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Baltas Tiltas

  Camminavo sul Baltas Tiltas  Guardavo giù al fiume - canoe Passavano e da una un bimbo Giù da sotto dall'acqua ha riso Mi ha salutato con la mano Eri tu Luigino quel bambino Sorrideva uguale uguali occhi Aveva lontano - mi passava vicino ----------- Baltas Tiltas è un ponte che attraversa Vilnius. Si chiama Baltas Tiltas, il Ponte Bianco, perché è tutto bianco. Vi sono bar, negozi e centri di ristoro. Vi si fanno molti eventi durante l’anno. ------------ Telegram: De Unamuno Whatsapp: De Unamuno

La forza dell'amore

Ultimamente Silvia, quando era a casa, passava molto tempo alla finestra di camera, quella dei bui giorni di novembre, guardando giù verso la valle dell’Arno. Era il suo nuovo modo di interrogarsi. Di porsi le domande e cercare le risposte. E le cercava giù nel profondo della valle dove si congiungeva all’ampia ansa dell’Arno che in quel punto si piegava, rallentando la corrente. E così i suoi pensieri si allentavano in quella stessa piega. Stava in tale postura cercando di mettere insieme i pensieri che giravano lenti e difficili da selezionare. Perché stava lì? Nemmeno lei lo sapeva. Ma evidentemente era un luogo che si adattava a quel tipo di pensieri che ora aveva. Non si può pensare certe cose in ogni posto, indifferentemente. Certi luoghi favoriscono certi pensieri. Li portano a maturazione. Ne aiutano il compimento. E forse stava lì per quello, per maturarne alcuni che nascevano in lei per la prima volta, che si concentravano tutti su quell’ansa del fiume che piegava a destra e ...

L'arte della memoria in chi vive lontano dalla propria terra

  Si può dire di una città, una terra, che perde la memoria? Sì, si può. Il mondo intero può perdere la memoria. Lo abbiamo visto durante la pandemia. La gente ha dimenticato tutto. E soprattutto il rispetto di se stessi. Mi ricordo Vilnius, il giorno prima era piena e viva di vita, il giorno dopo era vuota, Non vi era più il suono della sua vita. Dei caffè, delle macchine. Era il silenzio. Il vuoto assordante di chi dimentica tutto e fugge stordito il vuoto. Cancella la vita di una città e cancelli la memoria di quella città. Una città senza rumori colori odori sapori, una terra senza rumori colori odori sapori, come puoi immaginarla? Immagini, ma è qualcosa che non è quello che cerchi di ricordare. Così l'Italia, ora che vi sono ritornato: come è diversa dalla memoria di quello che cercavo di ricordare. E' come vivere in un multiverso passare da Vilnius aalla Toscana dove mi trovo. E quando passi da un universo all'altro cessa la realtà dell'uno vivendo nell'altro...

An unexpected attraction - the Negroni and male...

  His wife that night had a meeting with old friends. A group of wives that once in a while had a reunion in some locals in Vilnius, that mostly was consistent with drinking and chatting nonsense. He had tried many times to dissuade her not to go to those meetings, she was unhappy with those women. When she returned home she was every time so disappointed with them... Why did you go, then? He used to ask her every time. I had to. They invited me. I couldn't say, NO. And that's the way it is. No way to change it. So, he decided to have dinner alone. The sole idea of being home alone was without pleasure. And disquieting. On the third floor of Panorama, the mall where he went to work every day (at the Ikea space), there was a Mexican restaurant. He had never been there. Why not? He said. I want to have some takai (tacos). He realized that that place was for solo diners. Only a couple of couples were there. The atmosphere was dominated by hushed and dim lights, inviting as a wait...

Viene di lontano il sole

  Viene di lontano il sole che lungo la strada brilla. E' freddo. Ma il sole brilla. Cammino lungo il viale che da casa porta verso il supermercato. E' una luce morbida e ha un suo odore questa strada sotto gli alberi. E il vento che porta il sole che brilla viene di lontano. Viene forse dal mare del nord. Dalla Finlandia. Ha il sapore del mare del Nord. Ha l'odore antico di una terra marina dove perdersi è facile. Porta grandi spazi in cui perdersi. E ogni giorno che cammino per queste strade mi perdo nel vento, i miei elettroni si staccano e mi abbandonano, e mi allontano dal centro, che muore sempre più distante. E il sole dopo lunghi mesi di cielo nero mi brilla dentro e dentro brilla il sole al cielo finalmente azzurro. È come rinascere, mi dico, e lo sento. Rinascere alla vita tramite nuovi sensi. I sensi della primavera. E viene la primavera lungo le strade di Vilnius e si annuncia alla gente che ancora frettolosa, quasi temesse sempre il gelo, comincia a sperare e a...

