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STORIA DI PELO, IL RAGAZZO CHE VINSE LA MILANO-SANREMO (IV parte)

Quella notte Pelo stette male. Il sonno fu agitato. La notte rifece quello stesso sogno. Gli pareva di essere una locomotiva che filava all’impazzata sui binari. D’improvviso s’arrestò ai piedi di una salita impervia. Questa volta però c’era un bivio. A destra la strada saliva ampia e larga verso la cima del monte dove un bagliore accecante impediva la vista. A sinistra si dipartiva una stradicciola buia e nera. Lui fece per prendere a sinistra. Ma un vento fortissimo cominciò a soffiargli sul fianco sinistro, costringendolo allora a prendere la strada di destra. Mentre saliva, vide giù Giovannino che solo solo aveva imboccato quella stradina buia. Era triste e gli pareva piangesse. Urlò. Non gli venne niente alla bocca. Stranamente non era più sulla bicicletta. Era a metà salita, in piedi, come un tifoso ai bordi della strada. Guardò verso il basso, ed ecco che di nuovo veniva su quell’omino tutto nero e sozzo, su quel biciclettone di ferro. Guardò l’omino e poi guardò in bas...

STORIA DI PELO, IL RAGAZZO CHE VINSE LA MILANO-SANREMO (III parte)

Uno di noi avrebbe cercato, a quel punto, di mettere la testa a posto, o quantomeno sarebbe stato più prudente. Figuriamoci Giovannin senza paura! Nulla. Sapete cosa fece? Una notte, saranno state le due o le tre di notte, piglia e va al Castagno; scassina la porta della sacrestia, sale sul campanile della chiesa e ci mette un grammofono e dgài a tutta càllara “L’Internazionale”, e via a gambe levate. Dopo neanche due minuti è lì una squadra di fascisti (“Dàgli al comunista! Dàgli al comunista!”, urlavano), che per dieci minuti prende a fucilate la cima del campanile, finché alla fine non ne vien giù il grammofono e si rompe in mille pezzi. Per sua sfortuna, qualcuno aveva visto Giovannino e fatta la spia ai fascisti. Giovannino, avvertito, si dette alla macchia. I fascisti vanno a casa sua, non lo trovano e allora pigliano la sua bicicletta a martellate e gliela disfanno. Non contenti prendono il suo povero babbo e lo portano alla Casa del Fascio. E lì a bottiglioni d’olio di r...

STORIA DI PELO, IL RAGAZZO CHE VINSE LA MILANO-SANREMO (II parte)

Quel giorno fece anche amicizia con Giovannino. Giovannino, che tutti chiamavano Giovannin senza paura, perché era ardito e amava ficcarsi nelle imprese più temerarie fu l’ultimo ad arrivare. Pelo era sul palco, in attesa d’essere premiato, quando vide arrivare Giovannin senza paura. Pelo lo guardò: “Come dev’èsse triste arrivare utimo, da solo, quando gli attri son bell’arrivai!”. E non si sentì più felice d’aver vinto. Quando gli portarono i fiori per la premiazione Pelo disse: “I fiori un si mangiano. Portatemi piuttosto una bella pastasciutta a me e a qui’ ragazzo laggiù!” , indicando Giovannin senza paura, e gli corse incontro. Da quel giorno diventarono grandi amici. Si allenavano insieme, insieme andavano all’osteria. Il babbo di Pelo, che sotto la scorza dura era tutt’altro che cattivo, a veder quel su’figliolo vincere, non vi dico che provava. Non stava più nella pelle, e fu il primo e il più accanito tifoso di Pelo: “I’ mi’ figliolo è davvero forte. Lo dicevo io! Di...

STORIA DI PELO, IL RAGAZZO CHE VINSE LA MILANO-SANREMO (I parte)

a mia madre Piero Chechi era un ragazzino di quindicianni. Come il padre, come il nonno, come il bisnonno, faceva il boscaiolo. Nessuno lo chiamava Piero ma tutti “Pelo”: Pelaccio il nonno, Pelone il babbo, Pelona la mamma, Pelina la sorella, Peluccio, Peletto, Pelino i tre fratelli. Tutti i giorni estate o inverno inforcava la bicicletta e via per le viottole dei campi, per i sentieri scoscesi e impervi, con il biciclettone di ferro del nonno con tanto di gomme piene. Salite, discese, torrentelli, broti, e via su e giù per quei poggi accidentati. E quando pioveva via, con le ruote che affondavano dentro il pantano, ritto sui pedali per chilometri e chilometri con la pioggia che gli picchiava sugli occhi mezzi chiusi. E quando passava per l’aie, tutti i ragazzini gli correvano dietro e gli facevano la pipinara. “C’è Pelo, c’è Pelo! Dài Pelo! Dài Pelo che sei il primo!” E allora sì che ci dava dentro, Pelo. Pareva un fulmine su quelle stradine bianche, tutto impolverato. Pa...

"Storia di Pelo - il ragazzo che vinse la Milano-Sanremo"

Da oggi, dopo la riproposta di "Marco Pantani - la distruzione di un mito" che un ottimo successo ha incontrato, vogliamo ripresentare il nostro primo racconto sul ciclismo. "Storia di Pelo - il ragazzo che vinse la Milano - Sanremo" . Breve racconto che fu inserito nel 2003 nel "Dizionario del ciclismo italiano", pubblicato dalla Bradipo libri e poi è stato ripubblicato su molti siti online, ultimo quello dello scomparso amico Matteo Patrone: Il Politico . E che siti come Avanguardia Nazionale ha largamente ripreso per parlare di Pietro Chesi. In toni da favola ripropone la vera storia di Pietro Chesi , che mia madre - nata dalle parti dove era nato e vissuto Pietro Chesi - mi raccontava in termini altrettanto favolistici. Ma chi Era Pietro Chesi ? E' un eroe degli anni del ciclismo eroico, delle strade polverose e bianche, degli omini neri e sudici che con le loro gesta infiammavano gli animi degli italiani, della strade piene di fango in c...