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"Memento" di Ugo Iginio Tarchetti

  Questa poesia è di Ugo Iginio Tarchetti. Non l'ho scritta io, ma avrei voluto. Quando bacio il tuo labbro profumato, Cara fanciulla, non posso obliare Che un bianco teschio vi è sotto celato Quando a me stringo il tuo corpo vezzoso Obliar non poss’io, cara fanciulla, Che vi è sotto uno scheletro nascoso. E nell’orrenda visïone assorto. Dovunque o tocchi, o baci, o la man posi, Sento sporger le fredde ossa di un morto .
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The Little Book of the Dead - Giovanni

  Deep, the well of the past. Unfathomable when one discusses and questions the past of man. An enigma, and this enigma we are. We enclose our existence within. Body against spirit, a conflict by nature. This we are — the alpha and the omega of all questions: "Why do we exist?" And the deeper one digs, the more one is consumed and suffers. Self-knowledge is pain; pain unveils that death is what one must prepare for. Everything inside speaks to us of those who died before, they too, bottomless abysses. Descend you must into them. Traverse them. One after the other. Until the last and final abime. I ask you, Giovanni, who have you been? Word speaks you were a life lover. Word speaks you were un donnaiolo. Women you loved,  perfume, and dressing up. You loved reading books, and you loved politics. Volterra, you loved, where you founded a socialist circle. You were a peasant, an uncommonly well-educated peasant. This I know. Word makes world, and I grasp those words that spoke of...

Night and fear

  Childhood living holds my stay Things I wanted like sand slidden away. Graceless lady, you know who I am You know me inside 'cause You watch me suffer day by day. A dull aching pain you've decided To show me again and treat me unkind. I've dreamed of you many times. You, sins and lies, you freedom Your abime, cruel on me, you lay. Faith broken and tears cried What will I leave after I die?

L' attimo importante

Graceless lady You know how I am L'attimo importante esiste nell'uomo? Quell'attimo che sembra una vita fissare? Tu che credi - che figure siamo devi pensare.

La vita di un altro

  Mi guarda mi segue mi spia Va su e giù - per i corridoi Passo lento meccanico stanco Una noia di vivere lo manda? Mi saluta e i suoi occhi S' accendono al " Labadiena !" che incontro. Sempre la stessa uniforme porta Ma che da me i suoi sguardi cerca? Non ha il piglio di uno banale Che guarda al mondo in modo normale. Ma un tocco infelice, si tiene lui dentro.

Vivere in esilio

  Manca il senso comune - quel senso Che trovi che vivi dentro l'eccesso Che te riconosce in sé immenso Sempre si dà nell'ora e adesso Lo vedi lo senti in una forma. Ti guida e sembra esser il nesso Dei giorni delle ore che è norma Assume ruoli e nomi e cambia Ne cambia il tempo e si trasforma. Ora vedo il suo nome - sabbia Tra le mani in esilio io tengo Lontana scivola e piango rabbia.

Io ti amo

  Io ti amo per la tua umanità Per la tua profonda santità. La santità umana che vive di te. Non per le tue mani - non per i tuoi occhi Né bocca - non per i tuoi morbidi seni. Per la luce però che da te penetra a me Che il suono della tua voce Vibra nell'aria e dice io sono! Io esisto, Io vivo, Io sono io!