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La santità dell'uomo

  Qualche volta con le mani e il cuore Tocco la santità dell'uomo e paura Ho quasi di quel mondo che apre. Penetrare l'uomo e toccare il santo Che in lui vive nel punto più fondo Dell'Io che da lui a me trasfondo È sentire l'Invisibile che vive Dell'essere umano capire il nulla E il grande che vive all'uomo. Meschino e immenso tuttavia Dell'io il fonte e urlo che grida Di sé al mondo  "Sono Io!"

Il mistero della parola IO

  Di questo uomo che ero non è rimasto che qualche monco ricordo Di tanti  che mi facevano essere ciò che ero non è rimasta che qualche velata ombra Eppure la parola IO suona viva come prima E credo di essere lo stesso anche se nulla  di prima vive in me stesso

Una volta esisteva l'uomo

  Una volta esisteva l’uomo. Una volta. Ma era uomo? Non lo so. Ma oggi se guardo indietro e volgo lo sguardo e l’attenzione a quell’uomo, dubito. Era un uomo esteta. Un uomo dedicato a sedurre se stesso, prima che gli altri. Viveva di piacere. L’uomo interiore è probabilmente nato con Sant’Agostino, ma morto anche poco dopo. Forse ha avuto qualche rigurgito dopo. Ma è certo che Dostoevsky ne è stata l’ultima propaggine. L’uomo per essenza è animale ed è dedito alla pancia quando ha poco. Quando ha tanto sposta la sua attenzione all’epidermide, al corpo, ma la pancia ancora è il mastermind della sua vita. Questo gli basta. Non si cura della libertà quando si può ingozzare e illudersi che mai morirà perché può curare il corpo quasi all’infinito (lui crede). Ha tutto quello di cui ha bisogno. E allora che vuol dire codesta parola “libertà”? Ma c’è un’altra parola che lo disturba, forse più che “libertà”. Ed è “verità”. Quell’uomo, l’uomo dedito solo a sedurre se stesso e la pancia, p...

Der Waldgang, la via della foresta

L'uomo si differenzia dall'animale per la dignità. Non per la ragione. La ragione senza dignità non fa l'uomo. Nella dignità l'uomo prova il rispetto, ovvero il riguardare se stesso come oggetto di decoro. L'uomo dignitoso non delega ma vive in modo diretto la vita, non si costruisce aree di conforto (aree di pascolo) in cui vivere come vive il branco che si delega al copobranco pur di vivere pascolando in pace, L'uomo di dignità non può sottomettersi perché sottomettersi è abbassare il livello di rispetto e di decoro. L'uomo di dignità è un uomo trascendentale perché trascende il branco, la greggia, trascende le situazioni dove l'uomo manca di cura verso se stesso. La cura di se stesso è ciò che distingue l'uomo dalla greggia. Zarathustra finì il discorso. Il popolo capì Zarathustra, è indifferente all'uomo dignitoso. Quel popolo a cui aveva parlato e aveva comunicato le verità scoperte nella vita da eremita, che aveva trascorso sulle montagne ...