Midday malaise

It has been beautiful to sit quietly down at that coffee along Pilies gatvė. It has always been something he wanted to do. Many times passing by he had seen people sitting there outside. One day I will sit there having a coffee me too, like a tourist. He said to himself many times, every time he was passing by. Why, he wanted that so much? Well, he couldn't have that picture clear about that "Why". His condition, he thought, was not far, he thought, far away from being a tourist. A tourist is far from his country and he doesn't belong to the place where he is. So, am I. He thought it, while blissed by the unusual sun was sitting finally at the coffee, outside, like a tourist. Blissed, was the right word. Every moment of those moments he was cherished in that pond of a midday sun was a blessing in which he remained immersed, as if seized by his inward explorations. So, he lived lost to the sun, gripped in that malaise, where he knew he was in a no-where land, being da...

Il compimento della profezia

  Il capitolo probabilmente finale del mio libro in corso di scrittura "Gli Ultimi Incredibili Anni Prima di Mor ire" Passavano. Si era appoggiato sul parapetto di Žvėryno tiltas, il ponte che mena a Gedimino Prospektas dalla parte dove si trova il Seima, il parlamento, venendo da Žvėrynas, e li guardava passare. Uno ad uno. Ed erano tanti. Alcuni erano gonfi di acqua. Altri avevano facce irriconoscibili. Altri mezzi sommersi. E sfilavano lugubri. In silenzio. La gente stava mesta penzoloni al parapetto guardava e non parlava, come ipnotizzata da quella processione di un corteo silenzioso ma che urlava forte l’orrore della guerra che ancora non era arrivata nella capitale. Si dicevano che venissero dal confine con la Bielorussia, dove gli scontri erano stati violenti e il fronte si era aperto. La città pareva ancora volere ignorare ma ormai era quistione di ore. Fra poco sarebbero arrivati i carrarmati russi e avrebbero sfilato per la città. Non gli apparteneva quella guerra...

Il mondo in cui viviamo anticipa quello in cui andremo

  Dal capitolo XXVII del mio romanzo "Gli ultimi incredibili anni prima di morire", in fase di elaborazione Credo che sia effetto della luna piena. Durante la luna piena si fanno sogni che non hanno significato. Gli disse lei in risposta al suo: Sai da varie notti sogno cose orribili. Cosa? Gli aveva chiesto lei . Spririti orribili, strani esseri, che mi stanno davanti e mi fanno paura. Le aveva risposto lui . Ma non aveva avuto il coraggio di pronunciare la parola, diavolo . Non aveva avuto il coraggio di dirle che lui sapeva chi erano quegli strani esseri che sognava la notte e che gli mettevano terrore e sparivano solo quando pronunciava, Ave Maria gratia plena... Non le aveva detto che la prima volta che le era apparsa una di quelle orribili visioni, lui aveva tentato di urlare e la voce gli era morta in gola e che la solita voce dentro che di tanto in tanto gli parlava, gli aveva ordinato: Abbraccia lei . Ti salverà! Non le aveva detto che lui subito l‘aveva abbraccia...

Actual sentences - Ričardas Gavelis: a fog of obedient, sickening fear

  Today we want to present another very topical phrase. The phrase is by Ričardas Gavelis (1950 - 2002), author of one of the most famous Lithuanian novels,  Vilniaus Pokeris . written in Vilnius between 1979-1987, first published in 1988. There is a good English translation  by Elizabeth Novickas. Turbūt dar visai anksti, bet Vilnius tuščias. Vilnius kasdien vis tuštesnis – juo tuštesnis, juo didesnė gatvėse spūstis. Apmiręs miestas, o viršum jo kybo nuolankios, šleikščios baimės rūkas. Vilnius, kurį myliu, Vilnius, kuris esu aš pats, palaidotas tarsi Pompėja po lava, tarsi Atlantida po vandenimis. O mudu su Lolita esam šešėliai: gyvieji vilniečiai, ta skruzdžių minia, drumzlina upė, neklajoja vakaro gatvėmis, nešneka taip, kaip mes "It's probably still early, but Vilnius is empty. Vilnius is getting emptier day by day - and the emptier it gets, the more congested the streets. The city is dead, and above it hangs a fog of obedient, sickening fear. The Vilnius I love, the...

