Skip to main content

Posts

Showing posts with the label happiness

An absurd idea: why I wrote my most recent book (still under revision) "Islands of Happiness"

This story begins a year before and ends almost one year later. A span of time in the human being life relatively short but long, nonetheless. As life on earth: long but relatively short yet. It all started with a photo, which looked as many other photos, only a photo which aimed to fix a moment of happiness. And it fixed it forever, that is to say, for as long as it will exist. But happiness is not  only a moment of our lives, happiness is not even eternal, as eternal are not photos and people. But why then we look for happiness? What strange idea is this odd idea of ours? An absurd idea, but substantially possible though, in spite of everything. Because of that picture taken at the beginning of this book the destiny (but destiny does not exist — it's just a way of talking about life directions) wanted to be discussed for many pages to narrate the life of a family that in Vilnius, Lithuania, fought for their happiness in a time frame that corresponds to almost twelve mont...

Un'idea assurda: perché ho scritto il mio più recente libro (ancora in fase di revisione): Isole di Felicità

Foto Živilė Abrutytė Un’ idea assurda  Questa storia comincia un anno prima e termina quasi un anno dopo. Un arco di tempo nelle vite di alcuni esseri umani relativamente breve eppure lungo. Come la vita sulla terra, lunga ma relativamente breve. E tutto comincia da una foto, che cerca come tutte le foto, di fissare un attimo di felicità. E lo fissa in eterno, ovvero per tutto il tempo che essa esisterà. Ma la felicità non è un attimo e la felicità non è neppure eterna, come eterne non sono le foto e le persone. Ma perché allora cercare la felicità? Che idea strana è mai questa idea? Un’idea assurda, eppure possibile, nonostante tutto. Da quella foto il destino (ma il destino non esiste — è solo un modo di dire) ha voluto che si parlasse per molte pagine di una famiglia che a Vilnius, in Lituania, ha cercato la propria felicità in un lasso di tempo che corrisponde a quasi dodici mesi di esistenza. È una storia vera, come vere sono tutte le narrazioni che ci fanno cre...

Isole di felicità - Il fattore umano

Foto Živile Abrutytė In ogni relazione come in ogni lavoro, disciplina, arte, tecnica… vi è un incognita che gioca un ruolo fondamentale: il fattore umano. E nessuno ne è immune. Anche nell'essere felici, una volta raggiunto uno standard di felicità il fattore umano può essere decisivo per gli equilibri. La tristezza di Diego, la sua pigrizia abitudinaria da una parte e la radicalità di Rūta e il suo modo di vivere fondamentalmente com- pulsivo dall’altra costituivano due fattori umani che venivano a confronto. Per quanto si dessero regole sul come cercare la felicità e mantenersi felici tuttavia, i loro istinti, pulsioni, desideri, disposizioni naturali qualora fossero forzati da agenti esterni interferivano sul comune stato di felicità. Il venerdí per esempio nasceva spesso un’interferenza per cui il loro livello di felicità tendeva a collassare. Quando arrivarono a casa Diego aveva ripreso la sua condizione di ottimismo e Rūta era di nuovo rilassata...

Happiness islands - Laimės salos (An abstract from The End)

foto Živile Abrutytė She halted a moment to look at that sky, the sky above Vilnius and for the first time thought it was the most beautiful sky in the world. Perhaps for the first time she loved that country battered by people who wanted only her unhappiness and where nothing seemed to happen because people didn' t love changes in their gray lives. She gripped Rebeka's blonde little head and tightly pressed against her breast. She squeezed her hard enough to the point to maybe hurt her. She then felt her blood flowing into Rebeka's. But Rebeka was sleeping. The sky - she thought - is like a mother. She can be angry, but does not deny love for her children.

E' la felicita umanista o dataista? (non certo aristotelica). Un tentativo di delineare la felicità nel mio nuovo libro "Isole di felicità - Laimes salos")

Foto Živile Abrutytė Essere felici non è  qualcosa che pertiene al caso. Il caso non esiste. Lo hanno inventato i greci. Essere felici non viene dall'esterno nella stessa misura in cui nasce dall'interno. Essere felici è un adattamento dell'interiorità all'esteriorità. Dei dati elaborati internamente a quelli imposti dall' esterno. I dati esterni dettano l'ambito a cui si devono adattare i dati delle emozioni interne. Si può giocare bene al calcio solo accettando le regole del calcio. Si puo' essere felici solo nell'ambito che ci viene offerto per essere felici. Nella vita quotidiana la connessione con le persone positive e' importante per lo stimolo alla felicita'. Le persone negative sottraggono l'impulso alla felicta'. Piu' persone positive dispongono a uno stato connettivo di felicita'. La felicita' dunque avviene per connessione e sottrazione. Connessione agli stati positivi e sottrazione da quelli negativi. ...