Negli ultimi giorni spinto da eventi di ricerca per scrivere una nuova storia mi sono imbattuto in Giacomo Leopardi, poeta, come per molti, amato in gioventù. Ed in effetti ammetto che quando avevo diciotto anni Leopardi riempiva la mia vita. Era la mia lettura preferita. Poi ci si distacca, spesso succede, ma spesso succede che alla fine della vita si ritorni proprio a quei temi che hanno animato la gioventù e su cui ci siamo formati. E il ritorno è stato però al contrario della giovineza a quei poemi che in gioventù meno mi avevano affascinato, le cosiddette "liriche civili". Vivendo all'estero ho potuto focalizzare l'Italia dall'esterno, mentre prima vivendo al suo interno riuscivo solo a intuire le cose che mi sembravano illogiche e soprattutto grottesche. E l'Italia è un paese illogico e grottesco fondamentalmente. Il popolo italiano vive in un torpore, "sopore" come lo chiama Leopardi che viziato dal troppo benessere lo rende imbelle accidi...
Laboratorio di scrittura