Skip to main content

I demoni esistono!



Questo è un capitoletto del mio nuovo libro in fase di scrittura "A New Normal". Che si svolge a Vilnius, in Lituania. E' LEGGIBILE LA PRIMA PARTE IN ACADEMIA


Perché non mangi? Chiese lei.
Non voglio. Rispose lui.
Ma non mangi quasi mai. Come farai?
Non di solo pane vive l’uomo.
E di che vivrai se non mangi?
Non so, ma quando riesco a stare più di ventiquattro ore senza mangiare il mio corpo è più leggero, la mia mente più pulita. E un senso di pace mi invade. Forse se tutti mangiassero meno, anche il mondo sarebbe migliore. Meno egoisti. Meno psicopatici e disturbati mentali. Il cibo genera solo attaccamento. Dipendenza. Ti annulla. Come la TV.
Vuoi spengere la pancia come hai spento la TV?
Vorrei tanto. Mi dà solo sofferenza. Gonfiore. Mi gonfiano le budella. Mi prende il cuore. Per questo penso mi sono venute le ernie inguinali. E’ la sofferenza del ventre che cerca spazio, è l’urlo del ventre che chiede ascolto all’esterno. Vorrei non mangiare più, vivere senza mangiare se potessi. I mali del mondo cominciano da un eccessivo piacere per il cibo. Chi si attacca al cibo impara ad essere vorace, a voler sempre di più, a cercare oltre il necessario. A non rispettare più l’altro…sbadigli?
Oh, scusami. Rispose portando una mano alla bocca.
Appena alzo il tono delle mie riflessioni subito sbadigli. E’ deprimente. Non ti parlerò più di queste cose.
Scusami…lo sai io sono una persona pratica, poco filosofica. Rise. E anche gli occhi le risero. E lui davanti a quei suoi occhi, quando ridevano così, si calmava e in quella calma capiva meglio quella luce che dagli occhi di lei emanava. Era una luce quasi divina. La luce dell’umiltà. Per questo si calmava. Nelle sue riflessioni talora si lasciava vincere dalla superbia.
Io credo (disse), sbadiglia pure se vuoi, ma voglio che tu capisca, che i demoni esistono, e al contrario di quello che si crede più facilmente acquistano forza davanti a quelli che si nutrono oltre il necessario. Il cibo li indebolisce, ne fa caricature davanti al demone, e lui li schernisce e fa di loro quello che vuole.
Oggi proprio mi sembri un prete. Rispose lei che divenne seria.
Non sono un prete. Ribatté lui seccato.
Ma parli come un prete.
E allora che posso dirti? Non ascoltarmi. Ma io non mangio. Ho sofferto troppo per il cibo. Sto meglio se non mangio. Mi sento più leggero…e più forte.
Va bene. Tu sentiti forte. Aggiunse lei. Io sono debole, come tu dici. Mangerò sola. Ho bisogno di carne. Mi farò kotletų.

Mentre lei armeggiava con il faršas, che impastava con le uova e maionese per preparare le kotletai, lui si avvicinò.
Ti voglio raccontare una storia. Hai sentito parlare di padre Pio?
Sì. Rispose lei susikaupusi.
A San Giovanni Rotondo, il monastero di padre Pio , si teneva da tempo un esorcismo e siccome i frati di San Giovanni Rotondo non riuscivano a cacciare il demonio dal corpo di un indemoniato chiesero aiuto ai frati del convento di San Matteo. L‘ora dell‘esorcismo era alle due del pomeriggio. I frati di San Matteo, giunti, si fermarono a pranzo dai frati di San Giovanni Rotondo. E naturalmente l‘aspetto conviviale prevalse. Si mangiò un po‘ di più, si bevve qualche bicchiere di vino. Si pensava che bisognava mettersi in forze per l‘esorcismo che avrebbe potuto anche durare a lungo. Non sbadigliare...
Non sbadiglio. Vai avanti. Sono solo susikaupusi. Ti ascolto mentre preparo le kotletai.
Finito di mangiare, sazi e satolli...
Sazi e satolli?
Sì, vuol dire con la pancia piena e felici di aver mangiato bene...sazi e satolli, dicevo vanno in chiesa per cominciare l‘esorcismo, tutta la squadra di frati. L‘indemoniato quando li vede arrivare, li guarda e dice loro: ma voi qui che siete venuti a fare? Padre Tarcisio il capo drappello...
Drappello?
Vuol dire il capo del gruppo...mi interrompi sempre....
Ma non capisco certe parole, che posso fare?
Va bene. Padre Tarcisio rispose: siamo qui per cacciarti. L‘indemoniato li squadra con arroganza e dice: Poveri fratuncoli, non ricordate che dice il vostro Maestro (padre Pio)? Che il demonio si caccia con il digiuno e la preghiera? Lo avete dimenticato? Cedette forse Gesù alle lusinghe del diavolo quando aveva fame nel deserto? Siete stati fino ad adesso a mangiare e bere e ora mi volete cacciare? Andate via! I frati ammutolirono, abbassarono il capo e zitti zitti se ne andarono. Si ritirarono sconfitti dal demonio. Padre Tarcisio andò poi da padre Pio e gli raccontò quello che era successo. Che il diavolo li aveva respinti perché avevano mangiato e bevuto contro l‘esempio del Cristo e quello suo. La risposta di padre Pio fu: il diavolo tiene ragione, guagliò!
Con le mani impastate di faršas lei lo guardava. Che vuoi dire? Non ho capito tutto. Che sei indemoniato?
Non so, non credo, ma voglio dire che il mio popolo, gli italiani, hanno la pancia troppo piena, sono troppo satolli di ogni bene, di ogni bellezza, di ogni agio, come dice don Torella, l‘Italia è in mano a Satana. E li ha sedotti con il piacere della tavola, di una bellezza artistica esagerata, di un clima meraviglioso, di una cultura modernista, edonista, imbelle...come tu dici hanno il culo troppo pieno. Accettano tutto. Non si ribellano. Davvero sono con il culo troppo pieno. Non possono ribellarsi. Ti prende fin da piccolo il diavolo in quel paese. Ti irretisce con le cure e le attenzioni eccessive della mamma, ti instilla il piacere del seno materno, del cibo, ti rende un debole, senza la forza di soffrire...hai tutto a portata di mano, ti affoghi nel cibo e nelle comodità come nel latte materno…che uomo può venire su in una cultura simile? Un accidioso, un infingardo, un indolente ignavo. E, perché, mi chiedo, quelle stesse mamme che hanno viziato i loro stessi figli per le troppe attenzioni, perché non reagiscono davanti ai demoni che attraverso le inoculazioni vogliono togliere la vita ai loro stessi figli? Perché accettano tutto? Perché accompagnano il sangue del loro sangue, e li forzano anche, al suicidio assistito di uno stato ormai in mano a una banda di criminali satanici? Perché non scendono in strada e urlano la loro rabbia, il loro dolore, in prima fila come le donne nella rivolta di Reggio Calabria? Perché? Dove sono le donne, le mamme di una volta? Dove sono gli uomini di una volta???

