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Showing posts with the label Paradiso

La poesia apre ad un mondo migliore e anche al paradiso

Perché è importante la poesia nella vita di un uomo, come lo è il timore di Dio? Se il timore di Dio trattiene, e fortifica l'umiltà, nel senso che ci impedisce di prevaricare il sacro che ogni essere umano dovrebbe portare seco (dovrebbe appunto - ma in realtà pochi lo portano, ma diamo per scontato che lo portino), la poesia è ciò che suscita l’emozione in un'intuizione legata ad un'immagine che ci compare all'improvviso e tocca il profondo del nostro animo. Si incunea nel nostro animo e fa esplodere l'emozione. La poesia produce un tempo dinamico e non statico, dinamico come lo vivono fanciulli e ma statico negli adulti, per questo la poesia meraviglia e sorprende. Solo in una visione dinamica dell'esistenza, come quella di un fanciullo, ci si può sorprendere, e si rimane impassibili vizzi e secchi nell'esistenza stativa perché massimamente abitudinaria dell'adulto. La poesia in tal senso rendendo fanciulli apre le porte ad un mondo migliore, togliend...

Il digiuno. L'importanza spirituale del digiuno

  Perché il digiuno è importante? Digiunare rende il corpo più leggero, la mente più elevata, sviluppa una tendenza ad andare oltre, oltre la carne e a cercare lo spirito. Infatti caro in terram cogit, mens sursum tendit [1], la carne spinge verso la terrra, la mente verso l'alto, Solo alleggerendo il peso della carne possiamo aspirare a salire verso l'alto, e a fuoriuscire dal saeculum in cui siamo di passaggio. Il digiuno è una componente che può servire a sviluppare ulteriormente la capacità di ascolto del mondo che vive oltre il saeculum...Digiuno e preghiera sviluppano le capacità di ascolto del mondo superiore che è oltre il mondo della carne, il saeculum. Infatti caro de via conatur excludere “La carne cerca di allontanarmi dalla strada” [2]. Superare la carne vuol dire superare il saeculum, andare oltre i suoi orizzonti. Per fare quello bisogna abituare entrambi, la carne e la mente (che noi chiameremo da ora in poi "cuore") ad ascoltare i segnali che vengon...

La visione transumanista delle mie storie

Come scrivo le mie storie? Le sento innanzitutto. Non riesco a scrivere una storia se non la sento. Quando dico che la "sento" dico che la sento prima di tutto negli intestini. Nella parte bassa del ventre. Mi prende in quel punto e mi spinge a scrivere. Non posso cominciare scrivere storie con la testa. Nemmeno con il cuore. Esagerando direi che comincio a scrivere di culo, con la merda degli intestini, dove risiede la rabbia, la violenza della scarica intestinale, il "Wille" di schopenhaueriana memoria. Che poi le storie si nobilitino per lo stile e il contenuto è un fatto a posteriori. Un elemento culturale. Un processo narrativo che procede a strati. È quasi un cambio transumano il passaggio dalla parte piú buia, profonda, batterica e violenta e meno comprensibile del corpo alla luce della mente organizzatrice e alla passione del cuore. Nel suo aspetto tal dentro mi fei, qual si fé Glauco nel gustar de l’erba che ’l fé consorto in mar de li a...