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Dopo "Rugìle" non scriverò mai più di sesso

Rugìle è un libro di rottura, dopo Rugìle non scriverò più di sesso. Mi ha dato troppa sofferenza. Sofferenza che non avrei mai creduto. Ho capito che il sesso disturba in questo paese. Il sesso è rottura di ogni ipocrisia e in questo paese vi è troppa ipocrisia. Parlare apertamente di sesso è come dire a chiare lettere che i negri puzzano e disturbano anche visivamente. Lo puoi pensare ma non lo puoi dire. Il sesso è scandalo, è gettare in faccia la verità quando la verità è meglio non dirla. "Scandalo" significa, etimologicamente, "scendere, cadere in una trappola". E in quale trappola sono caduto? In quella di aver pensato che in un paese dove parole come "cazzo", "non mi rompere i coglioni", "vaffanculo"...che sono sulla bocca di tutti fossero segno di libertà. E invece no. Sono parole di conformismo assiomatico. Puoi andare in TV e dire "cazzo"ma non che le donne italiane non le vuole più nessuno perché ha...