Calmati! Disse lei, che non capiva più una parola di quello che diceva. Calmati. Vieni qua…abbracciami!

Comments

Popular posts from this blog

Poetry dwells near the divine light's breath

  The comparison between poetry and divine light that we have proposed HERE finds its perfect explanation in Saint Paul, Epistle to the Romans 1:19: τ ὸ γνωστὸν τοῦ θεοῦ φανερόν ἐστιν ἐν αὐτοῖς, ὁ θεὸς γὰρ αὐτοῖς ἐφανέρωσεν — “that which may be known of God has been made manifest in them (in men), for God has manifested it unto them”. Poetry unveils within the human being the need to be human, that is, the need for Beauty, the need to feel Beauty within oneself and alongside oneself; and this feeling is sustained by divine light. Since we are influenced by the Augustinian idea of saeculum , we hold that poetry belongs to the saeculum and therefore comes to a halt upon the threshold of divine light [I] without crossing it, though perceiving the light that lies beyond that threshold. We are led to that threshold by the human feeling of Beauty that dwells within us and guides us to that point: to that door which cannot be crossed in our human condition. And yet, the mere act of stan...

Similarities between Lithuanian, Sanskrit and Ancient Greek: the sigmatic future

by Fabrizio Ulivieri Lithuanian is the most archaic among all the Indo-European languages spoken today, and as a result it is very useful, indeed, indispensable in the study of Indo-European linguistics. The most important fact is that Lithuanian is not only very archaic, but still very much alive, i. e., it is spoken by about three and a half million people. It has a rich tradition in folklore, in literature, and it is used very successfully in all walks of modern life, including the most advanced scientific research. Forced by our interest for this piece of living archaism, we go deeper in our linguistic survey. One of the most noticeable similarities is the future (- sigmatic future -). Lithuanian has preserved a future tense from prehistoric times: it has one single form, e.g. kalbė-siu 'I will speak', etc. kalbė-si kalbė-s kalbė-sime kalbė-site kalbė-s This form kalbėsiu is made from the stem kalbė-(ti) 'to speak', plus the ancient stem-end...

L'ombra del dharma

  Può qualcuno nascondere la verità per tutta la sua vita  e ingannare sé e tutti gli altri?  Vi sono demoni nell'uomo, che vengono di lontano  - per linee di sangue e generazioni che,  se li ascolti, si fanno tuo dharma Se cerco di spiegare quello che eri Devo l' oltre e il prima guardare Dove cause ignote e foschi criteri Erano il karma del tuo andare. Di lí andavi larvato di nulla E mai il volto sincero mostravi. Di silenzio vivevi in una bolla Eppure libero a me sembravi. In pubblico e privato ti scindevi E disprezzavi me a te non pari Ma santo mi apparivi e tu sapevi. Del tuo dharma che adesso appari Eri schiavo - di quel lontano demone Tara remota e senza memoria Che nel sangue ti seguiva epigone E segnava immemore tua la storia.