Skip to main content

Posts

Showing posts with the label comunisti

Una nuova vita

— Vado a lavorare per la Camera del Lavoro, alla UIL. Mi ci manda il partito. — Che partito? — Il PSDI, Partito Socialista Democratico Italiano. — Ma che partito è? — Partito Socialista, diverso dai comunisti. Non abbiamo nulla a che fare con loro. — Ma che lavoro è? Lavorare per un partito è un lavoro? — Sí, è un lavoro. — Ti pagano? — Sí, mi pagano. dodicimalire al mese. — Dodicimalire? — Sí. — E come farai con Sabatina? — Ce la faremo. — Ora avete anche un figlio... — Ce la faremo. — Ma qui c’è la terra. Ci siamo trasferiti a Montelupo. Abbiamo tutta questa terra. E tu mi lasci solo, me e Ida a lavorare tutto da soli. Porca M…a! Ma ti ha dato barta il cervello? — Fai come ti pare. Io la terra non la voglio lavorare più. E poi è terra questa? Tutta sassi e mattaione [1] . Ti ricordi l’anno scorso gli olivi? Che annata! Erano pieni. Mai visti olivi cosí pieni. Poi è arrivata la gelata e tutto è andato perso. Ma che senso ha una vita cosi. Porcodd…o! E poi in e...

Gli americani liberano Volterra

Quando Silvano apprese la notizia ne fu contento. Fu contento che i partigiani della ventitreesima brigata Garibaldi fossero stati costretti dagli americani a consegnare le armi a Volterra. li erano sempre sembrati arroganti. E in fondo dei civili non era nemmeno convinto se ne curassero più di tanto, quando dovevano attaccare i tedeschi.  - Ora ci sarà pace, finalmente – commentò Silvano a tavola – la guerra ora è davvero finita. Silvano era potuto finalmente rientrare dalla macchia. - Ora ci sarà la pace, ma solo per un po’ – rispose nonno Giovanni. - Perché dici così?  comunisti vorranno andare al potere. E non glielo permetteranno. Non so come andrà a finire. Di sicuro ci sarà un’altra guerra civile. Il nonno si riempì il bicchiere di vino. Lo scolò d’un fiato. Si accese il sigaro. Fece un paio di tirate. Guardò fuori dall’ uscio. Era scoppiata l’estate. Nemmeno un filo di vento entrava dalla porta. Solo vampate di calore e il canto delle ci...

Il mondo liquido del globalismo attuale (Dialogo filosofico-politico fra due vecchi)

A novantaquattro anni Silvano cercava solo di resistere. Di forzare il fisico a fare quello che non poteva più fare e la mente di conseguenza aveva difficoltà a stare al passo della volontà. Sabatina era confinata ad una sedia a rotelle. Camminava poco e a malapena. Era troppo grassa. Tante volte glielo aveva detto che doveva dimagrire. — Io grassa? Ho solo lo stomaco gonfio — rispondeva. Lei non si vedeva grassa. Tutt’altro. In quella nebbia di vecchiaia che gli avvolgeva il cervello (pressione alta, prostata, vene varicose, medicine in quantità industriale) cercava di trovare la strada. Di riorganizzare la sua visione che sentiva spengersi. Aveva capito che se si spengeva quella visione avrebbe perso contatto con il resto del mondo. Era l’ultimo legame fra lui e il mondo fuori, quella visione. E aveva lottato negli ultimi anni per mantenerla. Fino al crollo di Craxi era stato un leone. Un cavallo da battaglia, una bestia. Uno che non mollava mai. Che tornava da Rom...