Skip to main content

Il titubantismo della controinformazione





Devo coniare, forse delle nuove parole: quietismo, accettismo, imbellismo, ineroismio, lamentismo, pietismo, ecc,,,

In chi fa(rebbe) controinformazione tutti questi -ismi sono largamente rintracciabili.

Mai una parola che non sia un -ismo.
Ma soprattutto è un continuo cercare fra le piaghe della paura, dell'incertezza, del dubbio, del ponderare infinito di tutti i mali possibili a venire. Vi è indubbiamente un amore esagerato, in Italia soprattutto, per la catastrofismo, il cassandrismo, il negativismo.

Bene ci stanno schiacciando, stanno cercando di portarci dove vorrebbero ma...non è detto che sarà così.

Non è detto che quello che sta accadendo sia negativo. E' in corso una catarsi. Totale. Vi è un cambio che implica catarsi, purificazione, ristrutturazione.

I recenti fatti che accadono nel mondo stanno dando indicazioni nette e precise che sta nascendo un nuovo ordine e probabilmente migliore, rispetto al passato, ma si continua cocciutamente, come un toro a testa bassa, a voler rimanere aggrappati a un'idea di democratismo che non è più applicabile. Che fa parte di una visione che non c'è più.

Ormai vi è uno schieramento fra eretici, la maggioranza, ed ortodossi, la minoranza. E mai gli ortodossi sono venuti a patti con gli eretici, nella storia.

Ricordo che al Concilio di Nicea, convocato nel 325, San Nicola diede un sonoro schiaffo all'eretico Ario. E il Concilio terminò dando ragione a Nicola e mettendo fine alla questione sollevata da Ario. Non fu un atto di dialogo quello di San Nicola, fu un atto di guerra, all'eresia, ma fu anche la vittoria dell'ortodossia. Non è forse scritto nei Vangeli che il regno die cieli appartiene ai violenti? San Nicola, di certo onorò le frasi del vangelo.

Non è detto che la mancanza di dialogo e lo schieramento netto delle parti sia negativo, fa parte della catarsi spirituale e sociale in corso.
Vi è in atto una guerra simmetrica a livello mondiale fra le elite e larghe parti delle popolazioni mondiale. E' in atto una guerra vera, anche.
E' in atto un cambiamento economico a livello mondiale, Si creano nuove linee geopolitche ed economiche.
Certo tutto questo comporterà sofferenza e dolore, e morte probabilmente (ma vi è un modo per sfuggire alla morte?). Ma non sarà la fine, anzi sarà il nuovo inizio di una fine che avviene sempre quando crollano i mondi e gli imperi. Come lo è stato nel 410 D.C.
Per gli stati, per gli imperi alla fine si può dire quello che Cristo disse per l'uomo
Nisi granum frumenti cadens in terram mortuum fuerit, ipsum solum manet; si autem mortuum fuerit, multum fructum affert.
Finì l'impero romano, ormai corrotto, marcio, dilaniato dalle lotte intestine, frazionato dalle faide politiche e personali e nacque il mondo meraviglioso del cosiddetto Medioevo e poi fu lUmanesimo e il Rinascimento...

Comments

Popular posts from this blog

Similarities between Lithuanian, Sanskrit and Ancient Greek: the sigmatic future

by Fabrizio Ulivieri Lithuanian is the most archaic among all the Indo-European languages spoken today, and as a result it is very useful, indeed, indispensable in the study of Indo-European linguistics. The most important fact is that Lithuanian is not only very archaic, but still very much alive, i. e., it is spoken by about three and a half million people. It has a rich tradition in folklore, in literature, and it is used very successfully in all walks of modern life, including the most advanced scientific research. Forced by our interest for this piece of living archaism, we go deeper in our linguistic survey. One of the most noticeable similarities is the future (- sigmatic future -). Lithuanian has preserved a future tense from prehistoric times: it has one single form, e.g. kalbė-siu 'I will speak', etc. kalbė-si kalbė-s kalbė-sime kalbė-site kalbė-s This form kalbėsiu is made from the stem kalbė-(ti) 'to speak', plus the ancient stem-end...

Poetry dwells near the divine light's breath

  The comparison between poetry and divine light that we have proposed HERE finds its perfect explanation in Saint Paul, Epistle to the Romans 1:19: τ ὸ γνωστὸν τοῦ θεοῦ φανερόν ἐστιν ἐν αὐτοῖς, ὁ θεὸς γὰρ αὐτοῖς ἐφανέρωσεν — “that which may be known of God has been made manifest in them (in men), for God has manifested it unto them”. Poetry unveils within the human being the need to be human, that is, the need for Beauty, the need to feel Beauty within oneself and alongside oneself; and this feeling is sustained by divine light. Since we are influenced by the Augustinian idea of saeculum , we hold that poetry belongs to the saeculum and therefore comes to a halt upon the threshold of divine light [I] without crossing it, though perceiving the light that lies beyond that threshold. We are led to that threshold by the human feeling of Beauty that dwells within us and guides us to that point: to that door which cannot be crossed in our human condition. And yet, the mere act of stan...

Lietuviško skausmo kultūra

  Gyvenu Lietuvoje jau keletą metų. Vertinu daug dalykų Lietuvoje. Ypač įdomūs man pasirodė žmonės. Mano nuomone, tai žmonės - ypač kilę iš kaimo vietovių, kurie sudaro daugumą - giliai įsišakniję skausmo kultūroje. Čia dalinuosi savo pastebėjimais, kurie gali būti neteisingi. Jei mano pastebėjimai neteisingi, prašau juos laikyti išoriniais — užsieniečio iš kitos kultūros žvilgsnio pastebėjimais Pagarba kitam paprastai matuojama laisve : „Kiek toli galiu peržengti savo laisvę, netapdamas problema kitam?“  Lietuvoje šis matas tampa kitu klausimu: „Kiek toli galiu peržengti savo skausmo slenkstį, kad mano skausmas netaptų problema kitam?“ Lietuviška kultūra yra giliai panirusi į skausmo viziją. Taip nutiko dėl daugelio priežasčių, tačiau svarbiausia, mano akimis, yra viena: lietuvis žmogus yra užsidaręs savyje - izoliuota, uždara ir beveik neįveikiama monada. Lietuvis žmogus turi savo tapatybę, bet ją visada sieja su dominuojančia viešąja mintimi. Jis eina savo keliu, bet visada...