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Nessuno ti conosce così bene come me - Parte Sesta

 


Velnio dovana[1]


Non sono tempi per i santi, adesso. Non ci sono terre per i santi, oggi.
Ma una volta era il tempo dei santi e c'erano terre per i santi. E molti miracoli potevano accadere.
Poteva anche accadere che tu, sospettato di aver commesso un omicidio, fossi affrontato da un monaco che poteva cadere in ginocchio toccando terra con la fronte davanti a te e chiederti scusa.
Una scena sconveniente. Irritante? Una messinscena?
E se quell'omicidio non fosse stato commesso in realtà ma avrebbe potuto essere commesso da parte tua?
Avresti potuto commetterlo tu stesso senza saperlo, e non potevi nemmeno immaginarlo, ma quel monaco lo sapeva perché poteva prevederlo. Poteva vedere ciò che tu non potevi ancora vedere.
Non c'è spiegazione, tranne che quel monaco era un santo. Viveva sotto la mano di Dio. Viveva in una situazione di preghiera continua che sola può svelare una dimensione per molti inafferrabile.
E quel monaco poteva allora umiliarsi al punto da dirti "Perdonami!"
È perché non sarebbe riuscito a salvarti dallo spirito maligno che ti avrebbe autorizzato quando sarebbe venuto il momento e avresti avuto bisogno di cancellare la tua coscienza per uccidere?
Era un santo e non poteva salvarti? Sembra quasi una contraddizione.
Non lo è. Perché il male esiste perché Dio lo lascia esistere. E quel monaco era perciò aggirato dalla volontà di Dio.
Per quello ha detto "Perdonami!"
Ma perché l’ha detto? Alla fin fine è un servitore di Dio. Deve obbedire a Dio.
Perché è umano. Questo è il motivo. Ha la stessa radice dell'altro ... Appartengono alla stessa carne e sangue. Ha provato compassione per te perché entrambi appartenete alla stessa razza, anche se la sua vita è dedicata a un altro mondo, che non è il tuo
Sa che Dio non salverà l'intero genere umano.
Ecco perché si è inchinato e ti ha detto "Perdonami!"

Ora però non sono più i tempi dei Santi. Ora non ci sono più terre per i Santi.
Il tempo e lo spazio li ha tutti occupati Satana. E solo pochi cuori resistono alla invasione globale. È non sono quelli dei Santi ma quelli degli Ultimi, che cercano nel cuore la forza per resistere. Ma Satana non dà loro requie. Perché in quei cuori ancora è Dio, è vivo e vi opera e dà la certezza della speranza.

Fu per il compleanno di lei, che si mostrò l’opera instancabile e quotidiana di quello spirito maligno.
Il loro legame era ormai divenuto non solo sentimentale e fisico, ma anche spirituale, soprattutto dopo le visite al brolis[2] della chiesa francescana dove lui aveva avuto la visione.
Insieme dormivano, mangiavano, pregavano. Il mondo fuori li minacciava e loro si univano sempre più profondamente.

Lui si arrabbiò.
Non capisco che regalo di m…a è questo? Le disse.
Avevo paura a dirtelo. Rispose lei.
Non capisco…è gelosa di noi due? O è ispirata a dividerci?
Non posso dirle di no. E’ mia cugina. Mi ha regalato questo viaggio al mare, a Palanga, ma a condizione che siamo solo noi due. Io e lei.
Lui tacque, Era ferito. Era solo in quel paese senza di lei. Con chi avrebbe parlato tutto il giorno? Forse solo al bar casotto per dire Sveiki. Vieną espresso. Viengubą. Ačiū…Viso gero. Quelle probabilmente sarebbero state le uniche parole di tutto il giorno.
Avrebbe lavorato tutto il giorno solo in quell’ufficio freddo, perché era freddo e umido, anche se era maggio e sembrava novembre e il riscaldamento era spento perché è normale che a maggio il riscaldamento sia spento ma non è normale che maggio sia simile a novembre.
E poi dovevano lasciare quell’ufficio, non avevano più i soldi per pagarlo. Non gli apparteneva più. Era come lavorare sotto la spada di Damocle. Eppure aveva amato quel luogo. Ogni volta che chiudeva la porta gli diceva “Grazie”.
Lì c’erano due anni della loro vita. Due anni di gioie, amori, sofferenze, di piacere e dolore, di speranze e delusioni. Due anni delle loro vite erano lì. Bastava aprire la porta o chiuderla. Erano lì racchiusi. E lì sarebbero rimasti in eterno, finché l’energia del mondo fosse esistita.

La sera prima di andare a letto, lui vide da una parte in camera una piccola valigia.
Quella? Chiese.
E’ per domani. Rispose lei.
Per domani?
Sì, dormiamo a Palanga.
Non tornerai a dormire?
No, Non l’avevi capito?
No, non l’avevo capito. Tu mi dici le cose sempre a piccoli pezzi. Un po’per volta. Mai tutte insieme.
Più che arrabbiato era deluso. Aveva un baratro sotto i piedi che si apriva.
Mi dispiace, pensavo che l’avessi capito.
No. E lei, tua cugina, non la voglio più incontrare né ci voglio mai più parlare. Veramente non capisco il senso di questo regalo, se non quello di volerci separare e mettere zizzania fra noi. Farci litigare. Se voleva farti un vero regalo perché non ti ha dato dei soldi? Lo sa in che condizione sei. No? Un viaggio a Palanga per voi due, come due innamorati…ma che senso ha questo regalo?
Comunque accettò anche quello perché la amava.

Lei la mattina varcò presto la soglia, il taxi l’aspettava giù e gli profferì il suo amore con un bacio.
Anche lui l’amava, al di sopra di tutto, era sempre nei suoi pensieri e nelle sue preghiere.
Uscì e a lui non rimase che la solitudine delle ore.
Il giorno non fu facile. Il dubbio, la rabbia, il freddo, la solitudine pesavano e il tarlo dentro rodeva.
Superò tuttavia il giorno, anche con l’aiuto di lei, che via Viber cercava di trasmettere la sua lealtà verso di lui.
La mattina seguente lei gli inviò una foto della spiaggia con il mare mosso.
Rimarrai ancora là? Le chiese via Viber.
Abbiamo il treno alle 18. Rispose lei.
Lui non ci vide più dalla rabbia. Sperava di vederla nel primo pomeriggio e invece non l’avrebbe vista certamente prima di mezzanotte.
Prima gli aveva fatto capire che era solo un giorno. Poi scopre che è un giorno e una notte. Ora praticamente quasi due giorni.
Capì che era stato un dilazionare la verità, con l’inganno di una comunicazione falsata ed usata ad arte.
Capì che quella cugina era gelosa della loro relazione.
Se lei era infelice con il marito, voleva anche loro due infelici? Che altra spiegazione poteva esserci?
Tua cugina con me ha chiuso. Le scrisse. La odio. Lei può permettersi anche di non lavorare due giorni. Tanto lei la pagano ugualmente. E quando andrò in vacanza io da solo e tu a casa, sola, vedrai com’ è bello! In una cosa è riuscita tua cugina: a farci litigare. Complimenti.
Il suo, è sì un regalo, ma il regalo del diavolo.


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[1] Il regalo del diavolo

[2] Frate


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