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Nessuno ti conosce così bene come me - Parte Quinta







Ad te clamamus exsules filii Evæ
Ad te suspiramus
gementes et flentes in hac lacrimarum valle


Se rimani in lutto e pianto in questa valle di lacrime non puoi vedere chiaramente, non riesci a distinguere l'altra realtà attraverso le tenebre di questa realtà.
Ma se ho fede nella luce - si chiese - da dove viene? Nasce dalla sofferenza, dall'impossibilità di distinguere attraverso questa cortina di inganni?
Così quando seppe che il Cancelliere si era scusato davanti alla sua gente e aveva dichiarato che aveva cambiato idea, il suo cuore sussultò. Non era mai accaduta una situazione del genere.
Ma sapeva perché.
Era apparsa stregata durante la conferenza stampa. Tesa.
La tensione, il conflitto, sono il segno della mano di Dio. Ce lo insegna Dostoevskij, lo ha mostrato così chiaramente nelle sue opere, inconfondibilmente il segno di Dio è l'eterno conflitto nell'uomo. È un eterno mendicare con se stesso, il sentiero che conduce a Dio.
E il volto del cancelliere aveva indubbiamente l'aria di chi per tanto tempo aveva mendicato con se stessa.
Lo pensava mentre beveva un caffè in piedi sotto il tendalino metallico di un bar casotto, posto in fondo alla piazza vicino al semaforo, per ripararsi dalla pioggia che improvvisamente era iniziata.
E poteva solo peggiorare

Guardava le persone che passavano e si ricordava che quello era il suo modo preferito, e d’antan, di rimanere in questo mondo. Si sentì di nuovo libero e tornò per un attimo alla realtà precedente, che ora si era dissolta.
Le persone possono pensare quello che vogliono. Le persone possono anche pensare che quello che faccio non sia vero, e che sia vero solo quello che loro fanno e vedono. Ma loro con il loro modo di vivere accettano e adorano Satana, si consacrano a Satana giorno dopo giorno, accettando i suoi inganni per pigrizia, nequizia, ignavia, e praticano la dottrina di Satana e con il loro comportamento e le loro azioni, portano e fortificano il regno di Satana in questo mondo.
Si sentiva come in un parossismo di auto-castigazione mentre guardava con risolutezza di sfida quella pioggia feroce che non era più la pioggia che conosceva.
Quel crocifisso, quel Cristo inchiodato in esso, era stata una rivelazione.
L’uomo è un grande pericolo per se stesso. Pensò.
Può seguire la luce o le tenebre e tutto cambia. Molti infatti seguono le tenebre, e quei molti cercano di coprire il mondo di luce dei pochi che vivono nella verità di quella luce.
E i pochi dovranno combattere le tenebre perché la luce si affermi.
La visione di lei, che cercava sollievo in un prete e di quella croce gli era entrata dentro.
Da allora aveva cominciato a pensare alla migliore arma che potesse usare per combattere le tenebre. E si era ricordato della visione del vescovo nigeriano Oliver Dashe Doeme, a cui era apparso il Cristo quello stesso che lui aveva visto inchiodato a quella croce, mentre pregava. Quello stesso Cristo gli aveva porto una spada nelle sue mani che si subito si era mutata in un rosario. E gli aveva ripetuto Boko Haram is gone! Boko Haram is gone! Boko Haram is gone!

Poi, il 3 luglio 2017, 700 membri di Boko Haram deposero le loro armi e si consegnarono alle autorità nigeriane.

A giugno, il tempo pareva quello di novembre. Pioveva a dirotto ed era freddo. Sarebbe stato così tutta l’estate già si diceva.
E sembrava che fosse così in tutta Europa.
Ora, pensò, non vi è che un'unica strada. Quella dove ognuno non può che resistere in prima persona. Agire in prima persona e trasmettere a chi gli è vicino l’esempio della sua resistenza, come chi da lontano veda uno scoglio resistere alla forza del mare e ne impari la fermezza, l’ardire e l’eroicità.

Cominciò a camminare verso l’ufficio che non era molto distante. Ora spioveva.
Mentre camminava si trovò in un punto della strada dove vi era un lituano con un microfono attaccato ad una cassa che urlava. Ve ne sono spesso di personaggi simili così per la città. Di solito sono predicatori religiosi.
Sì fermò ad ascoltare, aguzzò le orecchie per capire bene le parole lituane.
Riportiamo qui sotto la traduzione di quello che udì e lo incuriosì molto, perché lui conosceva quelle parole anche se al momento non ricordava dove le aveva lette, forse perché erano in quella lingua e non avevano la forma della lingua in cui le aveva lette.

Amici, cittadini, cristiani, credenti e non credenti, sta per arrivare l‘ora del giudizio. L‘apocalisse incombe. La notte sarà molto fredda. Soffieranno venti forti…Ci sarà angoscia e presto inizierà un terremoto che farà tremare fortemente la terra.
A casa chiudete porte e finestre e non parlate con nessuno che non sia dentro di essa.
Non guardate fuori, non siate curiosi, perché questa sarà l’ira del Signore. Accendete candele benedette, perché per tre giorni nessun’altra luce potrà illuminare il mondo.
Il movimento sarà così violento che sposterà la terra di 23 gradi e poi ritornerà alla sua posizione normale.
Poi arriverà una totale oscurità che coprirà tutta la Terra. Ogni spirito maligno sarà sciolto facendo molto male alle anime che non hanno voluto ascoltare questo messaggio e a coloro che non vogliono pentirsi.
Tutto sarà buio e apparirà in cielo una grande croce mistica…pentitevi, ancora siete in tempo.
La pandemia ha preparato la strada all’Anticristo, la chiesa cattolica è in mano alla massoneria. Lo scisma è in atto. Sul soglio di Pietro siede l’Apostata.
Pentitevi e non state in comunione con l’Apostata o morirete con lui, commettendo peccato mortale e non vi salverete!

Sembrava parlasse al vento. Era solo. Nessuno si fermava, Nessuno lo ascoltava. Ma lui pareva non curarsene. Parlava a se stesso con gli occhi rivolti al cielo grigio e minaccioso di altra pioggia.
Lui, finalmente ricordò dove aveva lette quelle parole.

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