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Perché non mi interessa più niente dell'editoria e degli editori





Dopo molti anni di pubblicazioni cartacee con editori di medio livello, ho deciso di fregarmene dell'editoria.
E questo per vari motivi. Cerco di riassumerli.
Gli editori sono spesso arroganti e inconcludenti.
Qualcuno anche inaffidabile. 
In generale del tuo libro non gliene importa niente e te lo devi promuovere in toto.
Ma io sono per la visione che ognuno deve fare il suo lavoro: lo scrittore deve fare lo scrittore e l'editore deve fare l'editore. E questa visione non esiste.
Tutte le volte che pubblichi un testo con un editore hai a che fare con un editor che spesso non ha mai scritto un libro ma comunque vuole cambiare il tuo testo, le parole, gli accenti e spesso senza un vero fondamento.
Finalmente ora il testo è quello che io decido e non devo lottare con nessuno per difenderlo.

Un piccolo e medio editore non ti porta da nessuna parte, perché non ne ha le potenzialità, gli servi solo per tenere in vita la sua casa editrice seguendo uno schema complesso che una volta ho cercato di capire ma è così astruso che ci ho rinunciato.
Per cambiare la tua vita, da un punto di vista del guadagno, devi pubblicare con grossi editori, che devono farti vincere qualche premio importante e fare una grande pubblicità.
Ma ovviamente queste posizioni spettano solo a coloro che hanno situazioni precostituite in cui il valore del testo non c'entra nulla.
A questo proposito, porto l'esempio di uno dei testi più assurdi e noiosi che siano mai stati pubblicati ma che è diventato best seller mostruoso: Jonathan Littel, Les Bienveillantes, pubblicato da Gallimard, vincitore dei premi Grand Prix du roman de l'Académie française e il Prix Goncourt nel 2006. Mi ricordo intere paginate di recensioni per questo libro che pareva il nuovo capolavoro della letteratura mondiale, su tutti i più grandi quotidiani mainstream del mondo. Una cosa mai vista.
Uno dei libri più illeggibili che mi sia mai capitato di provare a leggere. La mia copia finì, data la sua voluminosa mole, come fermaporte quando in estate aprivo tutte le finestre, per non farle sbattere. Da un'indagine fatta fra molti conoscenti nessuno l'aveva in verità letto. era finito, spesso, sul tavolo del salotto in mostra, perché faceva figo averlo.

Per come scrivo io e per quello che scrivo io nessun grande editore mai mi pubblicherà. Ciò che pubblicano i grandi editori al 99% è merda. Se non è merda è qualcosa di anodino, di mèmico, di vuoto, privo di contenuti, e soprattutto obbedisce alla narrativa ufficiale che è quella di produrre una letteratura stupida, che non fa pensare, che mantiene l'individuo a livello di imbecillità, di cui adesso vediamo i risultati. Totale ablazione del pensiero.
Ecco, quello che io scrivo è tutto all'opposto, e per questo non pubblicherò mai con un grande editore.

Ho anche deciso di tralasciare il self publishing, una delle più grandi cavolate dell'editoria, che probabilmente ha fatto guadagnare solo Amazon. Soprattutto pubblicare ebook in self publishing. L'italiano non legge niente, figuriamoci un ebook.
Adesso pubblico solo su Academia https://independent.academia.edu/fulivieri.
Carico lì i miei testi e chi li vuole se li legge. Non vi è censura (al momento). Posso caricare liberamente i miei testi, e ho il mondo intero potenzialmente raggiungibile.
Diciamo che i testi li regalo a chi è interessato a leggerli, con la speranza che chi li leggerà ne trarrà giovamento e interesse.
Qualche anno fa un veggente di una cittadina ex-sovietica in Lituania, Visagina, mi disse che la missione della mia vita era di aiutare la gente, con i miei libri. E quando avessi avuto solo questo obiettivo in mente forse allora avrei avuto anche successo. Non so se avrò successo, e onestamente non me ne importa più niente, ma l'idea di aiutare altri a capire, questo sì mi interessa.

Gli editori nemmeno li calcolo più, se càpita qualcuno interessante va bene, ma non li cerco più in modo compulsivo come prima. Ne sono quasi sorpreso anche io, che per molti anni ho quasi ossessivamente cercato di pubblicare con i migliori editori anche pagando promoter, agenti e agenzie pubblicitarie che mi aiutassero. Risultato: pressoché zero.
Non incolpo nessuno, perché ho capito che quello che io scrivo non è per la maggioranza ma per una minoranza, molto minoranza. E di questo ringrazio gli anni che stiamo vivendo che mi hanno fatto intendere la vera struttura di questo mondo che fino al 2020 era una matrix, e che ora invece, con sconcerto di chi l'aveva creata, sta scomparendo e mostrando la verità che aveva saputo bene occultare. Adesso è divenuta inoccultabile.

Spero che anche io abbia contribuito e contribuisca a questo risultato.

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