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Showing posts with the label nazismo

Una posizione mediana da tenere

Il mio metodo di scrittura lo paragonerei un po' a quello di uno scienziato che studi il mondo quantico. Che tenta di indagare la realtà visibile, quella newtoniana, partendo da quella invisibile, ovvero quella quantica, sapendo che se riuscirà a spiegare la realtà newtoniana con quella quantica, se riuscirà a trovare il punto di incontro fra le due realtà, riuscirà a spiegare meglio, a comprendere in profondità le correlazioni fra quelle due realtà. Avevo iniziato a fare questo lavoro nel 2007 allorché pubblicai, "Albert Richter, un'aquila fra le svastiche". In quel libro parlando del ciclismo tedesco a cavallo fra le due guerre, cercavo di individuare come il nazismo avesse influenzato il ciclismo, e lo sport in generale, cambiandolo. E come in realtà il nazismo dipendesse a sua volta da influenze esoteriche. Ne "Il sorriso della meretrice", libro del 2011, cercavo invece di analizzare come il globalismo (le elites finanziare) imponendo una realtà...

Dopo "Rugìle" non scriverò mai più di sesso

Rugìle è un libro di rottura, dopo Rugìle non scriverò più di sesso. Mi ha dato troppa sofferenza. Sofferenza che non avrei mai creduto. Ho capito che il sesso disturba in questo paese. Il sesso è rottura di ogni ipocrisia e in questo paese vi è troppa ipocrisia. Parlare apertamente di sesso è come dire a chiare lettere che i negri puzzano e disturbano anche visivamente. Lo puoi pensare ma non lo puoi dire. Il sesso è scandalo, è gettare in faccia la verità quando la verità è meglio non dirla. "Scandalo" significa, etimologicamente, "scendere, cadere in una trappola". E in quale trappola sono caduto? In quella di aver pensato che in un paese dove parole come "cazzo", "non mi rompere i coglioni", "vaffanculo"...che sono sulla bocca di tutti fossero segno di libertà. E invece no. Sono parole di conformismo assiomatico. Puoi andare in TV e dire "cazzo"ma non che le donne italiane non le vuole più nessuno perché ha...