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L'uomo impermanente (parte quinta)

Unaquaque res, quantum in se est, in suo esse persevarare conatur (Spinoza, Ethica) Venendo da Siesikų stotelė in autobus, fissavo le linee geometriche della strada, che davano il profilo di un'altra cultura. Più essenziale, meno bella, più controllata. Non era la mia cultura. Non era la cultura del paese in cui ero nato e vissuto per così tanti anni. È questo il risultato dell'epigenesi - mi chiedevo fissando quelle linee - che ha dato forma alla mia coscienza per cui ora giudico ciò che vedo? Si dice che siano i primi sette anni di vita a strutturare l'individuo. Sono i primi sette anni di vita quando scarichi tutti i programmi di cui hai bisogno per vivere il resto della tua esistenza. È questa l’epigenesi che guida l'esistenza dell'individuo? Qui, dove vivo ora, non c'è l'idea della follia di Erasmo, non c'è la visione dell'eroico furore di Giordano Bruno, o l’ideologia dello Zarathustra di Nietzsche che ti ispira a andare oltre...