Skip to main content

Cesare Sacchetti un ἅπαξ nell'informazione italiana - ma questa volta sbaglia







Da tempo seguo con estremo interesse il canale telegram di Cesare Sacchetti, giornalista e blogger.
Un ἅπαξ, nella informazione italiana, l'unico, a mia conoscenza, che vede da lontano e con cognizione gli avvenimenti in maniera lucida di come si evolvono nel tempo e soprattutto cerca di infondere fiducia nella gente senza terrificare la gente come fa quasi tutta l'informazione ufficiale e quella controinformativa che vive della stessa Chiacchiera, in senso heideggeriano.

Riporto sotto quanto pubblica oggi sul suo canale telegram dove a mio avviso erra, perché probabilmente vivendo dentro lo stagno non ha la stessa visuale di chi invece vede lo stagno da fuori, e soprattutto facendo il giornalista non ha esperienza di lavoro con le aziende italiane che cercano di o vorrebbero esportare all'estero, come il sottoscritto che vivendo sulla sponda dello stagno (all'estero) vede lo stagno da un altro punto di vista, soprattutto perché ha, a questo punto posso dirlo, la sfortuna di lavorare con aziende italiane per portarle sui mercati esteri. E che passa più della metà del suo tempo non tanto a trovare i clienti, che è già una cosa difficile, ma a convincere con le buone o le cattive a vendere. Sembra assurdo che una azienda che vuole esportare e dunque vendere, poi quando il momento arriva faccia tutto il possibile, immaginabile e inimmaginabile, per non vendere.
Ma è così, sic!

"Nel frattempo, il prezzo della benzina è tornato a 2 euro al litro mentre i media continuano a fare finta di nulla. Sulla stampa anglosionista iniziano invece a filtrare degli editoriali che riconoscono che la "strategia" del fallimento delle sanzioni alla Russia sta portando al massacro dello stesso capitalismo finanziario occidentale. In questi ambienti sono quindi giunti alla conclusione che è il momento di cambiare rotta prima che il conto dei danni sia troppo elevato. A questo proposito, vengono in mente le dichiarazioni rilasciate da Giorgetti qualche giorno fa. Uno degli uomini di punta dell'atlantismo non solo non dice una parola a favore della NATO, ma chiede apertamente di ridiscutere gli obbiettivi dei prestiti europei. L'eminenza grigia della Lega è giunto ad una semplice constatazione. L'attuale situazione è del tutto insostenibile. La deflagrazione della bomba sociale avrà un'onda d'urto così forte che non lascerà probabilmente nulla in piedi del sistema politico italiano. Resteranno soltanto macerie."

Ecco la previsione da noi evidenziata in neretto non avverrà mai. E perché? Perché in Italia sussiste un sistema di vita dove la gente riesce a vivere bene anche senza lavorare (reddito di cittadinanza, bonus...)
e soprattutto vi è ancora gente che potrà continuare a vivere per almeno ancora 50 anni senza lavorare più di tanto. 
Qua dove io vivo hanno una espressione cha calza perfettamente "avere il culo pieno". Ecco gli italiani è un popolo con il culo pieno. Pieno di tutto. Soldi, comodità, sole, mare, arte, clima, storia...
E' un popolo pigro e senza tanta voglia  di lavorare e soprattutto di mettersi in gioco (salvo poche e lodevoli eccezioni)
Questa è la unica verità: un popolo ancora molto ricco. Il resto è tutto un corollario.
Credo che all'Italia una grande crisi non farebbe che bene. Forse ricomincerebbero gli italiani a mettersi in gioco e a darsi da fare come fecero i loro nonni e padri.

Comments

Popular posts from this blog

Similarities between Lithuanian, Sanskrit and Ancient Greek: the sigmatic future

by Fabrizio Ulivieri Lithuanian is the most archaic among all the Indo-European languages spoken today, and as a result it is very useful, indeed, indispensable in the study of Indo-European linguistics. The most important fact is that Lithuanian is not only very archaic, but still very much alive, i. e., it is spoken by about three and a half million people. It has a rich tradition in folklore, in literature, and it is used very successfully in all walks of modern life, including the most advanced scientific research. Forced by our interest for this piece of living archaism, we go deeper in our linguistic survey. One of the most noticeable similarities is the future (- sigmatic future -). Lithuanian has preserved a future tense from prehistoric times: it has one single form, e.g. kalbė-siu 'I will speak', etc. kalbė-si kalbė-s kalbė-sime kalbė-site kalbė-s This form kalbėsiu is made from the stem kalbė-(ti) 'to speak', plus the ancient stem-end...

Yellow moons

Yellow moons at nighttime, Beyond the windows loom Stretch along and rise to bloom Flooding streets and singing rhyme. Downtown trains are full tonight. White pale girls try hard  Their world shy discard  Cross pale and dull the light. Like crows wave hands  Uneasy scatter and chat around Watch the light now profound. But proudly keep their stands. Nothing captures their heart. Like thorns they are - without a rose. Oh, if I were the one they choose I would span silent the dark. I know that window, I know it's late I know the stairs and the doorway I stand by the light at the four-way I walk down past the gate and wait. Will I see her eyes tonight? From a downtown train A girl among many faces, insane Will I catch her slight dim sight? Oh my dreams, if she falls away, Am I going alone nowhere? Following the moon's glare I lonely wait - watch the train stay. -------------- PS. " Downtown Train" is one of my favourite songs. Tom Waits’ voice, or Rod Stewart’s voice sing...

Lietuviško skausmo kultūra

  Gyvenu Lietuvoje jau keletą metų. Vertinu daug dalykų Lietuvoje. Ypač įdomūs man pasirodė žmonės. Mano nuomone, tai žmonės - ypač kilę iš kaimo vietovių, kurie sudaro daugumą - giliai įsišakniję skausmo kultūroje. Čia dalinuosi savo pastebėjimais, kurie gali būti neteisingi. Jei mano pastebėjimai neteisingi, prašau juos laikyti išoriniais — užsieniečio iš kitos kultūros žvilgsnio pastebėjimais Pagarba kitam paprastai matuojama laisve : „Kiek toli galiu peržengti savo laisvę, netapdamas problema kitam?“  Lietuvoje šis matas tampa kitu klausimu: „Kiek toli galiu peržengti savo skausmo slenkstį, kad mano skausmas netaptų problema kitam?“ Lietuviška kultūra yra giliai panirusi į skausmo viziją. Taip nutiko dėl daugelio priežasčių, tačiau svarbiausia, mano akimis, yra viena: lietuvis žmogus yra užsidaręs savyje - izoliuota, uždara ir beveik neįveikiama monada. Lietuvis žmogus turi savo tapatybę, bet ją visada sieja su dominuojančia viešąja mintimi. Jis eina savo keliu, bet visada...