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Showing posts with the label takas

Wer bin ich eigentlich? Chi sono veramente io?

Che dire di questa città, di questo stato dove ora vivo? Ci ho pensato. Ho messo insieme i pro e i contro. Ne amo la calma, la mancanza di affollamento, la tranquillità. La gente è più vera, qualche volta in modo animale anche. La famiglia è un legame forte. E mi ha insegnato l’ascolto nelle sue foreste, dove ho imparato il silenzio dell’attesa. Ed è venuto naturale imparare, camminando per i suoi takas [1] , nei momenti più bui degli ultimi due anni, in cui la follia ha governato. E sono divenuto più sacrale, perché mi sono trovato in una città di uomini da me lontani, isolato. In essa ho sviluppato quelle componenti che insegnano l’ascolto, solo perché allora le parole erano divenute inutili. E ho capito che dovevo guardare dentro per vedere oltre l’orizzonte del saeculum in cui vivevo, io inutile ormai alle parole. E quell’uomo che io ero, ora è un altro, che vive in un rifugio in cui giungono le risposte dopo un lungo silenzio patito. E vivo in terra di nessuno...

Waking up to the light - Saint Paul Ephesians 5:6-17

  Many times I discussed in this blog (following Ernst Jünger's Der Waldgang intuition) the sense of the  takas , the path of the forest, which the Waldänger chooses to go along as an act of rebellion and waking up to the light. In Saint Paul it is well and in the best current terms explained (Ephesians 5:6-17) 6 Nemo vos decipiat inanibus verbis; propter haec enim venit ira Dei in filios diffidentiae. 7 Nolite ergo effici comparticipes eorum; 8 eratis enim aliquando tenebrae, nunc autem lux in Domino. Ut filii lucis ambulate 9 — fructus enim lucis est in omni bonitate et iustitia et veritate — 10 probantes quid sit beneplacitum Domino; 11 et nolite communicare operibus infructuosis tenebrarum, magis autem et redarguite; 12 quae enim in occulto fiunt ab ipsis, turpe est et dicere; 13 omnia autem, quae arguuntur, a lumine manifestantur, 14 omne enim, quod manifestatur, lumen est. Propter quod dicit: “ Surge, qui dormis, et exsurge a mortuis, et illuminabit te Christus ”. 1...

La via della foresta - XI takas

  Nel momento che ci crocifigge l'idea del takas si prende coscienza di una libertà interiore che ci strappa dalla schiavitú della tirannia. Si prende coscienza o fede « Je me révolte donc nous sommes » In quel nous sommes, si palesa la crocifissione al takas,  e   vi è una congiunzione profonda al legno del takas a cui aderiamo come al legno di una croce, che va oltre per chi è disposto ad andare oltre. O si può rimanere agganciati a una appercezione di coscienza libera e basta, per chi è solo disposto a negare lo stato assurdo della tirannia rimanendo su un piano laico illuminato. Ma chi va oltre la presa di coscienza dello stato assurdo della tirannia al centro della croce del takas   incontra il Medium , la congiunzione fra l'uomo e Dio. Seguimi su Telegram:   https://t.me/princasvilniuje

La via della foresta - X Takas

  Proseguiamo la nostra analisi della via della foresta. Una forma di dissenso spirituale interiore che prepara a quello esteriore. Illud est culpabile, quod hi, qui dissimiliter vivunt et a malorum factis abhorrent, parcunt tamen peccatis alienis, quae dedocere aut obiurgare deberent, dum eorum offensiones cavent, ne sibi noceant in his rebus, quibus licite boni atque innocenter utuntur, sed cupidius, quam oportebat eos, qui in hoc mundo peregrinantur et spem supernae patriae prae se gerunt. (Sant’Agostino) “È da considerarsi colpa il fatto che coloro i quali vivono onestamente e detestano le azioni dei malvagi, sono tuttavia indulgenti con i peccati degli altri che dovrebbero redarguire o rimproverare. Lo fanno per evitare le loro reazioni perché non nuocciano loro nelle cose che i buoni usano lecitamente e onestamente ma con desiderio più intenso di quanto sarebbe opportuno per chi è esule in questo mondo e professa la speranza di una patria superiore” Queste parole di Sant’Agos...

