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La caduta degli dèi delle tenebre

 






Dal mio libro in fase di scrittura "Gli Ultimi Incredibili Anni Prima di Morire"

[...] en aquellas ocasiones no sentía únicamente el terreno firme debajo, sino que también tenía inscripta secretamente en algún lugar de mis percepciones la raya del horizonte para hacerme sentir la dirección indicada aun sin conocerla [...][1]
( Salvador Benesdra – El Traductor)

Mr Claude Swab is to miss the opening of the World Economic Forum Conference in Davos tomorrow "due to a health issue"
. Lesse una notizia di agenzia.
Es la caída de los dioses. Pensò.
Chissà perché in spagnolo? Si chiese, anch’esso meravigliatosi di aver pensato quella frase direttamente in spagnolo.
In quel periodo stava leggendo tanti testi in lingua spagnola. Aveva fatto una ricerca sui migliori autori cileni e argentini e stava in particolare leggendo Manuel Puig e Salvadot Benesdra. Lo aveva soprattutto colpito il modo di scrivere soffocante y loco di Benesdra del suo unico libro pubblicato e di successo El Traductor. Un modo di scrivere tirato all’eccesso che gli ricordava Dostoevskij.
Benesdra, un uomo affetto da locura, pazzia. Un uomo che si riteneva bello, dal fascino intellettuale che inchiodava. e che un giorno se descubrió feo, en su habitación.
In fondo anche Swab era affetto da locura, una locura che Nostra signora stava evidentemente mettendo a tacere sotto la pressione delle sue preghiere e di anche molti altri che avevano scoperto la potenza del rosario


Basta odio, Madre
basta il brutto che ci circonda
dà noi un po' di pace.
Siamo stanchi, Madre.

Noi, che cerchiamo
diperatamente te,
siamo stanchi,
non abbiamo più pace
nel cuore.

Tanto odio, tanta menzogna,
tanta lotta senza fine
con i dèmoni, spossa.

Siamo esausti, Madre.
Porta noi la pace, finalmente.
Porta la bellezza e l'amore,
finalmente.

Tira giù i folli
il seguito dei loro dèmoni
tira giù i folli inganni
di loro.
Il loro odio, la sete di avere tutto
per solamente distruggerlo.

Dona noi la tua spada,
sprona il tuo cavallo,
mettiti alla testa di noi,
dà la pace della vittoria.

Siamo pochi
che aspettiamo,
siamo pochi che crediamo,
siamo i pochi che credono
che vinceremo
con te, sempre.

Nel segno della tua spada
e del tuo cavallo
che aspetta e freme
nel furore dell'attacco,
vicino.


Aveva composto quella preghiera e con quella preghiera ogni giorno invocava Nostra Signora perché portasse via i folli che volevano alterare l’uomo, renderlo transumano.
Erano tempi di locura, totale.
Quella stessa locura che pervaga nel mondo e aveva spinto Benesdra a buttarsi dal decimo piano de su piso. Quella stessa follia, ma in Cristo, con cui lui combatteva la follia opposta di anime invase dallo spirito del male.
Mr Claude Swab era già al secondo infarto. E tuttavia era uno di quelli che credeva nell‘immortalità dell‘uomo creata dall‘uomo, il miracolo dell‘uomo unito all‘intelligenza artificiale.
E forse il tempo era venuto, che Nostra Signora se lo prendesse e lo manlevasse là dove ciò che aveva meritato in vita divenisse il suo destino nell‘altro mondo, si trasformasse in quel mondo in ciò che lui aveva voluto determinare in vita, nell‘esercizio del corpo e della mente, lontano dalla parola di Dio, ispirato alla visione di Satana.

Gente come Mr Swab era gente fatta di tenebra e vivevano nella tenebra e volevano un mondo di tenebra, lontano dalla luce. Chi ammette che l’uomo è figlio della luce, come gli angeli, riconosce che siamo figli della luce, di Dio, e vive su quel postulato che è Dio, che è motivo di ogni nostra azione finché rimaniamo nella luce.
Era bene dunque che gente come lui se ne andasse nella tenebra eterna, in eterno.
E quel pensiero gli dava energia, la stessa energia che provava a mezzo di una lettura che lo travolgeva, o della scrittura di un passo in cui si in-se-medesimava. O di una vendita riuscita dopo un lungo lavoro di contatti e pazienza infinita.
Ed era tuttavia un’energia insolita quella che ora provava. Era un’energia che gli derivava dal non essersi mai piegato, dall’aver sempre fatto resistenza, forse una resistenza privata, posta nel proprio io, con cui si era sottratto alla propaganda, alle pressioni sociali e politiche, trovando la forza in sé nel sentiero interiore che si era costruito ad imitazione di quello della foresta che aveva lungamente percorso per sfuggire il più possibile ai controlli della polizia.
Ma soprattutto una resistenza che aveva usato la forza della preghiera, del rosario. Una forza straordinaria messa in campo da tanti come lui, che aveva avuto una funzione catecontica dapprima, e ora metteva in sede impedita quelle forze che avevano dominato all’inizio della falsa pandemia, che finalmente al di là dei proclami vedevano il profilo della sconfitta delinearsi chiaro e la paura di essere sconfitti li rendeva isterici.

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[1] [...] in quelle occasioni non solo sentivo un terreno ferma disotto, ma avevo anche la linea dell'orizzonte segretamente inscritta da qualche parte nelle mie percezioni per farmi sentire la direzione indicata anche senza saperlo [...]

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