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"Rugíle" fra transumanesimo e fisica quantistica. Testo che uscirà da Armando nel 2019 in un libro collettivo di transumanisti.

Nel panorama anodino e di pensiero debole rappresentato dalla letteratura contemporanea che gode dei favori delle case editrici che approvano e pubblicano questa linea editoriale sono stato più volte chiesto, durante le presentazioni del mio ultimo Romanzo - "Rugìle" (l'erudita, Roma, 2017), perché avessi alla fine di ogni capitolo di "Rugìle" messo dei sunti per spiegare in termini di fisica quantistica ciò che si vedeva accadere in ciascun capitolo. Questa è stata una delle parti più controverse del mio romanzo. Ma controversa da parte di chi? Non certo da parte dei liceali, parrucchieri, carpentieri, insegnanti, adolescenti, portieri di condomini, millennials, infermieri...gente semplice...che mai hanno questionato sulla fisica quantistica contenuta nei sunti ma hanno letto il romanzo godendo della continuità del ritmo del libro. Controversa invece per chi aderiva e aderisce a quella visione anodina e di pensiero debole di cui parlavo sopra. Per...

da "Rugìle" - Puttana

-        Stanotte voglio fare la puttana – mi disse non appena fummo rientrati in casa. Fu così che cominciò quella serata dettata da un impulso il cui fondamento ho cercato di spiegare sopra. Quella frase suonava per me irresistibile perché aveva la forza dell’entanglement, una forza connettiva che agisce da profonda distanza. Io avrei voluto dolcezza quella sera ma quando diveniva così provocativa tutto in me si metteva in moto. Il sangue ribolliva, la pelle traspirava meglio, i muscoli entravano in tensione, le ossa si facevano pesanti, il pene aveva un’erezione come pietra. Non riuscivo più a dirle di no. Era troppo forte quella forza. E quella era la mia ultima notte a Vilnius. L’indomani sarei ripartito. Rugíle voleva collassare a modo suo. Voleva farmi sentire quella forza che in lei era incontenibile. Voleva trasmettermela. - Stanotte farò la puttana. Sarò la tua puttana. Succhier...

La realtà "trans-umana" in "Rugìle" - romanzo di Fabrizio Ulivieri

Foto Živile Abrutytė Nel panorama anodino e di pensiero debole rappresentato dalla letteratura contemporanea che gode dei favori delle case editrici che approvano e pubblicano questa linea editoriale sono stato più volte chiesto, durante le presentazioni del mio ultimo Romanzo - "Rugìle" (l'erudita, Roma, 2017), perché avessi alla fine di ogni capitolo di "Rugìle" messo dei sunti per spiegare in termini di fisica quantistica ciò che si vedeva accadere in ciascun capitolo. Questa è stata una delle parti più controverse del mio romanzo. Ma controversa da parte di chi? Non certo da parte dei liceali, parrucchieri, carpentieri, insegnanti, adolescenti, portieri di condomini, millennials, infermieri...gente semplice...che mai hanno questionato sulla fisica quantistica contenuta nei sunti ma hanno letto il romanzo godendo della continuità del ritmo del libro. Controversa invece per chi aderiva e aderisce a quella visione anodina e di pensiero debole di c...

da "Rugìle" - Entanglement

La sentii aprire la porta d’ingresso del palazzo perché vi era collegato un allarme che emetteva un bip nell’appartamento. Udii i suoi passi per le scale e finalmente la porta si aprì. Quando rientrò aveva smesso di piovere e la temperatura si era fatta mite in quella parte di Vilnius. Era quasi mezzanotte. Aveva fatto il pompino e rientrava per baciarmi e farmi sentire il sapore del cazzo che aveva succhiato. Si eccitava troppo a quell’idea. Voleva condividere con me il vigore di quell’adrenalina. I suoi occhi risero quando videro i miei. Sempre ridevano quando vedevano i miei. Non erano più gli occhi tristi di cui non andava fiera nella vita quotidiana quando io non ero con lei. - Non è vero che sono triste…lui insiste sempre a dire che sono triste. Io non sono triste. Dovrebbe vedere i miei occhi quando incontro te e allora capirebbe che non sono triste. Mi fa quasi arrabbiare…”Non devi essere triste! Sorridi!” mi ripete sempre ma io non sono...

Da "Rugìle" - Molecole speciali

Vi è un piccolo gruppo di molecole speciali che con pieni poteri governano tutto l’organismo. Questo è il centro direzionale di tutte le cellule del corpo. Questo centro costituisce il fulcro della libertà di azione a quel centro sempre sottoposta -         Ma tu sei avvocatessa! Un’avvocatessa che lavora per il M*** e che fa la puttana…mi sembra un film. Una donna con una doppia vita… – le avevo detto - Non so…e se ti dicessi che è come una…vocazione? Che io non ho deciso niente….? Sento che devo farlo e basta La osservavo. E lei non capiva a che stessi pensando. Non sapevo che dire, poteva darsi che avesse ragione. Ma “vocazione” per quell’attività mi pareva una parola grossa. A tutto c’è una base ma non trovavo una base per questa “vocazione”. Rugíle mi aveva parlato della relazione difficile fra lei e la madre. Mai una carezza. Mai un gesto d’affetto e d’amore da parte della madre. Poteva essere quella la base? In effetti Rugíle non sap...

Da "Rugìle" - Morte di Ipazia (seconda parte)

Mi strinse forte le mani. Poi si aggrappò al collo e mi baciò le labbra. Il suo alito era aspro e cattivo, come non l’avevo mai sentito. Colpa della malattia che la divorava, pensai. La divorava da dentro. Cercai di vincere il senso di disturbo che mi aveva provocato e la baciai con passione. Compassione? Non lo so. Onestamente non lo so. Lo feci d’istinto. Nell’istinto è assente ogni ragione, c’è solo l’impulso di qualcosa che non ti appartiene eppure ti guida. Lei si staccò da me. Mi guardò sorpresa. Si ributtò giù sul letto - Grazie – mormorò – ora posso morire in pace. Grazie…grazie…grazie… - ripeteva ad intervalli fissando il vuoto - Ipazia…ti prego… Yasuko mi aveva mentito. Non mi aveva detto la verità. Avevo dovuto chiederla ai dottori la verità. Yasuko mi aveva detto che era AIDS. Che Ipazia si era infettata perché aveva ripreso a fare la puttana. Ed invece non era vero. I dottori mi avevano detto che si trattava di un cancro all’intestino, che avev...