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Il corpo vive nella storia?

  ὅσων ὄψις ἀκοὴ μάθησις, ταῦτα ἐγώ προτιμέω Di quel che si apprende con la vista e con l’udito,  a questo io do piú valore (Eraclito) Questo corpo amato di tutta vita I corpi tutti che ho conosciuti Furon fatti per eterna uscita? O eran solo al mondo cresciuti? Dove non di senso loro esistere. O a altro furono nel mondo voluti? Credo che di là duri il Consistere Chè nostra carne viva in sua vita L'invisibile che scende a coesistere. È dall'estraneo al noto la risalita Che quello che di qua il giorno vivi Non inatteso ti porti ove uscita.

Da "Cecilia" (un'aliena a Firenze)

...Qui la gente viveva per strada. Si camminava a piedi per raggiungere qualsiasi punto della città. Nel centro non c’erano macchine. Se stavi in casa con le finestre aperte sentivi i vicini parlare dall’appartamento accanto, alla notte percepivi i passi sul lastricato dei pedoni e le urla di giovani che avevano alzato il gomito…qui la vita si muoveva nell’aria e nel sole che ti baciava la pelle… Da quando le avevano chiesto di trasferirsi a Firenze la sua vita aveva cominciato a cambiare. Non sapeva come, ma stava cambiando. Era felice e piú rilassata allo stesso tempo, inquieta però. Aveva un compito da svolgere qui. Era qualcosa di nuovo e non sapeva come. Studiava gli esseri di questa città. Li osservava. Li analizzava e li scannerizzava. Ne rubava i dati e li memorizzava. Aveva una capacità di memorizzazione eccezionale. Fuori dal comune. Il suo IQ era uno dei piú elevati della razza a cui apparteneva. Poteva leggere la digitazione di un PIN da lontano ed alla rovescia. ...