Silvia si interroga: Il suo piacere di vivere si era da allora spento e come una foglia in balia della corrente del fiume in piena, come un palloncino tra le volute del vento, aveva cominciato a fluttuare verso la propria fine?

  Da "Essere mio padre" Paragrafo XIV romanzo in fase di scrittura. Babbo, non hai mai avuto paura di seguire i tuoi pensieri lungo i loro sentieri tortuosi, e io, io che ora ti sto incarnando su questa terra, ho paura di questa eredità che mi ha generato come tua materia vivente diretta a testimoniarti, al mondo . Sono così spaventata, perché non so su cosa posso contare e cosa no. E sento, in questo regno del tuo lascito, quanto è inquietante che siamo finalmente in grado di parlare ora, ora che sei oltre il regno in cui mi hai lasciata e tuttavia riempi il mio cuore con il tuo spirito perché non vuoi io vi vaghi, da sola, senza di te. Svegliarsi la notte e cominciare a scrivere a suo padre era divenuta un’abitudine che acquisiva il tono dell’impellenza. Non poteva dire che le piacesse o le dispiacesse. Era un imperativo. Una chiamata a cui non poteva disubbidire. Apriva gli occhi nel mezzo della notte. I primi attimi non rifletteva. Poi capiva e ubbidiva. Andava in cucina,...

The Time of the Underground Man is Over - About Alvydas Jokubaitis' Book "Political Idiot"

  These brief notes are sketched after reading Alvydas Jokubaitis book "The Political Idiot". The concept of the Dostoevsky underground man is a very relevant concept because highlights a rebellious man. And today we see how globalist forces have actually tried and are trying to push rebellious humanity into the underground. In fact, the rebellious man had no choice but to retreat to the underground to defend his values ​​in recent years. As Jokubaitys argues: "The term  underground man is a description of a person who has deliberately withdrawn from society and he opposes society. The underground man criticizes the efforts of modern politicians and political theorists to create a science-based society" (A. Jokubaitys Political Idiot. P. 64) ... "because he does not accept that who leads the society make him happy according to their conception of happiness." (Ibid. P. 65). The underground man defends his inalienable right to truth, freedom, and happiness b...

Nessuno ti conosce così bene come me - Parte Ottava

  Una delle prime volte che il messaggio gli era stato portato, era stato un paio di estati prima, quando aveva incontrato un tipo. Un tipo strano. Fingeva di venire dal Regno Unito, era belga diceva, e viveva sotto copertura, diceva. Onestamente, non ricordava come lo aveva incontrato. Come era successo che erano diventati amici, anche se "amici" era una parola grossa. Forse, dovremmo dire, conoscenti. Ma, sai, a Vilnius, come riporta Kristina Sabaliauskaitė, una scrittrice lituana,  Niekas šiame mieste nėra tai , kas gali pasirodyti iš pirmo žvilgsnio , nulla in questa città è come può sembrare una prima vista. Si incontravano di tanto in tanto e parlavano a Vokiečių gatvė, a Sugamour. Un Bar un po' pretenzioso, un po' kitsch, ma ripensando a quei tempi potremmo dire che era il posto perfetto. Era il bar giusto al momento giusto. L'atmosfera giusta per la situazione giusta. Vivevano in una situazione fasulla; un bar fasullo gli si adattava bene. Nulla accade per...

Isole di Felicità (Laimės salos) di Fabrizio Ulivieri - Edizioni La Rondine

Una storia d'amore ambientata in Lituania, a  Vilnius nella capitale in un mondo che sta cercando ancora di venire fuori dal comunismo. La storia di una donna che incontra un uomo e se ne innamora. Lei è piena di sogni ma schiacciata dalle responsabilità. Lui, italiano in esilio dal suo Paese in cerca di un posto in cui ricostruirsi una vita. Sembrano così distanti e invece la passione li travolge. In mezzo una famiglia da costruire, le figlie di lei che stanno crescendo senza di fatto avere un padre, troppo impegnato chissà dove per occuparsi di loro. E la speranza che questo nuovo amore possa in qualche modo rimpiazzarlo. All'indomani del crollo del muro di Berlino l'Europa è ancora culturalmente divisa e nei paesi dell'ex Unione sovietica la vita non è semplice, tra chi cerca di andare avanti e chi invece vorrebbe tornare indietro. In questo clima è davvero difficile, per non dire impossibile trovare delle isole di felicità. Fabrizio Ulivieri, autore toscano resident...

