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Le Cassandre e il Gigante del web







[I] Narrare la verità è portare speranza nell'uomo

La verità si esprime attraverso narrazioni. Aderendo a una narrazione invece che ad un altra si cerca di esprimere una verità.

Ma questo non è relativismo, perché la verità esiste e si impone ma si impone attraverso una narrativa, perché senza narrativa non ci si può avvicinare alla verità.

Bisogna dunque ricercare la narrativa più autentica, più originale, quella per cui la ricerca diviene intensa e incessante, quella che mantiene aperto il desiderio di sapere e di non fermarsi alle apparenze.

Qualche filosofo ha detto che la verità è disvelamento, ecco la narrativa che porta alla verità è quella che mantiene aperto il desiderio di disvelare le narrazioni ufficiali che si impongono mediaticamente per occultare e non per ragione, non per desiderio di esame critico dei fatti.

Fra le narrative di occultamento includo l'adagiamento dello spirito al pessimismo.

La narrativa che cerca di disvelare la verità non può essere pessimista, perché la verità è speranza, e la speranza è la gioia di proiettarsi in un mondo vero, e perciò giusto. E' la gioia di conoscere la Verità.


[II] Le Cassandre del Web

Nel web, nei cosiddetti opinion leader della controinformazione, vi è un nutrito gruppo di Cassandre, che dicono di voler affermare la verità ma affermano invece l'adagiamento dello spirito a una incapacità di trovare la speranza, E perciò affermano e oncfermano la paura e la disperazione di cui fanno gran opera i canali mainstream.

Per lo più le cassandre del web sono quelle che affermano il principio "Io ve l'avevo detto". Sono in tante, qui elenco solo alcuni campioni.

I "Io ve l'avevo detto" fanno grandi analisi ma partoriscono sempre e solo incapacità di soluzione, mancanza di speranza. Sperare non è stare su un albero o alla finestra ad aspettare, come fa un certo filsofo del pensiero critico, Fusaro. Sperare è trovare la soluzione laddove l'impossibile pare inattuabile. Sperare è tenere aperta la verità improrogabile contro ogni impossibilità.

Il non plus ultra delle Cassandre a mio avviso è Meluzzi, mai una volta che da quella bocca uscisse una sillaba positiva,

Altra notevole Cassandra è il filosofo (?) Fusaro, sempre pronto a riferire i fatti più tragici e terribili gioiendone. Mai una soluzione.

Poi ci sono le Cassandre quelle nel più autentico spirito italico, che amano il lamento e il "poveri noi", fra questi annovero Mazzucco e Morris San. In verità Morris San ve lo annovero malvolentieri perché è stato uno dei primi a cominciare a lottare contro la criminalità del governo, ma ultimaente è sempre più scaduto in un lamentoso vittimismo dal quale caldamente lo invito ad uscire.

[III] Il gigante

Una parola a parte sul Greg, davvero un gigante. Uno che fin dall'inizio ha sempre attaccato tutti senza pelei sulla lingua. Probabilmente se lo può permettere. Mai scaduto nel pessimismo. Mai scaduto nel lamento. Ma ha sempre tenuto, a modo suo, aperta la via della speranza. A modo suo ha sempre dato una soluzione. Una visione di soluziomne.

Anche lui è uno del "Io ve l'avevo detto", ma effettivamente tutto quello che ha detto si è avverato puntualmente e lo aveva detto quando nessuno lo diceva.

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