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Viaggio in Toscana, per presentare "Amore, šaltibarščiai e pomodori rossi"

Una nuova vita

— Vado a lavorare per la Camera del Lavoro, alla UIL. Mi ci manda il partito. — Che partito? — Il PSDI, Partito Socialista Democratico Italiano. — Ma che partito è? — Partito Socialista, diverso dai comunisti. Non abbiamo nulla a che fare con loro. — Ma che lavoro è? Lavorare per un partito è un lavoro? — Sí, è un lavoro. — Ti pagano? — Sí, mi pagano. dodicimalire al mese. — Dodicimalire? — Sí. — E come farai con Sabatina? — Ce la faremo. — Ora avete anche un figlio... — Ce la faremo. — Ma qui c’è la terra. Ci siamo trasferiti a Montelupo. Abbiamo tutta questa terra. E tu mi lasci solo, me e Ida a lavorare tutto da soli. Porca M…a! Ma ti ha dato barta il cervello? — Fai come ti pare. Io la terra non la voglio lavorare più. E poi è terra questa? Tutta sassi e mattaione [1] . Ti ricordi l’anno scorso gli olivi? Che annata! Erano pieni. Mai visti olivi cosí pieni. Poi è arrivata la gelata e tutto è andato perso. Ma che senso ha una vita cosi. Porcodd…o! E poi in e...

In viaggio di nozze a Marina di Cecina

La notte prima delle nozze Sabatina era entrata nella casa. Ida non l’aveva accolta bene. Aveva fatto un voltafaccia che Sabatina mai avrebbe immaginato. Quando erano tutti a cena, Ida rivelò il suo vero volto, quello che aveva nascosto per tutto il tempo del fidanzamento, in cui si era manifestata come una donna scherzosa e brillante, in apparenza accomodante. Mentre cavava la roba dal pentolone e gliela metteva nel piatto con nessun garbo gettandogliela come si getta le mele marce al maiale, accompagnò quel gesto con una frase che le sarebbe rimasta ficcata dentro il petto per tutta la vita. - In questa casa, porco Pio Nono comando io! E qui si fa come dico io! Sabatina trasecolò. Divenne tutta rossa. Sentì le gambe tremare e forse si fece anche un po’ di pipì nelle mutande. Guardò Silvano, che però non la difese. Solo quando Ida si fu un po’ allontanata le mormorò: - Lasciala perdere - Ma perché fa così? - E’ per i soldi del matr...

Gli americani liberano Volterra

Quando Silvano apprese la notizia ne fu contento. Fu contento che i partigiani della ventitreesima brigata Garibaldi fossero stati costretti dagli americani a consegnare le armi a Volterra. li erano sempre sembrati arroganti. E in fondo dei civili non era nemmeno convinto se ne curassero più di tanto, quando dovevano attaccare i tedeschi.  - Ora ci sarà pace, finalmente – commentò Silvano a tavola – la guerra ora è davvero finita. Silvano era potuto finalmente rientrare dalla macchia. - Ora ci sarà la pace, ma solo per un po’ – rispose nonno Giovanni. - Perché dici così?  comunisti vorranno andare al potere. E non glielo permetteranno. Non so come andrà a finire. Di sicuro ci sarà un’altra guerra civile. Il nonno si riempì il bicchiere di vino. Lo scolò d’un fiato. Si accese il sigaro. Fece un paio di tirate. Guardò fuori dall’ uscio. Era scoppiata l’estate. Nemmeno un filo di vento entrava dalla porta. Solo vampate di calore e il canto delle ci...

Not among Italians!

Silvano kept a safe distance from the partisans, who wandered between woods and gullies around Montaione, San Gimignano and Volterra. He did not understand their reasons, their way of thinking. He felt instinctively that their smell was not his own smell. Their skin had different reasons than his. And those strange, incongruous noms de guerre, detached from any human logic: Sandokan, Ursus, Falco, Caserta, Camoscino, Intrepido, Lampo, Mitra, Tigre, Leone, Condor, Cobra, Orso, Bufalo, il Vendicatore, Potente, Birba, Bistecca, Chicchirichì, Cognach, Emorroidi, Fastidi, Fifa...maybe they had a logic, it had to be a logic in those names, it was undeniable, but still they formed a language that Silvano had difficulty to learn. He did not completely avoid them. In the woods of Jetta, Casa al Rosso and Cetine, he had often met them, had shared their food, smoked their cigarettes, talked to them but had always felt an unbridgeable distance between his own world and their distant w...

Sei comunista?

Silvano rimase sempre distante dai partigiani, che si aggiravano nei boschi e borri fra Montaione, San Gimignano e Volterra. Non capiva le loro ragioni, il loro modo di pensare. Avvertiva d’istinto che il loro odore non era il proprio odore. La loro pelle aveva ragioni diverse dalla sua. E poi quei nomi di battaglia strani, incongruenti, avulsi da ogni logica umana: Sandokan, Ursus, Falco, Caserta, Camoscino, Intrepido, Lampo, Mitra, Tigre, Leone, Condor, Cobra, Orso, Bufalo, il Vendicatore, Potente, Birba, Bistecca, Chicchirichì, Cognach, Emorroidi, Fastidi, Fifa...o forse non erano invero privi di logica, la logica vi era ed era innegabile, ma comunque facevano parte di una lingua che Silvano aveva difficoltà a imparare. Non li evitava completamente. Nei boschi della Jetta, di Casa al Rosso, delle Cetine, li aveva spesso incontrati, Aveva condiviso con loro il loro cibo, aveva fumato con loro, aveva parlato con loro ma sempre aveva accusato la distanza fra il suo e il mondo ...