I love you. She said

They are going to shoot him tomorrow. Is it the guy we sheltered some days ago? It is not likely. Thank God.  It will be good to be back home. I sometimes wonder...I cannot die in this place. Of course not. Well, many do. Yes, they do, Yes, I promised them. Yes, it is your promise. Is the beginning of a revolution? Who knows. My head...my poor head. What will you do? I'll take the medicine. It is not good for your stomach. I know but I cannot live like this...Do you think people are not awakening? Not many, Just some. Maybe 3%. Do you think? Yes. But why? People are stupid. The major part of them is born stupid. Look...how many geniuses we have in the world? Few. So... So...it is inherent to the human race to be stupid. Do you mean this?  Yes. I mean that.  We sat in silence for a long while, as the pale morning sun climbed outside and the room got stiflingly cold. Esi susikaupęs? Taip. Kodėl? I was just thinking of that man A queer fellow. I wonder if it's him. But you ...

The Plague We Live(d) In - Incipit

  There is a creative and loving force inside most of us that guides us through life. These people don’t have this. For them it’s the opposite. (Mel Gibson) In those Days   I had to find a religion to measure my evil against. Evil has already gotten a strong tinge of cruelty. God was dead, Church was dead. The major part of us was so frail in front of such a fraud. I used to write science-fiction novels, but I stopped in those days. Reality was more interesting than science-fiction. I couldn’t write a book anymore. I did not know how to plot a story, any longer. I was quiet, too quiet. I was thrilled, too thrilled. I was in a quagmire. I was dying in it. I was pervasive. I was everywhere. Was I alive? I thought so. I was not dead, ergo I was alive. That was the masterpiece of my life... A masterpiece of resonance. I was going around on a new battlefield. A Purgatory which was worse than the Hell. But it was bliss in the end. It was bliss even though I didn't believe i...

The same script was played everywhere

    Do you understand this feeling? This breeze, Which has travelled from regions towards which I am advancing… (Mary Shelley, Frankstein) It was early December. It had snowed between 3:00 and 5:00pm. At 3:30pm it was already dark. I had left the gym, I had taken the bus 41. In front of the gym, there was a stotelė, a bus stop. I got off at Aguonų stotelė and walked along Kauno gatvę until I reached the intersection with Šopeno gatvė. It was snowing so hard that I needed a shelter. I thought of a café not far away from where I was.  I was wrapped in a long coat and scarf because of the temperature and kept alerted my attention on where I had to put the feet along the sidewalk. The ice was insidious. It was easy to slip and end up lying on the ground, with the risk of breaking a leg or an arm. I was so absorbed in this exercise that I didn’t register the sounds of the darkening city around me. The whirring of the electric trolleybus running on th...

Alvaro’s secret life

It was a bright cold day in December, and the snow was swirling around Lukiškių aikštė. Alvaro R., snuggled up into his ample coat in an effort to escape the freezing wind, slipped quickly through the glass doors of Vero Café, though not quickly enough to prevent a swirl of iced snow from entering along with him, and left behind that glass partition the-already -3.30 pm-darkening-city-of-Vilnius. Alvaro had a varicose ulcer above his right ankle, had gone all the way slowly, resting several times on the way. Now he had pain in his whole leg. He was nervous. He looked around. She wasn’t there. He got a date with her but she wasn’t there. He was disappointed. That young girl was going to make him go crazy. He knew it. On each place where he went, he saw her round and hard buttocks. It had become an obsession that made him so furious. His heart was beating fast, he sweated and was short of breath: under that agency, he felt her eyes follow him about wherever he moved He looked back, looke...

Amore in tempo di peste

La SARS è la storia non di un'epidemia ma di due, e la seconda epidemia, quella che è di gran lunga sfuggita ai titoli dei giornali, ha implicazioni che sono molto maggiori della malattia stessa. Questo perché non si tratta di un'epidemia virale, ma piuttosto di una "epidemia di informazioni" che ha trasformato la SARS, una grave sindrome respiratoria acuta, da una confusa crisi di salute regionale cinese in una debacle economica e sociale globale. (David J. Rothkopf)  ... ci sono sempre state superelite con un ruolo speciale da giocare ... (David J. Rothkopf) "Non ci sbagliamo.: Non stanno cercando me. Stanno cercando te; le tue pistole, i tuoi valori cristiani, la tua libertà. Io mi sono solo trovato in mezzo." (Donald Trump) “Siamo l’ultima ancora di salvezza per il popolo cristiano occidentale. Lo scontro oggi è fra libertà e dittatura: siamo un baluardo di libertà e non bisogna avere paura. Noi siamo l’ultima speranza per il cambiamento, l’ultima...