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Showing posts with the label Ungaretti

Preghiera

Quando mi perdo Nel mondo Un mondo lontano e diseguale da quello che sento Quando intendo quel suono randagio Prego allora di tornare al me stesso E lo invoco, da sempre E non so, tuttavia.

Letteratura post covid

  Mentre il mondo impazzisce e parla solo di di Covid e vaccini, io penso alla letteratura. Alla letteratura post-covid. Che letteratura, quella post-covid? Che abbiamo imparato da questa follia messa in atto da forze demoniache che stanno dietro i centri finanziari che la attuano? La letteratura ante-covid era sempre più piatta, sapeva solo esprimere memes, si ripeteva vuotamente esaltando libri di livello mediocrissimo come capolavori. Soprattutto era una letteratura prodotta per imbecillire, abbassare il quoziente intellettivo e riflessivo, i cui risultati vediamo ora a che punto hanno ridotto il 97% dei popoli. Animali decerebrati, incapaci di pensare, di essere autonomi. Sacchi di merda ambulanti, ignavi e schiavi per incapacità di elaborare un pensiero proprio. Ma dirlo comportava allora sentirsi accusare di essere troppo seri, di non amare il divertimento, di essere noiosi. Tutto, dal cinema alla letteratura doveva essere entertainment, Ma era mer..a. Questo è certo. Mer..a ...

A domanda di Pasolini "Esiste secondo Lei la normalità e l'anormalità sessuale?" Ungaretti risponde così

Ogni uomo è fatto in un modo diverso perché la sua struttura fisica è fatta in un modo diverso. Ogni uomo è fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale. Tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura e questo sino dal primo momento. Fino dal primo momento l'atto di civiltà che è un atto di prepotenza umana sulla natura è un atto contro natura. (da "Comizi d'amore")