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Boia chi molla

Nel 1970 Rumor varò un governo monocolore, composto in modo assurdo: 27 ministri e 56 vice ministri. “Una ciurma scandalosa - li chiamò Montanelli - Il parlamento si è ridotto a un parco buoi - continuava Montanelli - Questi uomini - rincarava - fatte le solite eccezioni, fanno pietà e seguiteranno a farlo finché si insisterà a sceglierli fra i mestieranti del cosiddetto ‘apparato’ dove non militano che gli scarti di tutte le professioni. Si chiamano ‘correnti’. Ma queste correnti non sono entità astratte. Sono degli uomini. E questi uomini chi li ha scelti se non i capi? Quali criteri costoro abbiano seguito lo si vede ora. Evidentemente per mettersi al riparo da futuri rivali hanno preferito reclutare gli adepti nel pattume delle mediocrità. Ma ai mediocri, per andare avanti e far carriera non resta che l'intrallazzo. Ed è proprio questo che sta dilagando nel nostro ambiente politico”. Montanelli fu indubbiamente visionario ma, come Badoglio nel ’43, nemmeno lui immagina...

Lidia

Un’ altra cosa che la distrasse dall’indagare sul cambiamento di Silvano, fu che finalmente Sabatina cominciò a lavorare, a rendersi indipendente da Silvano. Nella nuova casa, la moglie del padrone, Rosina, fasciava i fiaschetti in paglia. Fu così che anche Sabatina volle provare. Un lavoro umile, massacrante, ma per chi veniva dalle vigne, dal lavoro nei campi, da Villambosco, un acquitrino in inverno, una savana in estate, fasciare i fiaschetti rappresentava la liberazione dalla schiavitù, la possibilità di riscattarsi da una condizione di eterna dipendenza: prima il padre, poi la vita in casa con lo zio, poi con Ida ma finalmente ora l’Italia che cominciava a progredire offriva lavoro un po’ a tutti. Anche a Sabatina. La ditta Piccini dell’ Ambrogiana, un paese vicino (o meglio una frazione di ) Montelupo gestiva un lavoro a domicilio di impagliatura dei fiaschi (“fiaschetti” come venivano chiamati all’ epoca) che distribuivano a una filiera di donne esterne alla ditta, che ...

La Bianchina

Silvano ricordava bene lo stile di vita di suo nonno, e quello stile di vita lo aveva sempre impressionato fin da piccolo. E quando il partito gli aveva ventilato quella possibilità, si era ricordato di suo nonno e si era detto, “Perché no?”. Il suo sogno era comprare il 1100. Gli piaceva molto il 1100/103 ma era troppo caro per cui optò per la Bianchina. Silvano era orgoglioso di quella macchina, acquistata a suon di debiti, di cambiali, ma il commento di Sabatina fu, al solito, dissacrante. - Ma che hai comprato? Una scatoletta di sardine? Ma come fai a entrare lì dentro? Con Sabatina si era creata una distanza. Silvano capiva che Sabatina era sempre meno la donna che faceva per lui. Una donna che non sapeva presentarsi. Che non poteva adeguatamente rappresentarlo negli incontri, nelle cene, e nelle celebrazioni a cui aveva cominciato a prendere parte per via del lavoro. Era una donna semplice. Spesso aveva uscite fuori luogo, che potevano anche metterlo in imba...