alla fine dell’occupazione sovietica della Lituania. C’e’ poi Ruta Sepetys che viene acclamata come scrittrice lituano-americana ma in realta’ e’ nata negli USA figlia di un rifugiato lituano. Ha scritto dei best seller in lingua inglese che parlano delle atrocita’ commesse dai sovietici in Lituania e paesi baltici. Un’altra importante scrittrice lituana e’ Kristina Sa...

Amore šaltibarščiai e pomodori rossi: biografia di un amore dall'interno (quattordicesima puntata)

Foto Živile Abrutytė Le ragioni dell’amore e dell’essere L’avevo mai idealizzata Austėja? Idealizzare suppone un non vedere (o non voler vedere) attraverso una persona, e comunque anche vedendo sorgono un paio di problematiche 1) È ciò che vedo ciò che realmente vedo o è il mio occhio che proietta sul sistema che vedo il mio sistema? 2) Se anche ammettessi che ciò che vedo è realmente quello che vedo a che porterebbe? Viene sempre un momento che si deve scegliere e fare un salto. O A o B. Un terzo non si dà Secondo la fisica quantistica poi le due cose non si escludono ma rimangono collegate. Nel primo caso è certamente l’occhio dell’osservatore che causa (collassa) l’osservato. Nel secondo caso A e B potrebbero rimanere in collegamento (entangled) e continuare a influenzarsi a distanza. Se l’avevo idealizzata il motivo poteva essere uno solo: per sfuggire il cinismo che mi teneva prigioniero. Quel cinismo per cui vedevo il mondo come lo vedevo: un mondo di ...

Amore šaltibarščiai e pomodori rossi: biografia di un amore dall'interno tredicesima puntata)

Foto Živile Abrutytė Un pranzo, il silenzio, il rock e la rabbia “Mi sembra che tu costantemente hai dubbi su tutto, soprattutto di te stessa…Talora mi sembra che sono io ad averti creato; che mai sei esistita. Che ti ho creato dall’aria, dall’acqua, dalle alghe, dalle scintille e dal rombo quieto oltre le colline di Vilnius” (Jurgis Kunčinas Tūla) Era difficile a quale dei due lati dovessi guardare, se al suo perenne dubitare di se stessa e di esistere o alla sensazione che osservandola e descrivendola non fossi io a crearla? Sedevamo a Belgai, un ristorante in Rūdninkų gatvė che faceva cucina belga nel cuore della senamiestis, centro storico di Vilnius. Non avrebbe potuto esserci luogo migliore in cui Austėja potesse guardare al suo modo di creare capolavori. Era il luogo dove veniva ogni giorno a pranzo nella pausa. Era un luogo che la rassicurava e dove poteva nutrirsi del cibo che preferiva e la rilassava. Il suo senso di inferiorità (non mi sento mai bella pe...