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L'uomo impermanente (parte prima)

Foto Živilė Abrutytė Molte le cose inquietanti, nulla di più inquietante dell’uomo  (Sofocle, Antigone) Di solito si dice che non devi mai iniziare un libro in questo modo: una mattina mi sono svegliato, ero stanco, ero scontento della mia vita, ero triste e depresso ... Ma una mattina, in verità, mi sono svegliato, ero stanco, ero scontento della mia vita, ero triste e depresso ... E sapevo il perché. Ero bloccato da qualche parte nel nulla, sepolto dall'impossibilità di trovare la storia giusta da scrivere. Stavo scrivendo due libri a quel tempo. Uno riguardava un giovane idealista che prese parte al Risorgimento italiano. Mi ero ispirato a Ippolito Nievo e al suo ultimo giorno di vita. Volevo che questa storia fosse legata al suo ultimo viaggio da Palermo a Napoli. Tutto doveva succedere a bordo del piroscafo Ercole, prima del naufragio, dove morì. Avevo pensato di usare le tecniche del flashback e foreshadowing per ricordare tutta la storia del Nievo...

Parassiti (settima parte) - Il boato

Da qualche tempo quando rientrava a casa avvertiva un senso di inquietudine. Paura? Non ne era sicuro. Si sentiva inquieto però e per questo aveva preso a cambiare strada ogni volta che rientrava. Evitava di fare sempre lo stesso percorso e soprattutto si controllava le spalle. Avrebbe potuto essere dovunque. Dietro un angolo, mentre camminava, mentre apriva la porta. E’ vero che aveva la pistola sempre con sé…ma prima di usarla avrebbe dovuto essere morto e poi usarla. Troppe restrizioni, troppe limitazioni. Anche un poliziotto, un carabiniere, doveva pensarci su bene prima di usare le armi. Qualche volta si chiedeva che paese fosse divenuto l’Italia. Un paese di sminchiati? Ad ogni modo teneva sempre la mano vicino alla pistola. Forse meglio sotto processo che ammazzato. Perché avesse quel timore non ne aveva idea. Non aveva ricevuto minacce, avvertimenti…nulla. Forse era la solitudine che cominciava a pesare. Troppo tempo che era solo. Di quando in quando qualche pu...

Parassiti (seconda parte) - L'iniziazione

Firenze abitazione privata ore 8 Davanti allo specchio si osserva il volto. Non notava alcunché di scomposto, di alterato o mutato. Non avrebbe dovuto preoccuparsi se non che lui non era lui. Era solo una sensazione. Nulla di più. Una sensazione leggera, impercettibile, eppure presente ma che sicuramente sarebbe presto passata dal momento che non riscontrava nulla che non fosse quello di sempre in sé stesso. Quel se stesso che l’aveva accompagnato fin da piccolo, fino all’entrata nell’arma dei carabinieri spinto da una sete di giustizia che era stata la fede di tutta la vita ma ora, come un prete che vacillasse, cominciava a sentirla venir meno e cominciava ad avere paura di perderla. Per quella fede aveva rinunciato alla famiglia, non si era mai sposato. L’Arma era stata la sua unica famiglia. Un’altra non avrebbe potuto permettersela. Quella fede gli aveva fatto fare tutto in fretta. Aveva odiato essere un bambino per diventare adulto prima del tempo. Era stata la vist...