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The mouth who lies, kills the soul

  Reading Sant'Agostino De Mendacio where he quotes Sapientia 1.11 Os autem quod mentitur, occidit animam "the mouth who lies, kills the soul". If what St. Augustine maintains quoting Sapientiae is true, and there is no reason to doubt it, from a spiritual point of view, it is clear how everything that has happened from 2020 to today could very well be understood as the strategy, as it is claimed by many, that behind this furious propaganda, of an evidently completely false narrative, there is a satanic spirit, which aims not only at the destruction of the body, via pathogenic agents (and not only), but also and above all that of human souls. Otherwise how to explain this inexplicable falsehood that has penetrated every millimetre of the planet earth? Follow me on Substack

Studiare le lingue insegna a resistere alla follia che domina il mondo

  Questo brano è preso dal mio testo "A New Normal" che parla della cosiddetta pandemia e dei suoi effetti sulla vita e ha finora coperto l'arco di tempo che va dal 2020 al 2022 (inizio anno). Mi sono al momento arenato perché gli avvenimenti del mondo reale hanno preso uno sviluppo ad una velocità talmente ineguagliabile che mi ha provocato uno stallo nello scrivere questo testo. Nel frattempo ho cominciato a scrivere un nuovo testo "Essere mio padre".                                                                  Come sempre devo compiere una swerve per poi ritornare al punto di partenza con una nuova visione. Cresceva forte il bisogno di una pausa dalla narrativa della follia che ormai riempiva ogni attimo di vita, ogni minuto di vita. Soffocava. Ormai si parlava solo di virus, varianti e vaccini. Lo cogliev...

Essere mio padre - III

  Claudia lavorava al secondo piano. Aveva avuto momenti difficili, ma ora davvero aveva tanto lavoro. Per assurdo era stato proprio durante il lockdown del 2020 (tre mesi pazzeschi di lockdown) che aveva capito che ce l’avrebbe fatta. La disperazione di un’imposizione assurda di trovarsi priva della libertà naturale e di essere costretta a quella sorta di arresti domiciliari l’aveva fatta immergere nel lavoro. Aveva prodotto tanti capi di abbigliamento che nemmeno lei sapeva a che scopo. Ma come spesso avviene per una sorta di eterogenesi dei fini , quello che soffriva e pativa ogni giorno di quella prigione, di quel gulag che si espandeva non solo all’Italia ma al mondo intero, aveva portato a dei risultati positivi. Si era impratichita del lavoro, aveva trovato finalmente il tempo di rivedere, studiandoci sopra, tanti errori di esecuzione che prima commetteva e soprattutto aveva costruito un campionario da mostrare ai clienti. E quando finalmente le restrizioni si allentarono e ...

L'homme révolté di Camus - la révolte non è un fatto collettivo come sostiene Camus

  Camus ci dice che la révolte pertiene alla coscienza collettiva ( elle a conscience d'être collective ) che l'uomo nella sofferenza è solo ma nella révolte diviene un fatto collettivo ( le mal qui éprouvait un seul homme devient peste collective ), questo è il senso per cui Camus arriva ad enunciare la famosa frase anacoluta : Je me révolte, donc nous sommes . Ma non è così. Ernst Jünger scrive Der Waldgang per quell'1% cento che rifiuta la dittatura e prende la via della foresta. La falsa pandemia del 2020 ci rivela come la révolte sia stata soprattutto la presa di coscienza individuale rispetto a una narrazione invece globale, sostenuta da una peste collettiva chiamata propaganda, supportata in modo scandaloso dai mass media del mainstream al palese servizio dei centri di potere finanziari. La révolte è stata, nel 2020 un lento acquisire la coscienza de  se révolter di individuo dopo individuo, singolarmente mossi da un crescente senso di insoddisfazione e di dubbio...

Nessuno ti conosce così bene come me - Parte Settima

La notizia lo sorprese. Erano stati trovati morti nella loro casa senza alcun motivo. Nessun scasso, nessun furto, non mancava nulla. Tutto era sistemato in modo ordinato, tutto era dove doveva stare. Attacco di cuore? La polizia e i medici legali stavano indagando. Così aveva detto la radio. Naturalmente, quando sentì la notizia, era seduto nel suo ufficio a lavorare e la notizia gli diede una potente felicità interiore. Certo, era qualcosa che sperava. Qualcosa che aveva aspettato così a lungo. Qualcosa è iniziato. Pensò di nuovo con un sorriso di soddisfazione. Ma era comunque sorpreso. Le sue parole erano state ascoltate? Lo credeva, ma faceva ancora fatica a crederci. Gente così non erano umanità, erano feccia. Non meritavano di vivere. Guardava il giardino fuori dalla finestra dell'ufficio. Oggi era il suo compleanno. Gli era stato fatto un grande regalo da parte di un grande donatore. Gli piaceva guardare la strada dall'alto, dietro i vetri appannati della finestra, dal ...

Il rapimento

A volte ritornano, senza spiegazione, i fantasmi. E quando meno te lo aspetti ecco che il passato a cui piú pensi di interessare ti cerca. E ti vuole. E magari ti rapisce. Fui rapito, infatti, non so come, ne da chi. Non saprei. Fu una forza che mi prese, come nei sogni, e in un attimo mi ritrovai migliaia di chilometri lontano. E' difficile crederci, lo so. Ma fu così. Mi ritrovai alle pendici di un monte che conoscevo, dove avevo vissuto molti anni prima. Il monte Albano. In un piccolo villaggio di nome Artimino, sulla collina che divide la provincia di Prato da quella di Firenze e da lassù si gode la vista della valle dell'Arno, che viene giù da Firenze e corre verso Pisa. Era forse settembre. A giudicare dall'odore delle piante e dal colore della luce vespertina, doveva essere settembre. Al più tardi i primi giorni di ottobre. Beh, lo confesso, la meraviglia fu tanta. E provai gioia ad essere lì. Il posto è bellissimo. Mi ricordai del ristorante, Biagio Pignatta, dove...