Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire «Ecco cos’ero prima di nascere» (Cesare Pavese – La luna e i falò) Nessuno ti conosce così bene come me. Le disse. Lei lo guardò. Senza espressione. Solo uggiolì: uh uh. Erano sdraiati sul letto. Fuori era nebbione. Lei aveva pianto. Lui le aveva detto: il mio compito prima di morire è far sì che tu e le tue figlie non abbiate problemi quando io non ci sarò più. Lei aveva pianto. Il sabato e la domenica piangeva sempre. Era un dramma. Anche quel sabato il dramma cominciava. Perché piangi? le chiese. Ma tu non vuoi vivere con me? Tu vuoi morire? Gli aveva risposto. Sì, lui voleva morire. In quel mondo non aveva più senso vivere. Era un mondo di vermi che si rivoltolano uno sull’altro. Ma non ora. Ancora era presto. Doveva aspettare. Aspettare che le cose si mettessero a posto. Se lui era lì, davanti ai suoi occhi, a chi doveva dire grazie se ...
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