- Lei tratta generi letterari diversi, ma che sembrano animati da uno spirito in comune. A quale sente di appartenere di più? Domanda interessante e a cui mi è anche difficile dare una risposta. Di primo acchito risponderei che mi sento uno scrittore esistenzialista. Uso i generi per dare una appropriata forma letteraria, un ritmo adeguato, alla mia indagine sull’esistere per trovare una risposta a quello che Camus chiamava l’assurdo, in una chiave più moderna all’interno di una società che epocalmente è distante anni luce da quella in cui viveva Camus. Le domande sull’esistere non sono cambiate da quegli anni ad ora, quello che è cambiato è la gamma di opzioni in più che abbiamo oggi per cercare di dare una risposta. - Nelle sue storie sono presenti ritratti interiori profondi, controversi; sono aspetti che vede negli altri oppure si tratta di sue proiezioni che la riguardano intimamente? Credo che sia una rielaborazione di quello che vedo, vivo, provo sulla pelle alla lu...
Laboratorio di scrittura