Ho fatto l'impossibile per l'immortalità.
Per l'eterna giovinezza a cui ho creduto
Di morire un giorno ho sempre negato.
E ho pensato che il tempo fosse fermo
Che quello stato non avrei cambiato.
Per tanti anni ho proceduto da infermo
Un male incurabile di nome arroganza.
L'arroganza di vivere solo d'ormoni
È un male vero e sincero, mi chiedo?
La natura d'esser giovani ha ragioni
Che crescono e vanno per volizioni.
Nell'arroganza vive il suo discrimine
vecchio e nuovo, mortale e immortale.
Ma all'eterno essere umile, che vale?
Senza l'insolenza avrebbe lui limine?

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