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Parassiti - l'africano






Firenze, abitazione privata ore 7,30 del mattino

Si alzò fece qualche passo. Andò in bagno. Aveva dolore all'intestino. Ma quello era ormai normale da qualche tempo.

Si sedé sulla tazza. Cercò di defecare per liberarsi del male.

Sembrava una mattina come tante altre. Una delle tante mattine che si era seduto sul water cercando di liberarsi del male.
Ma non lo era.
Si sentiva come abitato.
Sorrise a questo pensiero.
Abitato da chi? Da che?
Eppure quella era la sensazione.
Che strano andare a letto in un modo e alzarsi e sentirsi mutato.
Mutato, era quella la parola corretta?
- Non lo so - si trovò a dire a voce alta - ma mi sembra
Che poteva essergli accaduto in una notte. Forse doveva ripensare al giorno precedente, a quello che aveva bevuto, mangiato.
Forse in quell'analisi avrebbe potuto trovare una spiegazione a quello che gli pareva ora un mutamento.

Forse era stato quell'africano.



Bergamo aeroporto di Orio al Serio


- Si avvicini per favore. Documenti per favore
L’africano si avvicinò ed estrasse il passaporto.
Il finanziere prese il passaporto e cominciò a osservarlo. Con la coda dell’occhio guardò il capitano dei carabinieri che gli stava di fronte.
Il capitano capì. E si allontano verso la stanza dei controlli.
Il finanziere fece cenno ad un collega di prendere il suo posto e si diresse verso il capitano.
- Capitano per me questo ce l’ha
- Che te lo fa pensare? – domandò il capitano ma già il fatto che i colleghi dell’FBI avessero comunicato che aveva comprato un biglietto all’ultimo minuto e pagato in contanti lo aveva reso sospettoso. Era un soggetto probabile.
E poi il suo abbigliamento. Indossava un cappellino rosso e una cravatta rossa e faceva finta di leggere una bibbia che ostentava in modo troppo evidente. Segnali per qualcuno che lo aspettava fuori, agli arrivi e che doveva riconoscerlo per accompagnarlo da qualche parte
- Per me è un ovulatore capitano – i cani non avevano rilevato nulla ma il passaporto dell’africano era troppo strano. Tanti visti da paesi considerati a rischio. E questo volo partito da Laos, via Istanbul, poi Atene per Orio al Serio. Un volo strano
Il capitano e il finanziere ritornarono dall’uomo sorvegliato a vista dal collega.
- Per favore può aprire la valigia? – chiese il finanziere
L’africano non rispose. Si limitò a porgere la chiave.
Il finanziere l’aprì e iniziò l’ispezione.
L’ispezione non diede nessun risultato.
- Dove ha comprato questa bottiglia di Whiskey?
- A Atene – rispose l’africano
- Ci segua
Il finanziere guardò il capitano dei carabinieri.
- Proceda – disse il capitano
Il finanziere aprì la bottiglia, mise del liquore in una provetta. Negativo. Non c’era cocaina sciolta nel liquore.
- Capitano questo è un ovulatore, mandiamolo a visita.
- Ci segua – profferì il capitano all’africano – la portaimo alla visita
Il finanziere sui avvicinò all’uomo per accompagnarlo ma l’africano si divincolò e tentò la fuga
Il capitano lo placcò ma il negro lo morse ad una guancia. Il capitano tuttavia non mollò la presa nonostante il dolore.


Firenze abitazione privata ore 8

Davanti allo specchio si osserva il volto. Non notava alcunché di scomposto, di alterato o mutato.
Non avrebbe dovuto preoccuparsi se non che lui non era lui. Era solo una sensazione. Nulla di più. Una sensazione leggera, impercettibile, eppure presente ma che sicuramente sarebbe presto passata dal momento che non riscontrava nulla che non fosse quello di sempre in sé stesso.

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