La via della foresta Takai VIII e IX

Continuo a Postare sparsim le mie riflessioni sui Takai e il Waldgänger. Ovvero di uno spostamento che si verifica nella vita di quegli individui che si trovano a prendere coscienza della violenza del potere e scelgono la loro libertà, che non è mai una libertà in sé e per sé ma una libertà che va al di là della città degli uomini e si configura nella città di Dio o della coscienza laica illuminata da Dio. E' una lingua spesso esopica, nel senso della Ezopinė kalba, che gli intelletuali lituani usavano in periodo di occupazione e censura sovietica per esprimere le loro idee e farle passare. In parte l' ho approfondito anche QUI In tutto saranno 14 takai, stazioni, come quelle della via crucis. Chi sceglia la libertà contro la dittatura intraprende una sua via crucis [VIII] Aštuntas Takas La sua vita si fa parallela, parallela a quella dei più. Ogni incontro con uno di loro gli rammenta la sua natura diversa. A loro non si rivela e adopera una lingua esopica in cui parla per co...

La via della foresta - Takas V

  L’incontro con l’attesa, con il cuore Immacolato di Maria o con il cuore profondo della coscienza, che gode comunque di uno stato di grazia superiore, nostra salus , la cui ricerca lungo il takas della foresta si fa pari al peso della croce di Nostro Signore, sotto cui procediamo iš tako į taką , di sentiero in sentiero, ci porta alla pace in noi stessi, per accettazione della propria direzione (missione). Il takas  porta a scoprire la vocazione missionaria di chi cerca la soluzione terminale alla propria ribellione. Di chi cerca lo sbocco finale alla sua ribellione. Lo sbocco che può offendere e fare male come tigre che sbuchi dal nulla e che ha come unico obiettivo quello di purificare l’umanità ventilabrum in manu eius ad purgandam aream suam et ad congregandum triticum in horreum suum, paleas autem comburet igni inexstinguibili E i segni che vedremo non saranno segni che vengono da questo mondo ma segni che vengono dall’alto. E saranno segni di fuoco. E il ribelle rico...

La via della foresta - Takas IV

  [IV] Ketvirtas Takas La foresta fortifica il senso di essere lì per sentire fino in fondo ciò che è stato disposto fin dall’inizio. Nel seguire l’andamento dei takai ciò che deve palesarsi si palesa in quel sentire che è ascolto dell’attesa. Qualche volta si è tentati di paragonare quell’attesa a una vera via crucis, ogni tappa alza il livello di consapevolezza e di preparazione all’obiettivo. Il silenzio e la solitudine sono gli angeli custodi che ti accompagnano lungo il takas . La foresta, il takas, appartengono solo a chi cerca una forma di dissenso terminale, come tigre che sbuchi dal nulla. Il takas ti mena alla madre. Quale madre? La certezza di una madre che ti attende appena svoltata la curva del takas che sale snodandosi nella folta vegetazione. Che è lì mandata e in attesa - un’ attesa che era prima di ogni consapevolezza di quell’attesa e che solo la privazione brutale e criminale di libertà dello stato nemico che prospera tuttavia nel consenso della maggioranza ...

La via della foresta - Takas III

  [III] Trečias Takas Nel prendere la via della foresta, nell’inoltrarsi nei takai , è vivente l’oppressione e il peso dell’odio dello stato su chi mantiene l’indipendenza di pensiero e ama la dignità della Persona. Nel momento che l’individuo oppresso prenda la via della foresta su di lui peserà in modo non più sopportabile l’arroganza infinitamente disumana del potere, che gli taglia ogni possibilità di esercitare qualsiasi forma di emancipazione dalla presa soffocante della dittatura in cui la società è caduta definitivamente, o sta per cadere definitivamente. Ma esattamente questo soffocante impedimento di libertà spinge der Waldgänger alla ricerca di passaggi tortuosi entro cui esercitare la sua ribellione contro il sistema. Es gibt ja Pässe, Saumpfade, die man erst nach langen Anstiegen entdeckt (Ernst Jünger) [1] ------------------------------------------ [1] Solo dopo lunghe salite, si rivelano certi valichi e certe mulattiere Seguimi su Telegram :  https://t.me/p...

La via della foresta - Takai I et II

  [I] Pirmas Takas *** La via della foresta prepara alla meditazione e alla forza che condurrà all’azione come tigre che sbuchi dal nulla. Nei sentieri della foresta si impara la pazienza, ci si prepara allo spirito e all’unione con Dio e con il cuore Immacolato della Madonna soprattutto. E con quella comunione di cuori si riceve la forza, il coraggio e la determinazione. La forza appartiene alla foresta. Nella foresta si impara l’arte del lupo. [II] Antras Takas In hac statione plus loquitur inquisitio quam inventio et longior est petitio quam impetratio et operosior est manus pulsans quam sumens Nella foresta si impara ad accettare la propria croce. Si impara a vivere nel centro della croce. Si vive come un milite ignoto crocifisso a un‘idea di resistenza che prende forma e illumina. Agli occhi del mondo la via della foresta non esiste perché non appare. Eppure in quella via nasce la forza del ribelle, che accetta il silenzio e si prepara alla morte attraverso la fede, in un sil...