Jene Ehrfurcht, wie sie der Jugend eignet, jene scheu und Zartheit vor allem Altverehrten und Würdigen, jene Dankbarkeit für den Boden, aus dem sie wuchsen, für die Hand, die sie führte, für das Heiligtum, wo sie anbeten lernten, – ihre höchsten Augenblicke selbst werden sie am festesten binden, am dauerndsten verpflichten. [1]
(Friedrich Nietzsche Menschliches, Allzumenschliches, Ein Buch für freie Geister)
Io più non voglio di qua me andare
Voglio rimanere - è la mia terra
Al mio cielo e sole voglio stare
Nel sangue che vive e mi afferra
E mai mente perché il sangue parla
Detta i pensieri che dentro serra
Io più non voglio di qua me andare
Voglio rimanere - è la mia terra
Al mio cielo e sole voglio stare
Nel sangue che vive e mi afferra
E mai mente perché il sangue parla
Detta i pensieri che dentro serra
Per dolce idioma sua vita intarla
Profonda tace la parola al cuore
Che bambino impara presto a dirla.
[1] Quella venerazione che è propria della giovinezza, quella timida reverenza e delicatezza verso tutto ciò che è antico e degno di onore, quella gratitudine per la terra dalla quale sono sorti, per la mano che li ha guidati, per il santuario dove hanno imparato ad adorare — i loro momenti più sublimi saranno a legarli più saldamente e a vincolarli più durevolmente.

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