Ma siamo mai esistiti mi chiedo Tu io voi? Davvero noi eravamo? Se vita avuta abbiamo, io credo? Davvero qua vivi esistevamo? E tu padre eri, tu madre e fratello Or che tutto sfuma - noi eravamo? O era solo una fede quello Cui lungo s'andava certi e sicuri A inseguir d'un'idea un modello.
L'ultima volta che ti ho visto, mamma. Seduta eri e gelava il dolore Gli occhi duri e le labbra strette Ti ricordo cosí nel mio amore. Mi guardavi partire - interdette Le mani e i tuoi capelli radi. Ferma stavi e parole non dette A dire per rabbia muta or evadi - Vado a morire - infine mi dici - Tu che a me la vita mi diradi Dal tuo essere mi maledici Mi lasci qua, a parte, a morire. Sola vecchia e piena di cicatrici. Tu alla vita vai e non vuoi capire Che nel cuore il mio dolore provi. Vai e di Empoli non vuoi più udire. Ma verrà poi il giorno che ti ritrovi Che me vedrai ancor qui da sola E nel ricordo tardi ti commuovi.
Il mostro che fuori ogni giorno vedo Eppure, di dentro a quel bambino Per gli occhi interiori accedo E all'eterna gioventú che avvicino Siedo con me in silenzio appena. E allora ecco, si mostra a sé carino.
Maledetta voce sii maledetta Che mi rendi impossibile la vita E mai mi lasci e mai che tu fletta. Al centro ti pianti imbastardita E urli di rabbia a chi m'è attorno A tutti - in me tu incancrenita. Io non mi libero di te il giorno Che sempre vado con il capo chino. Mi assali e senza fine frastorno Che pieno di voci a lui m'inchino. Mai pace a me danno e perduto Mi fanno e loro son mio destino. Per loro vivo mi cambio e muto Tra le pieghe di mia unica storia Il vero me - lui mi guarda taciuto.
En esta tierra, aquí estoy todavía. En el viento que ya lleva Lo que nunca volvería. En sus entrañas yo no nací; De una tierra de sol yo vení. ¿Quién cantará cuando me vaya? A este viento, a este frío, Quién recordará que no desmaya? Una voz traigo conmigo, La traigo que me quede entera Para que la guarde en mi pecho Y la tengo que nunca muera.
Fausto, lo spirito dei morti ha parlato e la nostra vita in un attimo ha cambiato. Aristotele si sbagliava se dubitava. Di là i morti parlano e chiedono senza pietà i loro diritti mai cedono. Chi crede la storia solo parli unica lingua e sola, non sa quanto sbagli. In questa storia in cui siamo non di sola materia viviamo. Solo gli idioti a chi guida credono. Ma loro pregano il Male e diverso vedono e sanno quanto lo Spirito di quel male viva che loro chiamano e per loro sempre intriga.